Genie High

Genie High Story

2019 (Unborde) | art-rock, alt-pop-rock

Diavolo di un Enon Kawatani! Viene da chiedersi se, tra i mille progetti a cui dedica le sue forze, riesca a trovare un momento per riposarsi. A giudicare dai Genie High, l'ultima avventura nella quale si è lanciato, abbiamo la risposta a portata di orecchie. Supergruppo in cui sfilano Ikkyu Nakajima, frontwoman delle math-rocker tricot, Takashi Niigaki, virtuoso del pianoforte, e due comici piuttosto noti in Giappone quali Kukki e Kazutoyo Koyabu, il quintetto decide di forzare le premesse di one-project-band con cui era partito e di fare sul serio, corredando al primo Ep un ciclo discografico completo, concluso attraverso il qui presente “Genie High Story”. Snella collezione di soli dieci brani, il disco propone un nuovo scoppiettante assaggio di pop-rock dalle fattezze arty e dalla trascinante facilità melodica, elegante e urbano, non privo di una sua specifica verve “teatrale”. Mica male, per un progetto partito con premesse ben più effimere.

Ben più di tanti altri gruppi partiti tesi ad accordare esperienze artistiche difformi, il segreto del successo dei Genie High consiste nella capacità di valorizzare e armonizzare i diversi contributi, evitando eccessive derive camp o banali divertissement comici con cui spezzare il flusso del lavoro. Piuttosto, se si vuole spezzare un'eventuale (quanto inesistente) seriosità, è meglio provvedere attraverso interludi che non sacrifichino la fantasia e la competenza dei Genie High, ma la dirigano verso altri lidi, in cui sfruttare la multidisciplinarietà dei cinque membri in giocose aperture electro-urban.

Capita così che dopo un frizzante passo a due dal sapore prog-pop (il virtuoso piano-rock “Fuben na kawaige”, in collaborazione con AiNA THE END dei punk-popper BiSH) si infiltri sorniona “Genie High Rhapsody”, traccia che all'avvio simil-trap antepone una seconda metà più scanzonata e divertita, dalle fattezze dance. È un gioco che si ripropone con analoga brillantezza tra la purezza pop di “Primadonna” (dotata di un trattamento vocale che sospinge e avvolge la linea principale sul ritornello) e le spire cloud-rap di “Hechima Rap”, in cui i cinque membri si danno il cambio e cooperano per erigere una sofisticata impalcatura melodica, dall'afflato scenografico.

È quasi inutile sottolineare la perizia tecnica che appartiene al progetto, con due come Kawatani e Nakajima a dire la loro, i fraseggi di chitarra e gli intricati pattern ritmici non tardano a ergersi a protagonisti del disco. Quel che sorprende è il modo attraverso cui tale destrezza non sacrifica la comunicazione pop, non disperde la gioiosa magia di canzoni piene di vitalità, talvolta pari a quella delle band madre. Anche per questo, considerare un'eventuale evoluzione dei Genie High, per vedere dove l'alchimia del quintetto può andare a parare, è un atto più che doveroso.

(10/01/2020)

  • Tracklist
  1. Shaminami
  2. Dietter Noriko
  3. Fuben na kawaige
  4. Genie High Rhapsody
  5. Primadonna
  6. Hechima Rap
  7. Guutara bushi
  8. Itoshi no Genie
  9. Valentine dorobou
  10. Marude shiawase




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