AA.VV. - Close To The Noise Floor

2016 (Cherry Red)
elettronica, minimal-synth, trance
"Close To The Noise Floor" è un elegante cofanetto di ben 4 cd che si prefigge di essere un compendio quantomai vario (se non addirittura completo) di tutta quella corrente sotterranea della new wave elettronica inglese che sarà poi ribattezzata come "minimal-synth". I nomi di grossa risonanza sono pochi, ma quei numerosi minori incisero, bene o male, qualche piccola gemma del genere, sebbene si tratti di semplici 7" o di brani che sono circolati solo su poche cassette a tiratura ultra-limitata.
Il box porta correttamente come sottotitolo "Formative Uk Electronica, 1975-1984". In effetti, di questo si tratta: brani perlopiù sconosciuti presso il grande pubblico, ma che sono stati importanti per lo sviluppo della musica elettronica popolare (anticipando, tra l'altro, di anni la house e la techno), prima in Inghilterra e poi nel resto del globo, benché i Kraftwerk avessero già inventato tutto o quasi.

Tra i nomi più popolari qui racchiusi troviamo gli Human League ai loro albori ("Being Boiled"), gli Omd ("Almost"), i Dome sotto pseudonimo (il trio bcGilbert, gLewis, russell Mills), i Throbbing Gristle ("What A Day"), Muslimgauze ("Muslin Gauze Muslim Prayer"), John Foxx ("A New Kind Of Man"), Eyeless In Gaza ("Kodak Ghosts Run Amok") e i Renaldo And The Loaf ("God Speed"). Le sorprese, però, vengono questa volta proprio dai minori, forse perché si tratta di brani ascoltati praticamente per la prima volta.
Sorprendenti sono i Five Times Of Dust, con la loro proto-techno ("Computer Bank"), oppure l'elettronica minimale (quasi pre Pan Sonic) degli Zorch ("Adrenalin"), così come pure la minimal-synth di alta qualità dei Blancmange ("Holiday Camp") e degli Nagamatzu ("Faith"). Ottima pure la trance ante-litteram dello sperimentatore Thomas Leer ("Tight As A Drum") e di Ron Berry ("Sea Of Tranquillity"). Niente male anche la robotica "Robot Dance" degli Sea Of Wires, l'elettronica inquietante di Mark Shreeve ("Embryo") e di Carl Matthews ("Encounter") e il sinfonismo oscuro di Adrian Smith ("Joe Goes To New York") e di Paul Nagle ("Ynys Scaith").

Altre belle chicche sono rappresentate dal distorto breakbeat di "Sexuality" degli We Be Echo, dalla rumorista "God With Us" degli Bourbonese Qualk, dalla stupefacente cover di "D'Ya Think I'm Sexy" dei British Standard Unit (sigla dietro la quale si celava il tastierista dei Mott The Hoople, ovvero Morgan Fisher) e dal punk elettronico dei Cultural Amnesia ("Materialistic Man"). Niente male neppure la musica concreta di "No Way Of Knowing" degli A Tent e di "Eco Beat" degli DC3.
I più curiosi sono i Gerry And The Holograms (che volevano essere una parodia in chiave elettronica dei Gerry And The Pacemakers), con uno spassoso brano omonimo del 1979, che fu addirittura uno dei dischi preferiti in assoluto da Frank Zappa.

Tra i nomi conosciuti e perfettamente in linea con il genere troviamo gli O Yuki Coniugate (qui non ancora al livello della loro maturità, ma sempre interessanti), i British Electric Foundation (che erano formati da ex-Human League), gli Attrition e il techno-pop industriale dei Chris & Cosey. Un po' fuori contesto la presenza dei Legendary Pink Dots, con un buon brano dai toni psichedelici e fiabeschi, "God Speed".
Di gran pregio è il libretto allegato (cinquanta pagine piene zeppe di informazioni, note, commenti, foto e locandine originali). Da avere, nonostante il prezzo non proprio economico.




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