Soviet Soviet

Endless

2016 (Black Candy) | post-punk, wave

Questo è solo il secondo disco per i pesaresi Soviet Soviet, ma la band è ormai da anni ritenuta una delle realtà più credibili tra coloro che si confrontano non con la tradizione di casa nostra, ma con stili provenienti dall’estero. In particolare, il trio si rifà in modo evidente al post-punk e alla wave, a tal punto che, se proprio si può muovere una critica all’ottimo debutto “Fate”, è quella per cui il disco rischiava di risultare un ascolto eccessivamente “di genere”. L’uscita di questo “Endless”, quindi, portava con sé la curiosità di capire se la band fosse in grado di personalizzare un po’ i propri modelli, e, alla prova dell’ascolto, la risposta è senz’altro affermativa.

I punti di forza del disco sono essenzialmente due, dei quali uno è la conseguenza dell’altro. Il primo di essi è una cura maggiore per la melodia: laddove in passato le canzoni sembravano puntare più sulle suggestioni sonore, qui c’è un songwriting di qualità, con i brani che, appunto, funzionano perfettamente anche dal punto di vista melodico, e con le suddette melodie che risultano adattissime al genere di riferimento, e che pertanto non ne snaturano le sensazioni inquiete che necessariamente ne sono parte.
Il secondo punto di forza è un ampliamento della tavolozza sonora, necessario per valorizzare al meglio la descritta evoluzione compositiva: ci sono più fantasia nell’utilizzo delle chitarre e arrangiamenti più complessi, che sfruttano una sezione ritmica di grande impatto, che, anch’essa, si confronta ottimamente con nuove necessità in termini di tempi da tenere.

Basta solo ascoltare le prime quattro canzoni per capire quanto si sia ampliato il ventaglio stilistico dei Soviet Soviet e allo stesso tempo sia rimasta invariata la micidiale efficacia. L’iniziale “Fairy Tale” è concisa e diretta come in passato, ma mette già in mostra la nuova rotondità melodica e sonora; “Endless Beauty” sfrutta un arrangiamento basato su un’ottima alternanza di vuoti e saturazioni; “Remember Now” è praticamente divisa in due parti distinte che potrebbero essere altrettante canzoni, il tutto in poco più di cinque minuti; vale lo stesso per “Going Through”, la cui prima metà è caratterizzata da un’acidità chitarristica scorbutica ma intrigante allo stesso tempo, mentre in seguito si rallentano i ritmi e si vira decisamente verso lo shoegaze.

In definitiva, i Soviet Soviet si dimostrano sempre più abili nell’interpretare in modo personale un certo tipo di musica, grazie a un gusto, una perizia e una capacità di impostare un percorso evolutivo invidiabili. Tutte le attenzioni che il trio sta ricevendo sono senza dubbio meritate.

(20/02/2017)

  • Tracklist
  1. Fairy Tale 
  2. Endless Beauty 
  3. Remember Now 
  4. Going Through
  5. Star 
  6. Pantomime 
  7. Rainbow 
  8. Surf A Palm 
  9. Blend
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