Teho Teardo

Le retour la raison. Musique pour trois films de Man Ray

2015 (Specula) | soundtrack

Teho Teardo è innanzitutto una inesauribile, formidabile macchina da musica. Dopo essersi regalato, per il proprio compleanno, un altro pezzo del personale puzzle sonoro, ha già pronto un nuovo lavoro, legato ancora a un eroe dell'avanguardia artistica del Novecento: Joan Mirò, il quale sarà protagonista di un'esposizione nello stesso luogo che ha dato i natali al disco di cui stiamo per districare la matassa.
La fama vien suonando è il detto popolare riformulato per il caso specifico del musicista pordenonese che, oltre a non adagiarsi mai sugli allori -  meritati - continua imperterrito, senza rallentare, il suo percorso musicale: le pause se le prende solamente per suonare, magari  in giro per l'Europa. E proprio da un'esibizione dal vivo, a Villa Manin di Passariano di Codroipo, nell'ambito della grande mostra dedicata a Man Ray, nascono i prodromi per questa raccolta di tracce. 
 
L'ispirazione è più che mai (meta)fisica, come spesso accade al musicista friulano, ovvero tre brevi film del visionario artista nordamericano; la stesura è elastica, indipendente da ogni canonico procedimento usualmente adottato per l'accompagnamento dei film muti, operazione questa da anni presentata in ogni salsa da tanti musicisti, spesso però con risultati stucchevoli o indigesti. 
La composizione, pur non discostandosi troppo dall'inconfondibile stile, aggiunge ulteriore sperimentazione nell'assemblaggio delle parti musicali: il procedimento è alchemico, operato su elementi di riuso, fisicamente trovati e selezionati all'interno dell'esposizione, quindi radiografati (a suo modo) secondo l'insegnamento del Maestro, stavolta ottenendovi suoni anziché immagini; una sensazione di matericità serpeggia nelle otto performance, (de)frammentate in mini-suite indipendenti, agili ma concentrate, dove la durata delle proiezioni in esame è solo grammatica non sintassi. 
E sarebbe una grande sorpresa se non fossimo già abituati a questi suoi modi di agire, irrispettosi dei canoni dell'accademia, quindi sempre troppo interessanti per essere ignorati. 
Ancora una volta, Teho non risparmia il suo talento nell'esplicare la sua visionaria spregiudicatezza sonora: ogni singolo pezzo è un film mentale, slegato dal baricentro visivo da cui trae origine, eppure intimamente colluso, risultato informale di una visione informale, aderente alla poetica dell'eroe senz'armi che concepì pietre miliari, o meglio icone seminali in divenire - tutt'ora capisaldi di ogni adepto  - per l'arte moderna e contemporanea. 
 
Gli strumenti musicali, nelle mani esperte del sound designer, diventano un'attrezzatura manipolabile per dare corpo alla complicata struttura. Le corde degli archi vengono pizzicate, sfregate, straziate, i tasti percossi piano/forte con grazia e vigore. Dalle note allungate, dronizzate, o desaturate fioriscono emozionanti soundscape, eterei e sospesi, interrotti da opportuni frammenti industriali; nel frattempo, cresce la suspense con il vociare e coi brusii, intervengono ulteriori maneggi e altre ferraglie, l'elettronica immaterica produce melodie sommerse, furori repressi da liasons tra il cielo e la terra, tra l'aria e l'acqua, qui gli elementi naturali coesistono naturalmente con le interferenze umane e con quelle ultraterrene in un gioco delle parti che diventa sempre più intrigante. Ed è proprio l’equilibrio di tutte le particelle sonore il trucco che dà quell’armonica perfezione a tutte le musiche di Teardo.

P.S. La traccia finale, l'emozionante "L'etoile de mer (Marcia funebre del 1900)", merita un minimo di approfondimento anche perché è uno dei vertici della sperimentazione globale di Teardo. Registrata in diretta al Maxxi di Roma, ha il suo fulcro emotivo nel rintocco di una chitarra "a morto". Per la sua realizzazione il geniale musicista ha coinvolto una "ciurma" di quaranta chitarristi (numero arrivato in sogno a Teho direttamente dall'artista) i quali, per realizzare il chitarristico mantra, hanno obbedito alle seguenti regole. 65 ripetute di cui: 8 note e 16 accordi da solista per T.T., dal 17° al 33° tutti insieme... normale, dal 33° c'è l'inserimento del distorsore fino all'ultimo arpeggio che si allunga simile - uguale - a un implacabile drone sino alla fine della traccia. Standing ovation, please.

(26/10/2015)

  • Tracklist
  1. Le Retour à la Raison
  2. Emak-Bakia
  3. Rrose Sèlavy
  4. Hotel Istria
  5. Danger Danger Danger
  6. Underwater Constellations
  7. Synonyme de Joie, Jouer, Jouir
  8. L’Etolie de Mer (Marcia funebre del 1900)


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