Dorian Electra

Flamboyant

2019 (Autoprodotto) | pc-music, avant-pop, genderfucking

Ci ha incuriositi tramite bizzarre lezioni musicate di storia sull'evoluzione dei tacchi alti nel corso dei secoli, la funzione del clitoride e il mutevole significato delle drag queen. Per tacere del fascino sul pensiero filosofico di Friedrich Hayek, e per delle briose festicciole a base di latte (?). Poi ci sono le associazioni d'intenti col collettivo mediatico post-femminista Refinery29, e quelle musicali col mondo della pc-music tramite una famosa amica come Charli XCX (per la quale sta attualmente aprendo alcune date del suo ultimo tour). E cosa dire, infine, dell'immagine da new romantic cresciuto dentro un videogioco del personaggio stesso Dorian Electra, se non appunto usare - con una buona dose d'ironia - la sua autodefinizione di genderless clown?

Viviamo in un periodo dove il discorso attorno alle identità di genere ha subìto una notevole impennata di visibilità e spesso raggiunto picchi d'isteria, un po' tramite il mutevole linguaggio contemporaneo, l'attivismo Instagram e l'industria cosmetica su YouTube, e un po' per la capillare natura stessa della Rete, che paradossalmente sembra quasi invitare ad un ritorno a certi tribalismi pre-democratici. Con una copertina del genere, filtri vocali a manetta e un pronome ovviamente neutro, Dorian Electra cade nel calderone direttamente di faccia.
Fortunatamente, però, esiste un punto ben preciso dove teorie identitarie ed effimere finzioni popmuzik incontrano una solida proposta artistica: "Flamboyant", debutto autoprodotto che ha tutti i crismi di scrittura e le qualità sonico/visive per passare tranquillamente come uno dei più brillanti dischi pop del 2019.

L'effetto sulle prime è talmente straniante che paradossalmente ci vogliono ripetuti ascolti per carpire la raffinatezza dell'uso del vocoder, che qui permuta la voce più volte all'intero dello stesso pezzo creando un sottile gioco maschio/femmina.
Cos'è Dorian Electra? Difficile dare una risposta. Già l'apertura di "Mr. To You" non è esattamente quella dichiarazione di genere come il titolo potrebbe far intuire, presto le liriche assumono infatti i risvolti di una relazione Dom/sub come a voler soggiogare l'ascoltatore sin dalle prime note - e l'espediente funziona, va detto, anche grazie a quell'hook assassino snocciolato sopra un soffice manto di tastiere. Altre esplorazioni di una maschilità ambivalente si trovano in "Man To Man" e "Daddy Like": la prima un caldo invito alla condivisione emotiva tramite un ritornello da manuale, la seconda una ben più bieca caricatura sessuale.
Menzione a parte per "Emasculate", momento di rara auto-violenza psicologica incrinato come l'immagine riflessa allo specchio di chi soffre di disforia di genere - "carino" manco per il cazzo insomma, ma ho paura che il punto sia proprio quello.

Se poi avete seguito le recenti evoluzioni Barbie-metal dell'americana Poppy, o di Halsey ad altezza "Nightmare", potete farvi una vaga idea del revival che certe atmosfere nu-metal stanno formando negli anfratti meno sospetti della Rete, e pezzi quali l'efferatezza kitsch di "Live By The Sword" e il pesante beat con cori ecclesiastici di "Adam & Steve" a loro modo ne toccano alcuni aspetti sonori tramite convulse distorsioni rumoristiche.
Concludono l'opera due singoli clou: la fantasia electro-barocca della title track, che si gioca tra scenografiche sferzate alla pianola, candelabri degni del salotto di Liberace e un andamento maestosamente ridicolo come un videoclip di Meat Loaf e Bonnie Tyler, e la sua controparte più moderna della luccicante e zuccherosa "Career Boy", inno allo stakanovismo post-industriale in confettura Hd all'amaro di caffeina.

Rimane a "Flamboyant" l'invidiabile dono della brevità (undici tracce per poco più di mezz'ora di durata), la cura certosina di hook e ritornelli, e una distinta direzione artistica che ne fanno un progetto molto contemporaneo ma altamente godibile. Il merito va proprio a Dorian Electra, che per quanto si muova nel campo della pc-music e del pop digitale più puro, non ha problemi ad applicare regole quasi classiche alla struttura dei propri pezzi - fortunatamente senza mai mancare d'ironia su ambo i lati di quest'apparentemente invalicabile barricata idelogica. Il pop 2019, insomma, è "Flamboyant".

(10/10/2019)



  • Tracklist
  1. Mr. To You
  2. Career Boy
  3. Daddy Like
  4. Emasculate
  5. Man To Man
  6. Musical Genius
  7. Flamboyant
  8. Guyliner
  9. Live By The Sword
  10. Adam & Steve
  11. fReAkY 4 Life






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