Solki

Peacock Eyes

2017 (Ibexhouse/ Astio Collettivo/ Fegato Dischi/ Sacred Hood/ Santa Valvola) | alt-rock

I Blue Willa sono stati una delle migliori band uscite nell'ultimo decennio dal mare magnum della scena indipendente italiana. Una manciata di album - i primi a nome Baby Blue - e poi un addio alle scene che non ha comunque impedito a parte dei suoi membri di sviluppare progetti paralleli. È il caso di Serena Altavilla, forse in assoluto la voce più talentuosa dell'intero panorama, non per niente chiamata in causa da più parti (dai Calibro 35 in giù) ma adesso nuovamente al timone di una band "autoctona", Solki, composta anche da Lorenzo Maffucci - altro ex-membro dei Blue Willa - alla chitarra e Alessandro Gambassi a batteria e synth.

Seguito dell'esordio "Sleeper Grele", questo "Peacock Eyes" si staglia per il livello di scrittura - oltre che di interpretazione - raggiunta dal gruppo di Prato. Quello che i Solki chiamano dream-punk è una libertà d'espressione che si muove in un equilibrio di essenzialità di suoni e intensità espressiva. Una formula che si basa sui fraseggi chitarristici e (ancora più) sulle evoluzioni canore dell'Altavilla, ché d'altro fondamentalmente non c'è bisogno. C'è anche lo zampino di Alessandro Fiori, che siede in cabina di regia e non disdegna di accompagnare sul palco, e sua è probabilmente la scelta di registrare le nove tracce in presa diretta, nell'intento di captare un affiatamento e un pathos che i tre toscani possono indubbiamente vantare.

La ballata obliqua "Wriggled Arms" torna in sostanza sui territori della precedente band, compresa la peculiarità di evolvere costantemente nella sua traiettoria, spingendosi man mano sempre più in là - in questo caso, un lieve crescendo elettrico. Alla stessa maniera, il graduale affioramento di "Puddle" si risolve nel momento più propriamente punk del disco, prima di rientrare nei ranghi di una calma soltanto apparente. In "Fuck Youth" la quiete si fa tempesta e omaggia i Novanta americani (dalle riot grrrl ai Sonic Youth), in "Empty Bag Jellyfish" il ritmo in levare che accompagna i fraseggi di chitarra si stempera nei synth che impreziosiscono un ritornello che al rumore preferisce la melodia.

Ancora più aggraziata è la parabola di "Peacock Eyes", altra ballata elettrica che però opta per la strada di un soffuso romanticismo. Qualcosa di simile accade con "In A Bounce", altra piccola meraviglia che si trasforma in palestra per le qualità espressive di Altavilla, una volta di più protagonista assoluta. Le atmosfere sognanti di "Little Planner" chiudono infine il sipario con rinnovata leggerezza. Non c'è bisogno di molti ingredienti se i pochi a disposizione sono dosati ed esaltati con sapienza: se c'è una morale che possiamo ricavare dal secondo album dei Solki, è proprio questa.

(22/05/2017)

  • Tracklist
  1. Puddle
  2. Fuck Youth
  3. Peacock Eyes
  4. Lizas For All
  5. Empty Bag Jellyfish
  6. Wriggled Arms
  7. In a Bounce
  8. Jealous Girl
  9. Little Planner
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