Vaccines

Combat Sports

2018 (Columbia) | alt-rock

The art of deception is contact sport
(Rolling Stones)
 
Ignoro come la pensiate, ma una scazzottata non è certo il modo migliore per festeggiare la conclusione di un album. Eppure per i Vaccines è andata proprio così: Justin Young (voce e chitarra ritmica) e Freddie Cowan (chitarra solista) hanno pensato di chiudere in bellezza il periodo in studio preferendo i pugni agli abbracci. La scelta del nome "Combat Sports" risulta perfetta... La scena fa molto rockstar persa tra eccessi, discussioni costanti e svariate problematiche: proprio lo stato dei Vaccines dall'uscita di "English Graffiti" in poi. Nonostante gli ottimi riscontri del disco, poco a poco la band inizia a fare i conti  con la dipartita di un membro storico del gruppo (il batterista Pete Robertson), ma soprattutto - stando alle parole di Young – con la perdita di stimoli e della felicità che aveva accompagnato la loro produzione. 
We wanted to make the best record we’ve ever made.
We decided we needed to make it fun again.
Come nelle più belle storie del rock, quando tutto sembra pronto a spezzarsi, è proprio il rock stesso a salvare i personaggi in causa. Guardate - ma soprattutto ascoltate - il video del primo singolo di "Combat Sports", "I Can't Quit". Ecco i nuovi Vaccines (con gli innesti Tim Lanhan alle tastiere e Yoann Intonti alla batteria) tornare agguerriti in giro per i vicoli di Cagliari, tra cicatrici e camicie sgargianti, sostenuti da una chitarra degna degli Interpol per poi sfogarsi in uno dei loro classici inni a presa rapida. Scatta allora la domanda che accompagna ogni uscita discografica del gruppo: che cosa ti aspetti dai Vaccines? Dall'esordio clamoroso del 2011 abbiamo avuto risposte meno ispirate - il secondo "Come Of Age" - e risconti molto positivi, vedi "English Graffiti". Cosa  avranno riservato allora Justin Young & C. con il nuovo "Combat Sports"? Un ritorno allo scatenato pop-punk di "What Did You Expect From The Vaccines?", scenari più vari e melodici come il predecessore, o qualcosa di completamente diverso?  
 
"English Graffiti" ha mostrato la gamma delle possibilità del gruppo di West London: pop anni 80, cornici di synth, quiete ballate. In "Combat Sports" i Vaccines tengono a mente l'esperienza riabbracciando però con energia le chitarre, creando qualcosa di più ruggente. Serviva un esame di coscienza, una riflessione sulla propria identità, sul cosa si vuole fare davvero e la risposta è una versione affilata - ma non meno trascinante - del garage-rock degli esordi. I Vaccines vogliono divertirsi e farci divertire, mostrando ogni sfaccettature della loro vitalità: dal romantic vintage alla Phoenix di "Your Love Is My Favourite Band", alla lasciva malinconia di "Young American", passando per la scanzonata "Nightclub". Gli esiti sono sempre coinvolgenti, merito dell'azzeccatissima produzione di Ross Orton, capace di passare da "A.M." degli Arctic Monkeys (lavoro che credo la band abbiano consumato) a M.I.A. e i Fall senza sbagliare un colpo.

La marcia in più di "Combat Sports" sono i puntuali assoli di Freddie Cowan: dall'iniziale "Put It On a T-Shirt" in poi, non ci sarà migliore alleato per i ritornelli ko di Young. Il resto della band non sta in disparte: l'intro di "Surfing In The Sky", con basso e batteria che galoppano insieme, è puro - e amato - Vaccines-style. Se si rallenta, è solo per riprendere un attimo fiato: momenti più "light" come "Take It Easy" sono circondati dalla schitarrata di "Out On The Street" che ci riporta immeditamente a pezzi come "Norgaard" e la concitata "Someone To Lose". A chiudere questo sano disco rock - in cui i titoli sono molto importanti - non poteva non esserci un brano chiamato "Rolling Stones": una viscerale ed emozionante riaffermazione di quanto i Vaccines siano ancora in gioco e nonostante i colpi, ancora in piedi e disposti a combattere nel round della musica. 
 
"Combat Sports" è la sintesi perfetta di ciò che erano i primi Vaccines e cosa sono ora. Per quanto non sia nulla di rivoluzionario, la loro musica si conferma estremamente appassionante e divertente: colpisce all'istante, intrattiene con i più o meno velati giochi di rimandi e citazioni, e alla fine dell'ascolto non si ha mai la sensazione di aver buttato mezz'ora della propria vita. Non so cosa vi aspettavate, ma possiamo definirci soddisfatti anche a questo giro.
 
P.S. Se guardate bene la copertina dell'album, il soggetto nello scatto non sta dando un pugno o mostrando gli anelli: tiene stretta un'altra mano. Sembra più un aiuto a risollevarsi.

(08/04/2018)

  • Tracklist
  1. Put It On a T-Shirt
  2. I Can't Quit 
  3. Your Love Is My Favourite Band
  4. Surfing in the Sky
  5. Maybe (Luck of the Draw)
  6. Young American
  7. Nightclub
  8. Out On the Street
  9. Take It Easy
  10. Someone to Lose
  11. Rolling Stones


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