Nonostante condivida il nome con i passati lavori del complesso, dal valente “My Magma” (2015) al live “Una fine continua” (2014), e indietro ancora, “Variazioni Gracchus” è in realtà una raccolta di componimenti da camera di pugno del solo Filippo Bordignon affidati a un ensemble di esecutori di estrazione classica (l’ultimo chitarrista Matteo Scalchi, qui all’oud, è l’unico membro effettivo a comparire).
Gli asettici nove minuti di “Galileo ritrovato” si suddividono in tre minuti di echi e pause irregolari di fisarmonica e archi, una manciata di secondi di assolo persiano all’oud e una lenta sezione di bordoni e note tenute senza conclusione. Le “Gracchus” eponime sono otto variazioni per pianoforte su un tema, “Aria”, lento e impreciso (sembra un notturno di Satie confusamente rimaneggiato), dalle quali spiccano la terza per lo staccato barocco alla Glenn Gould e la brevissima quinta per la raffinatezza del fraseggio. “Le partenze che ci allontanano” è un trio in tre movimenti senza indicazioni metronomiche: il primo è un contrappunto dei soli flauto e cello, nel secondo si aggiunge il pianoforte e la pièce acquista in espressività, il terzo è un adagio letargico.
La libidine per la musica colta nutrita dal leader lungo gli anni, scalpitante e sempre più o meno repressa, trova qui il suo nadir, o meglio uno sfogo naturale che ha il suo germe effettivo nel 2014. Il titolo prende da Kafka (il racconto breve “Der Jäger Gracchus”) laddove, all’interno, non v’è alcunché di kafkiano: è una discreta raccoltina a tinte esili per appassionati di Ecm. Ma quest’appendice senza nulla a che spartire con la storia dei vicentini sa di supponenza, di mezzo tradimento, e così – risultato che non sorprende – va sul pretenzioso. Un pregio indiscutibile sta nel dosare col contagocce i musicisti: oltre a Scalchi, Emmanuele Gardin (piano), Juri Bizzotto (cello), Laura Giaretta (viola), Andrea Cattelan (fisarmonica), Marco Giardin (flauto). Video promozionale: “Aria”. Una dedica, nella quinta variazione, alla scomparsa giovane voce di Alessandra Maldifassi delle Mele Verdi.
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15/02/2017