PRINCE - HITnRUN Phase One

2015 (Npg records)
Edm, funk, urban-pop
Un nuovo capolavoro firmato Prince? E chi se lo aspetta più!? Diciamoci la verità, tenendo conto dell’ultima produzione decennale del folletto di Minneapolis, sarebbe già arduo riuscire a trovare pezzi che siano sopravvissuti non soltanto nelle tournée a venire ma persino a quelle promozionali del disco di appartenenza. E a poco serve che inauguri la sua nuova fatica, “HITnRUN Phase One” (realizzato col produttore Joshua Welton), mixando gli incipit di due pietre miliari quali “1999” e “Purple Rain”, quando l’introduzione vera e propria è poi affidata alla voce della sua nuova protégée, Judith Hill, alle prese con un banalotto funk cartoon-istico che smorza subito le ormai flebili speranze.

Eppure il “Million $ Show” che sta per iniziare qualche sorpresa la tiene invece in serbo, anche se per il fan duro e puro di Prince potrebbe essere difficile mandarle giù. Asciugate le ridondanze rock di “PLECTRUMELECTRUM” (con l’onesta “Hardrocklover”, unico, vago richiamo) e svecchiate le melliflue ambientazioni di “Art Official Age” (la già edita “This Could B Us” letterlamente teletrasportata in un sexyclub) questa è infatti la prima volta in tanti, tantissimi anni in cui un disco di Roger Nelson non cerca di riscaldare il suo sound anni 80, ormai stantio se fuori contesto, o quello geriatrico dei chitarristi anni 70, ma prova almeno a suonare il più possibile contemporaneo, pur mantenendo intatti certi tratti distintivi della sua cifra stilistica.

Lo fa dando ampio spazio a una, per lui inedita, attitudine urbanEdm slabbrata e oscura, e rimaneggiando certi esperimenti tentati nella prima metà degli anni 90 che avevano convinto in pochi, lui per primo. Stavolta però il panorama black di contorno è cambiato, l’electro-invettiva di “Shut This Down” convince grazie al suo basso bello groovoso e incide quanto “My Name Is Prince”. Funzionano persino meglio la ancora più aggressiva “Ain’t About To Stop”, febbricitante convulsione da mille e una notte in compagnia della stellina Rita Ora, e l’ipnotico gorgo meccanico di “X’s Face”, su cui è snocciolata una sorniona cantilena.

Sentendosi però già padrone di un linguaggio non propriamente suo, in alcuni momenti il nostro pecca di presunzione (strano no?) e inciampa malamente: l’interlude “Mr. Nelson”, fin troppo tirato per le lunghe, non è altro che un (brutto) remix della già nota “Clouds” (sempre coadiuvata da Lianne La Havas) che cerca di mescolare, non riuscendoci, fughe house, svisate brostep e arebeschi assortiti. L’unico momento dell’album che tenta invece di azzeccare una melodia incondizionatamente pop, concessione per riportare alla mente i classici del passato, fallisce paradossalmente per mancanza di cattiveria. Il trascinante battito di “Fallinlove2nite” viene infatti appesantito da una cascata di fiati dozzinali e a poco serve, stavolta, un’interpretazione à-la Camille quando il risultato finale è ormai, se non del tutto compromesso, tinto di ridicolo.

Meglio lasciarlo rifugiare in territori più neri, quindi, contaminando i suoi immancabili riff funky con l’hip-hop oldschool di “Like A Mack” (nonostante si faccia rubare la scena dal rapping a tinte caraibiche dell’emergente duo Curly Fryz) e dimostrando, con le sensuali sinuosità di “1000 X’s & 0’s”, di riuscire perfettamente a tenere il passo delle attuali leve soul (John Legend, nello specifico). E perché no, magari di guardare addirittura oltre, dal momento che le sospese rarefazioni di “June”, in chiusura, stuzzicherebbero probabilmente anche un indie dall’anima black come Jamie Woon.

Imperfetto e incompleto (non ancora fissata la pubblicazione della “Phase Two”), avaro di melodie memorabili ma generoso quanto a mordente e urgenza espressiva, “HITnRUN” difficilmente passerà alla storia, ma tra tutti i suoi ultimi dischi potrebbe fregiarsi di un insolito primato. Non riporterà certo Prince in auge e all’avanguardia, ma il pregio di farlo sembrare in ritardo di tre anni al massimo e non più di quindici è sufficiente per riaccendere un sopito barlume di speranza per il futuro.

10/09/2015

Tracklist

  1. 1. Million $ Show feat. Judith Hill
  2. 2. Shut This Down
  3. 3. Ain't About To Stop feat. Rita Ora
  4. 4. Like A Mack feat. Curly Fryz
  5. 5. This Could B Us
  6. 6. Fallinlove2nite
  7. 7. X's Face
  8. 8. Hardrocklover
  9. 9. Mr. Nelson feat. Lihanne La Havas
  10. 10. 1000 X's & 0's
  11. 11. June
Federico Guglielmi
ONDAROCKSTAR

Prince - Sign “☮” The Times

Anche OndaRockstar dedica un omaggio a Prince, con la recensione di uno dei suoi dischi più memorabili, a cura di Alberto Castelli

Federico Guglielmi
BLAH BLAH BLAH

Non smette mai di piovere - I 40 anni di Purple Rain

Il diluvio pop perfetto: il primo apice del Principe di Minneapolis compie 40 anni. Un autentico toccasana per la cultura pop

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

L'harem di Minneapolis - Le collaboratrici di Prince negli anni 80

Durante gli anni 80 le canzoni di Prince sono state sulla bocca di tante talentuose cantanti ma soprattutto di una lunga serie di affascinanti protégée che hanno influenzato, indirettamente e non, la carriera e la vita dell'artista di Minneapolis

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Prince - Purple Rain, la pioggia viola che stregò il mondo

Oggi compie 40 anni "Purple Rain", uno dei capolavori del Principe di Minneapolis, geniale ibrido di soul, funk e rock. Analizziamo la sua storia, le sue canzoni e gli eventi che lo celebrano in questo approfondimento

Federico Guglielmi
ROCK IN ONDA

Prince - Un impero colorato di viola

L'epopea del Principe di Minneapolis, dagli esordi a "Purple Rain", dai fasti degli 80's al delirio zappiano degli ultimi anni. Ascolta online