Mettere al servizio di sonorità electronic-disco una serie di esperienze artistiche così diverse e temerarie: è la sfida di questo insolito supergruppo dal fragile ed evanescente nome di Amor. Il geniale e prolifico musicista avant-folk Richard Youngs (il suo nome figura su oltre cento pubblicazioni discografiche), il visual artist Luke Fowler, il musicista norvegese Michael Francis Duch e il batterista dei Franz Ferdinand, Paul Thomson sono i protagonisti di questo inatteso e intrigante progetto discografico.
Realizzato in quel di Glasgow presso i famosi studi Chem 19 (dove hanno registrato artisti come Arab Strap, Delgados etc.), “Sinking Into A Miracle” è un album disco-music poco convenzionale, per alcuni versi molto affine alle intuizioni di Arthur Russell, con riferimenti espliciti a scenari creativi come l’italo-dance, la mutant-disco e il balearic.
Con un piglio stralunato e quasi da jam session, l’album si snoda attraverso cinque tracce che trasformano la dance music in un entertainment ad uso casalingo e solitario, anziché del roboante e affollato scenario delle discoteche, nonostante i due singoli pubblicati nel 2017 indicassero una verve più ottimistica e pop.
L’album degli Amor è la festa degli ossimori, dei contrasti e dell’ibridazione estatica, un’accezione artistica che è ben sintetizzata nei quasi sei minuti di “Phantom Of The Sun”: un brano cadenzato da un possente quattro quarti dove flauti di bambù, synth, una linea di basso tipicamente funky, un piano docilmente martellante e il tono pallido della voce di Youngs duellano tra loro, evocando figure danzanti simili a ectoplasmi. Lentamente, l’apparente allegria (“Glimpses Across Thunder”) lascia spazio a cupe atmosfere ethno-electronic che sembrano sfuggite ai Talking Heads di “Fear Of Music”, dando vita a una caleidoscopica sequenza di ritmi e voci che sfiorano la trance (“Heaven Among The Days”).
Azzardo e attenzione alle radici fanno di “Full Fathom Future” l’episodio più atipico dell’album, tra synth, fiati e percussioni che sembrano catturati da un’esaltazione orgiastica, rituale e ossessiva, chiudendo un ipotetico cerchio creativo prima del lungo finale.
Alla maniera del già citato Arthur Russell, “Sinking Into A Miracle” usa il linguaggio della dance per scavare nel profondo dell’animo. L’ossessiva frenesia della lunga e conclusiva “Truth Of Life” è nello stesso tempo caos e giubilo, armonia e monotonia, modernità e arcaismo, voglia di vivere e disperazione.
Il miracolo creativo degli Amor è frutto di una consapevolezza dai toni amari, solitari e angosciosi, dove la danza rappresenta una via di fuga, la cui ragion d’essere non è racchiusa nella volontà di annullarsi, ma nella ricerca di una ritrovata voglia di vivere.
“Dance for life, dance for living”.
Disponibile anche in versione limitata con un mini che include i primi singoli della band.
05/02/2019