Rob St John

Surface Tension

2015 (Self Released/ Bandcamp) | filed recordings,loops

D’ora in poi quando penseremo a Londra, vedremo un’altra immagine davanti ai nostri occhi, la nebbia non nasconderà solo agglomerati urbani, case a schiera, parchi, tram e musei ma anche il fiume Lea, il secondo più importante della capitale inglese, che dopo una trentina di chilometri sposa il Tamigi. Ed è per merito di Rob St John che apprezzeremo la poesia di questo paesaggio naturale, sempre più contaminato dall’ingombrante presenza dell’uomo.
Scrittore, fotografo e musicista, noto per le sue collaborazioni con Eagleowl, Woodpigeon e Meursault, Rob St John ha trascorso mesi e mesi nei pressi del fiume archiviando field recording con l’ausilio di microfoni binaurali, idrofoni subacquei, microfoni a contatto e tape loop ricavati dalle registrazioni sul campo, emulando i disintegration loop del grande William Basinski.

“Surface Tension” prende vita dall’osservazione della contaminazione delle acque del fiume Lea, l’inquinamento chimico e industriale nonché le acque reflue domestiche hanno dato origine a polluzioni organiche alterando il corso della natura, in un contrasto che l’autore mette su carta sia in forma visiva che sonora.
Un libro fotografico accompagna gli abbondanti 30 minuti dell’album, musica e immagini hanno subito un eguale trattamento al fine di testimoniare il fascino contradditorio del fiume Lea: immersi per un mese in vasche di acqua del fiume con foglie in decomposizione, petrolio e altri elementi inquinanti.

Come le immagini sono state contaminate da microscopici segni, riflessi e bagliori che sono assimilabili alla trasfigurazione osservabile attraverso un vetro sporco, anche la musica è leggermente infettata da voci e rumori raccolti dal musicista nelle sue intense escursioni lungo il fiume.
La struttura sonora è simil-neoclassica e cameristica con pianoforte, organo, synth e violino intercalati dal canto degli uccelli, dal vociare di bambini, nonché rumori di barche e ferraglie, un denso fluire sonoro che il latrato dei cani riporta alla realtà.
Le tensioni superfliciali della musica mutano dai toni pastorali alla Virginia Astley ad altri simil-post-rock, con una sequenza lirica che alterna ambient-techno a sonorità profonde e catartiche, mescolando vita e morte, sacro e profano, bellezza e incuria, ombre e luci, natura e contaminazioni urbane.

“Surface Tension” è un progetto che non tradisce le ambiziose premesse, ma lo fa senza trucchi o manipolazioni intellettuali, Rob St John offre una via di fuga all’incessante anomalia di una città come Londra, esplorando i suoi confini con la natura del fiume e le sue bellezze nascoste.
Mai banale o fuori linea, la musica del giovane di Lancashire è come un affresco ricco di dettagli mai ingombranti o stucchevoli, la poesia tiene lontano il caos ma anche la malinconia, rimettendo in gioco l’intrinseca natura selvaggia dei luoghi che synth e chitarre provano a simulare in un quadro sonoro che alterna il potere visionario della musica di Hildegard von Bingen, con un folk medievale e pastorale di rara bellezza, un'oasi che incanta e seduce nell’attesa che quello che si cela dietro l’angolo inesplorato del fiume ci riporti a una macabra realtà.

“Surface Tension” non è un qualsiasi album di field-recording, ma un sorprendente viaggio in una Londra che nessuno potrà piu dire di non conoscere, grazie Rob.

(18/04/2015)



  • Tracklist
  1. Surface Tension
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