Cult band messa in piedi dal piccolo genio dell’elettronica tedesca Brezel Göring con la cantante francese Françoise Cactus, gli
Stereo Total sono in attività da quasi 20 anni, con una ricca discografia e una serie di compilation atte a raccogliere le stravaganti digressioni pop nelle quali il ritornello assume il ruolo di unica vera ragione d’essere.
“Yéyé Existentialiste” permette di tracciare un bilancio della loro carriera, con 28 tracce assemblate dal dj Paul Tunkinj che ci pongono davanti un interrogativo: per quale arcano motivo il duo non sia mai stato baciato dal successo.
Prima di svelarvi le meraviglie di questa raccolta, va ricordato che negli Stereo Total si sono alternati musicisti scozzesi e arabi, e che il patrimonio multilingue di Françoise Cactus (inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e giapponese) non ha eguali nella storia del pop. Aggiungete un’abilità sopraffina per gli arrangiamenti e avrete un mix irresistibile per i vostri momenti di puro divertimento.
Più trasgressivo dei Pizzicato Five, il duo mette insieme
Velvet Underground, Ramones, Sylvie Vartan,
François Hardy e Plastic Bertrand con la stessa ironia e irriverenza dei
B-52’s. Britpop,
disco-music,
new wave, synth-pop, punk, l
ongue-exotica,
western soundtracks, operetta ed elettronica retrò, si alternano e si fondono senza mai lambire i confini del plagio o del
copyleft.
Tra l’elettrizzante
cover version di “I Love You ONO” del gruppo giapponese dei Plastics e la rilettura in chiave
dance-kraut di “Heroes” di
David Bowie, si nascondono piccoli gioiellini della trasgressione pop: il
casio-pop di “Pixelize Me”, il delizioso
french-beat di “Schön Von Hinten”, l’elettro-pop di “L'Amour À Trois” e il minimalismo wave di “Relax Baby Be Cool”.
Quello che rende ancora più sorprendente le loro stravaganze elettro-pop è che nulla suona datato o fuori tono, anche quando giocano con la
disco-music anni 80 in “Wir Tanzen Im 4 Eck” o rubano la chiave della trasgressione alla
Serge Gainsbourg in “Cafétéria Idéale”.
Gli Stereo Total trasformano il
kitsch in puro intrattenimento (“Alaska”), estraggono l’anima
garage di alcuni classici (“Comme Un Garçon”), tengono sempre svegli i sensi e la sessualità (“L'Amour À Trois”, “Comicstripteasegirl”, “Ich Bin Nackt”), evitano il conformismo del pop elettronico (“Holiday Innn”) con un energia figlia del punk (“Miau Miau”), e conoscono il confine tra sensualità e provocazione (le pulsioni sessuali
old fashioned in “Dactylo Rock” o il classico degli Hot Chocolate “Heaven's In The Back Seat Of My Cadillac”).
Sfacciato e divertente, eccentrico e coerente, ballabile e complicato, rivoluzionario ed esilarante, sofisticato ed esplicito, “Yéyé Existentialiste” è non solo un fulmine a ciel sereno per la vostra
playlist estiva, ma anche un prezioso punto di partenza per scoprire altre perle della loro discografia (“Paris-Berlin” e “
Musique Automatique”).
Enjoy it.