Lush

Blind Spot

2016 (Edamame Records) | dream-pop

Sono tanti i protagonisti della scena shoegaze che stanno ritornando dopo decenni di assenza, forse rassicurati dall'ottimo lavoro svolto dalle giovani leve che a loro si ispirano (si pensi, ad esempio, a Nothing e A Place To Bury Strangers) rinverdendone i fasti e il ricordo.
Dopo tante promesse non mantenute, negli ultimi tre anni My Bloody Valentine e Swervedriver hanno finalmente prodotto nuova musica (con buonissimi risultati), Slowdive e Ride sono tornati a calcare i palcoscenici, recentemente l'intera scena è stata omaggiata persino da un monumentale box set antologico quintuplo (l'indispensabile "Still In A Dream"): ora è il momento dei Lush, quartetto rappresentativo del versante più delicato dello shoegaze, fra i principali fautori del traghettamento del genere verso il britpop.

A distanza di vent'anni, hanno raccolto le forze necessarie per esorcizzare la scomparsa del batterista Chris Acland, che con il proprio tragico atto impresse la parola fine all'avventura della formazione londinese all'indomani del successo di "Lovelife".
Come primo atto ufficiale di questo comeback, i Lush licenziano un Ep di quattro tracce, che rinsalda in maniera evidente le proprie radici dreamy, a partire dal piacevole déjà-vu di "Out Of Control", pronto a rispedirci dritti nel 1991, con quella trasognata malinconia resa ancor più marcata dalla trame quasi sadcore della successiva "Lost Boy".

"Burnham Beeches" è invece una positiva esplosione pop, mentre "Rosebud" rappresenta la dolcezza che chiude quindici minuti perfetti per sottolineare una volta di più quanto dell'odierna scena indie si ispiri a quei suoni di diretta derivazione nineties.
Le voci e le chitarre di Miki Berenyi ed Emma Anderson sono di nuovo in grande spolvero, come agli eccitanti tempi contrassegnati dal marchietto 4AD, al basso è confermato Phil King, Justin Welch degli Elastica siede ora dietro le pelli.

"Blind Spot" è solo un Ep, magari interlocutorio, ma certe pubblicazioni sono importanti: da qui si può ripartire per una seconda vita artistica, per un nuovo inizio. Attendiamo buone notizie per il futuro, perché in giro c'è ancora tanta voglia di sognare ad occhi aperti...

(08/08/2016)

  • Tracklist
  1. Out Of Control
  2. Lost Boy
  3. Burnhum Beeches
  4. Rosebud
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