Gøggs

Gøggs

2016 (In The Red) | hardcore-punk

Non un side-project, bensì una necessità.
Così, stando alle parole del frontman degli Ex-Cult, Chris Shaw, va intesa l'ennesima - e tutto sommato imprevista - nuova incarnazione di Ty Segall. Le ragioni di una collaborazione nata almeno idealmente nel 2013, quando la band di Memphis fu scelta per aprire diverse date del tour di "Slaughterhouse", sono da ricercarsi nell'amicizia di lungo corso tra i due cantanti. L'idea embrionale si è tradotta in un gruppo vero e proprio non appena Segall ha individuato nella propria agenda un'intera settimana libera da impegni e ha proposto a Shaw di registrare nella sua casa-studio di Los Angeles assieme al solito Charles Moothart, lavorando soprattutto su demo strumentali inviate in precedenza al collega del Tennessee. Il californiano ha quindi coniato un'intestazione priva di qualsivoglia significato, ha concesso al suo ospite l'esclusiva del microfono e si è ritagliato un ruolo da chitarrista e produttore, spartendosi i gradi di bassista, tastierista e batterista con il fido Charlie, compagno di mille avventure.

A completare il cast e rendere più avvincente il tutto, non poteva proprio mancare il consueto manipolo di ospiti appositamente selezionati dal cerchio magico del divo del garage di oggi: Cory Hanson di Wand, Together Pangea e Meatbodies (basso e synth in una sciroccatissima title track che tanfa piacevolmente di Coachwhips), l'immancabile Mikal Cronin (basso nel singolone "Glendale Junkyard") e la fidanzata di Ty, Denée Petracek dei Vial, assoldata per urlare in una "Final Notice" a dir poco sbrindellata e sfarfallante.

Questa raccolta eponima si impone dal primo istante come un'operina feroce e selvaggia ma in fin dei conti raccomandabile non ai soli estimatori intransigenti delle gesta segalliane, e ha avuto un lusinghiero antipasto nell'episodio che chiude i giochi, "Glendale Junkyard", tra botte di granito e spurgante irruenza. È un disco dedicato alla città di Los Angeles, ispirato dal suo immaginario più deleterio (le discariche a cielo aperto, gli sbirri corrotti da B-movie in "Needle Trade Off") o da band locali che hanno fatto la storia, X e Germs in primis. L'impronta sonora, non per nulla, è smaccatamente hardcore-punk e i Gøggs si configurano come il braccio armato di Segall per una personale rilettura di quel mondo e della sua epica spicciola.

Se l'approccio è credibile, buona parte del merito va a uno Shaw che con i suoi assalti frontali, la sua vena schizoide e quel tono tra l'apatico e l'efferato si rivela davvero perfetto per la parte, mentre il resto della ghenga si industria sullo sfondo con un discreto marasma weirdo-punk. Come già per il progetto Fuzz, la griffe scapestrata e da veri amatori di Ty e sodali si intuisce, ma l'impatto non mediato e la scelta di restare sempre opportunamente un passo indietro depone a favore di una nuova compagnia imbastita evidentemente per passione, con la necessaria purezza, buone dosi di cattiveria e follia, oltre a una chitarra finalmente libera di imperversare nel sudiciume rumorista allo stato brado (la folgorante cartolina di "Smoke The Würm").

A conti fatti, un gioco in cui vincono tutti: Shaw, prossimo al terzo capitolo con i trascurabili Ex-Cult, ottiene la scrittura della vita, Moothart trova il miglior lancio possibile per il suo nuovo disco con il moniker CFM, "Still Life Of Citrus And Slime", mentre Ty, che in territori per lui più canonici sembra avere un po' esaurito la spinta propulsiva e, ancor più, la voglia di divertirsi, con i giusti stimoli in chiave diversiva recupera smalto e sano entusiasmo.
Per estemporanea che sia, un'esperienza nient'affatto malvagia.

(12/07/2016)

  • Tracklist
  1. Falling In
  2. Shotgun Shooter
  3. She Got Harder
  4. Smoke the Würm
  5. Gøggs
  6. Assassinate the Doctor
  7. Needle Trade Off
  8. Future Nothing
  9. Final Notice
  10. Glendale Junkyard
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