Wrekmeister Harmonies - Night Of Your Ascension

2015 (Thrill Jockey)
drone doom metal, post-rock

Divenuto un progetto di punta dell'attuale roster di casa Thrill Jockey – più per costanza che per novità della proposta – il supergruppo di J.R. Robinson pubblica la terza prova in tre anni con la rinomata label. La line-up riunita sotto il nome collettivo di Wrekmeister Harmonies è sempre più fitta di partecipanti (ben trenta), e i temi che ne guidano l'agire si fanno ulteriormente ambiziosi.

Come riporta lo stesso Robinson nell'intervista rilasciata a Noisey, “Night Of Your Ascension” è ispirato a due tragiche vicende di vita e morte: la prima rievoca la storia del principe Carlo Gesualdo da Venosa, famigerato compositore del tardo Rinascimento che assassinò la moglie e l'amante nel letto del loro adulterio; la seconda proviene dalla cronaca nera del secolo scorso e fa riferimento a Padre Geoghan, sacerdote americano della Chiesa Cattolica che fu accusato di plurimi abusi sessuali su minori, e in seguito percosso a morte dal suo compagno di cella in un carcere del Massachusetts.
L'orchestrazione delle due suite che compongono l'album, dunque, non può che rimarcare il senso di angoscia, pentimento e luttuoso rimpianto di cui sono intrisi questi torbidi delitti, tradotti in musica con modalità differenti e a loro modo efficaci. Inoltre la registrazione dell'album è avvenuta tra le mura di un crematorio che, pur accentuando le risonanze naturali, fa più gioco all'aneddotica che al sound complessivo.

Dopo un'introduzione di carattere sacrale con il canto solitario di Marissa Nadler e un arcigno basso d'organo, il tema iniziale della title track si tramuta in un lamentoso arrangiamento per archi ispirato a un madrigale dello stesso Gesualdo, “Ahi Dispietata e Cruda”, corredato da una più agile melodia dell'arpa di Mary Lattimore; a loro volta, le linee incrociate di violini e violoncelli si mescolano a una registrazione del coro polifonico originale, creando così un senso di autocommiserazione del principe crudele per mezzo della sua stessa musica. Peccato che espedienti così efficaci non si ripresentino nella seconda metà del brano, che dopo lo squarcio doom di chitarre e batteria procede con una certa mollezza – quasi costretto a raggiungere la mezz'ora di durata – tra cliché del post-rock epico e una voce echeggiante ben poco incisiva (probabilmente Eric Chaleff dei Bloodiest).

Decisamente più ravvicinato, invece, è l'angoscioso e claustrofobico scenario di “Run Priest Run”: clangori industriali e aspri rumorismi in sordina occupano i primi minuti della suite, ben presto solcata dalle bordate di Lee Buford e dalle grida straziate di Chip King (entrambi dai The Body). Una batteria alquanto ingessata – troppo incentrata sul risuonare dei piatti più grandi – guasta in parte un'ormai tipica voragine alla Khanate, che, giunta al suo apice, si quieta in una compassionevole coda senza distorsioni.

Al termine di questi abissi artificiosi si fa strada il sospetto che all'aumento delle forze a disposizione sia equivalsa un'ancor minore determinazione in fase di scrittura – che è poi ciò che conta realmente, specie se il risultato non ha un “volume” poi così eclatante, come di certo era nelle intenzioni di Robinson. Per dire che con molto meno c'è chi ancora fa molto di più, mentre le speranze nei confronti di Wrekmeister Harmonies, almeno per chi scrive, cominciano a svanire quasi del tutto.

Tracklist

  1. Night Of Your Ascension
  2. Run Priest Run (Extended)

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