Le Stelle di Mario Schifano

Dedicato a (ristampa)

2015 (Ams/Btf) | psychedelic

A scadenze periodiche viene fortunatamente ristampato uno dei dischi più interessanti di tutta la psichedelia europea, vale a dire "Dedicato a" degli effimeri Le Stelle di Mario Schifano. Sono passati ben quindici anni dall'ultima ristampa semi-ufficiale di questo piccolo capolavoro lisergico, dato che la spezzina Akarma lo rieditò in una bella edizione in vinile (del tutto fedele alla stampa originale) nel 2000. "Dedicato a" mantiene ancora uno dei massimi primati in fatto di rarità discografica (la stampa originale su Bds supera i mille euro per una copia neanche in buono stato) e nessuno si è ancora prodigato a immettere sul mercato un'edizione finalmente definitiva e autorizzata. A livello di suono (benché il disco fosse già registrato male in partenza), ogni ristampa presenta un livello audio orrendo.

Questa della Ams/Btf è forse la peggiore in assoluto (si potevano almeno evitare di masterizzare i graffi e i salti della puntina sul vinile e anche la copertina è stata riversata malissimo, sbiadita e sfocata), che quasi grida vendetta e non vale il prezzo richiesto per l'acquisto. Rimane però l'importanza dell'opera, unica nel suo genere. Le Stelle di Mario Schifano furono assemblate nella factory romana (in Via di Panico, a due passi da Castel Sant'Angelo) del famoso pittore "pop" Mario Schifano, che voleva ricreare in Italia un esperimento analogo a quello che fece Andy Warhol a New York con i Velvet Underground.

Ne uscì fuori un disco assolutamente bizzarro e fuori dagli schemi, completamente sbilanciato nelle due facciate, prodotto da Schifano insieme a Ettore Rosboch (che in seguitò diverrà un produttore cinematografico). Il primo lato contiene la loro personale "Parable Of Arable Land", ovvero la lunga "Le Ultime Parole di Brandimante, dall'Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e Fine (da ascoltarsi con la tv accesa, senza volume)", che inizia con un colloquio tra il bassista Giandomenico Crescentini (che in precedenza fece una comparsata con i New Dada), il pianista Nello Martini e il pittore Peter Hartman.
Dopo una serie di battute, una voce femminile (della "freak" Francesca Camerana) intona un madrigale monteverdiano su testo dell'Ariosto e, da lì, prende forma la suite vera e propria, completamente improvvisata e sconnessa, tanto anarchica e distorta quanto i coevi brani "free-form" dei Red Crayola e degli Hapshash & The Coloured Coat.

Il secondo lato, invece, contiene delle canzoni molto più normali, sebbene saldamente legate agli influssi dei Velvet Underground ("Molto Alto", la bucolica "Susan Song", recentemente coverizzata dai No Strange). Il beat italiano si avverte chiaramente in "E Dopo", che anticipa il sound energico del primo album del Balletto di Bronzo, "Sirio 2222" (Rca, 1970). "Intervallo" è una breve jam acida che prelude alla trascendente "Molto Lontano (a colori)", la migliore del lotto.

Per i collezionisti, la ristampa in vinile è di colore rosso e sono stati inclusi tutti gli inserti originali (le foto serigrafate e ritoccate del gruppo fatte da Mario Schifano, comprese le stelle di adornamento) e la curiosa lista chilometrica di ringraziamenti (si citano, tra i tanti, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Maria Callas, Sandy Bull, Ugo Tognazzi, Elvis Presley, Luigi Nono, John Lennon, Mario Mieli, Renato Guttuso, Dacia Maraini e, ovviamente, Andy Warhol).

Si spera ad ogni modo in una futura edizione regolarmente licenziata di questo caposaldo psichedelico, magari ad opera della Esoteric/Cherry Red.

(26/07/2015)

  • Tracklist
Lato A

  1. Le Ultime Parole di Brandimante, dall'Orlando Furioso, opsite Peter Hartman e Fine (da ascoltarsi con la tv accesa, senza volume)

Lato B

  1. Molto Alto
  2. Susan Song
  3. E Dopo
  4. Intervallo
  5. Molto Lontano (a colori)
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