Guided By Voices

August By Cake

2017 (Guided By Voices) | indie-rock

Dannato, stramaledettissimo Robert Pollard. Ancora una volta gli abbiamo creduto, quando ha annunciato l'ennesima chiusura per fallimento dei Guided By Voices. Dopo esserci imbattuti nell'insulso "Please Be Honest", ci abbiamo anche sperato, a dirla proprio tutta. E invece niente, la terza stagione della band ce lo ripresenta solerte e vulcanico come non mai, alla testa di una formazione a cinque segnata da un paio di new entry assolute (il chitarrista Bobby Bare Jr. e il bassista Mark Shue) e da altrettanti recuperi eccellenti. In tal senso, oltre al nuovo reclutamento del batterista e produttore Kevin March, il 2016 dei GBV verrà ricordato per il ritorno di fiamma tra il frontman e il virtuoso della sei corde Doug Gillard, dapprima opzionato come rimpiazzo per un concerto, quindi riammesso nei ranghi con il vecchio grado e addirittura eletto a colonna portante nel miliardesimo progetto partorito dalla mente del vecchio Bob, gli ESP Ohio, all'esordio con l'ottimo "Starting Point Of The Royal Cyclopean" nemmeno cinque mesi fa. Un disco era nell'aria e, infatti, eccolo servito.

Scrivere di Guided By Voices, ormai, è sempre più una questione di conteggi e relative esternazioni di stupore. La nota stampa, per una volta, prova a darci una mano e sostiene che questo "August By Cake", ventottesimo capitolo (su lunga distanza) dell'avventura GBV, sarebbe anche il centesimo album della carriera di Robert. Non volendo addentrarci in verifiche dalle quali, presumibilmente, usciremmo con il mal di testa, prendiamo per buono il calcolo e limitiamo le nostre considerazioni alla recente produzione della band, qui alla nona (e, forse, migliore) uscita dalla reunion del 2011. C'è poi un dettaglio, in particolare, a rendere curiosa l'opera qui raccontata e a rappresentare un unicum nello sterminato corpus pollardiano: si tratta del primo doppio apparso con questa ragione sociale, eccezion fatta per i box di outtake e rarità usciti più o meno ogni lustro a partire dal 2000 - i famigerati "Suitcase" - quattro raccolte quadruple da ben cento brani ciascuna. Una scelta, quella di rovesciare tutte in una volta ben trentadue canzoni inedite sull'ascoltatore, che non può essere casuale e va a marcare una pubblicazione ritenuta evidentemente più significativa.

Con la bellezza di nove titoli non scritti né cantati da lui, il capobanda sceglie di delegare assai più che in passato, per quanto è inevitabile che la magia visionaria raggiunga il culmine nei numeri tenuti per sé, dal fantastico crepuscolo di "We Liken The Sun" in giù. I colleghi, ad ogni buon conto, se la cavano in maniera egregia: con i suoi riff precisi e molto appariscenti, Gillard sembra tornato apposta per mettere un po' d'ordine e la sua "Goodbye Note", in particolare, è un trionfo di centrifughe elettriche come ai bei tempi di "Earthquake Glue", ultimo grande disco della ditta; di Kevin March si impone la festante compulsività power-pop ("Overloaded") mentre Bare Jr. viene a incarnare l'anima più alticcia e tormentata (la mesta "Upon The Circus Bus", l'abulica e ruvida "High Five Hall Of Famers"), ovviamente nel solco tracciato dal mentore e maestro. Che sin dall'apertura torna a indossare la ruggente epicità dei suoi lavori più riusciti, un tono a tratti magniloquente, tra squilli di tromba e chitarre ad alto voltaggio, per una prova felicemente rumorosa e di notevole impatto.

Dentro "August By Cake" c'è davvero di tutto e Pollard, necessariamente discontinuo anche in termini di interpretazione, da tempo non appariva così convinto e ispirato. Accanto ai passaggi declamatori su una grana regolarmente sovraesposta e infettata dal fuzz ("Generox Gray®", "Circus Day Holdout", la beata confusione di "Keep Me Down") non mancano i frangenti di cristallina limpidezza come in terapia ("The Laughing Closer"), come a volersi autodisciplinare, né l'approssimazione del consueto indie-rock straccione ma mordace segnato da crescendo puntuali e refrain croccanti, i recitativi torvi ("Substitute 11") o i rombanti schematismi dei progetti più accessibili (dai Boston Spaceships ai già menzionati ESP, Ohio). Anche le stramberie eccentriche - dal frammento "Perfect Pitch" alla più maligna "Packing The Dead Zone" - reclamano il loro spazio ma non hanno modo di far danni, anzi, contribuiscono a rendere vario e godibile il tutto e ben si inseriscono in un contesto di per sé gagliardo, pur nella forma di un'ortodossia abbastanza spiazzante per chi già conosca gli eccessi o la natura reietta della compagine dell'Ohio.

Lo spirito frammentario e crepuscolare del Nostro trova insomma nuova linfa, ma l'assemblaggio è assai meno campato per aria che in tanti altri casi, e qua e là viene sepolta qualche perla della sua arte disincantata e miserabile, specie in un finale ("Amusement Park Is Over", "The Possible Edge") che par rinunciar alle esasperazioni per esaltare gli incanti in solitaria. Se il singolo "Dr. Feelgood Falls Off The Ocean" è atrocemente sabotato dal riverbero ma svela anche una delle trame più orientate all'easy-listening, "West Coast Company Man" sembra addirittura scimmiottare i Pearl Jam con giusto un pizzico di alienazione. Non ci si annoia, insomma, per quanto il minutaggio e il numero delle tracce non giochino certo a favore degli occasionali avventori. Ma con lo stramaledetto Robert Pollard, di riffa o di raffa, va sempre a finire così...

(20/04/2017)

  • Tracklist
  1. 5º On The Inside
  2. Generox Gray®
  3. When We All Hold Hands At The End Of The World
  4. Goodbye Note
  5. We Liken The Sun
  6. Fever Pitch
  7. Absent The Man
  8. Packing The Dead Zone
  9. What Begins On New Year's Day
  10. Overloaded
  11. Keep Me Down
  12. West Coast Company Man
  13. Warm Up To Religion
  14. High Five Hall Of Famers
  15. Sudden Fiction
  16. Hiking Skin
  17. It's Food
  18. Cheap Buttons
  19. Substitute 11
  20. Chew The Sand
  21. Dr. Feelgood Falls Off The Ocean
  22. The Laughing Closer
  23. Deflect/Project
  24. Upon The Circus Bus
  25. Try It Out (It's Nothing)
  26. Sentimental Wars
  27. Circus Day Hold Out
  28. Whole Tomatoes
  29. Amusement Park Is Over
  30. Golden Doors
  31. The Possible Edge
  32. Escape To Phoenix
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