Moon Duo

Occult Architecture Vol. 2

2017 (Sacred Bones) | psych, pop-rock

Inaugurata a febbraio, l'ambiziosa saga musicale dei Moon Duo in chiave fantasy suddivisa in due volumi (lo yin e lo yang) si conclude in tempi brevi con la pubblicazione di "Occult Architecture Vol. 2", quinto album del duo di Portland.

Se l'oscurità era la materia grigia di "Occult Architecture Vol. 1", nel nuovo progetto l'elemento chiave è la luce, che permette a Ripley Johnson e Sanae Yamada di svelare con delicati chiaroscuri tutti i contrasti che si nascondono dietro il loro disincantato approccio musicale. L'esperimento offre più di un motivo di curiosità e interesse, ma il risultato non è del tutto all'altezza delle premesse.

Per i Moon Duo l'elemento sorpresa non è mai stato primario, difatti la loro ricetta psichedelica è priva di variabili e digressioni; quella che prevale nella loro musica è una dimensione cosmica ed esoterica, la quale fa affidamento più sull'impatto fisico che su quello psichico. La conseguente semplificazione ritmica, messa definitivamente a punto con queste nuove cinque tracce (l'album non supera i trentotto minuti), ora sorride perfino alle piacevolezze del balearic beat ma, contrariamente a quanto successo con altre band - come i Beach House - la mutazione genetica del sound non è del tutto indolore.

Al di là del parallelismo tra l'introduttiva "New Dawn" (una "Tomorrow Never Knows" in chiave chillwave) e il brano d'apertura del primo capitolo (ovvero "The Death Set"), la sensazione prevalente che accompagna l'ascolto di "Occult Architecture Vol. 2" è quella di avere di fronte una serie di scarti e di outtake. Che il nuovo album dei Moon Duo funga da compendio al precedente album lo conferma la pur piacevole inconsistenza di "Mirror's Edge", una cavalcata di sette minuti a base di drone music ed electronic-funk.

Altrove il duo gioca con la ripetitività e la trance cosmica, ma mentre le pulsioni pop sixties di "Sevens" scavalcano con destrezza le radici del rock'n'roll mettendo insieme Can, Cramps e Omd, le tribolazioni ritmiche e quasi tribali di "Crystal World" restano invece imbrigliate in luoghi comuni e vacuità liriche, lasciando la fantasia al palo.
Le fortune di "Occult Architecture Vol. 2" sono infine affidate alla sola "Lost In Light", unico frutto sonoro capace di trascinare l'ascoltatore in un'autentica estasi mistica, nonché perfetta esegesi della brama di luce e serenità che Ripley e Sanae inseguono per tutto l'album, catturandola solo a tratti.

La definitiva consacrazione dei Moon Duo è quindi ancora una volta rimandata a data futura, anche se prevale il dubbio che i due musicisti stiano cercando di dare un senso compiuto a quello che nelle loro intenzioni primigenie era nato come puro divertimento.

(22/05/2017)

  • Tracklist
  1. New Dawn
  2. Mirror's Edge
  3. Sevens
  4. Lost In Light
  5. Crystal World


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