Giovanni Succi

Carne cruda a colazione

2019 (La Tempesta / Soviet Studio) | avant-rock, urban songwriting

Troppa grazia, gran bel varietà
Dopo essersi messo al bancone per dispensare cocktail sonori pieni di vita fino all'orlo del bicchiere, Giovanni Succi prende la sua lama più affilata e serve “Carne cruda a colazione”. Pietanze dal gusto sincero e forte, cucinate alternando con sapienza i sapori più forti e d'impatto a quelli più delicati. Cruda, raw, quindi grezza ma schietta, rude e pura: insomma, lo stile unico a cui ci abituato Succi sia in gruppo che in solitaria, senza dimenticare i recenti giri teatrali (L'arte del selfie nel Medioevo).

Gli ingredienti con cui accompagnare i tagli si alternano: in primis, ci si scaglia verso il vuoto e la banalità della società, contro il lavoro d'appiattimento e banalizzazione delle cose importanti: una critica spietata che non sfocia mai in livore o rabbia, ma alimenta il punto di vista di un osservatore lucido, spietato e partecipe. “La risposta al romanticismo spiccio e dozzinale dominante la qualunque. Nel Bel Paese dove tutto si risolve con il cuore, e infatti fila tutto a meraviglia, accuso troppa grazia. Piuttosto che altri zuccheri, 'Carne cruda a colazione' sbattuta fresca in faccia”, stando alle parole del Nostro.
Il miglior modo per inaugurare le danze è presentarci il “Povero zio”, succube d'una routine passata a dispensare dritte su opinionedizio.god. Un contesto attuale delineato dal greve giro di basso che apre “Grazie per l'attesa” (“Se non prende il cellulare, se c’è guerra nucleare, non c’è campo qui, non c’è scampo qui…”), e in cui si muovono i “I Milleflui”. La canzone è nata a seguito della visione – tutt'altro che edificante – del live dei Gino Melenso e i Melliflui, capace di scatenare in Succi una tra le liriche più sentite e caustiche. Già, la Musica: nemmeno lei se la passa bene e la trascinante foga synth-pop (con tanto di citazione kraftwerkiana) di “Algoritmo” non riesce a levigare l'amarezza d'una povera Musa ridotta a mera tappezzeria per locali e merce per aggiornare playlist. Arte, “Arti”, come unica resistenza, sostegno concreto insieme alla speranza di qualche incontro fortunato nella “Grigia” Alessandria: “Tu te ne stavi nascosta in questa città, come il grappolo buono sta dietro la foglia.”
 
Il menù offre tutta la gamma di sfumature del songwriting di Succi, l'ampiezza di sguardo con cui il musicista, oltre a raccontare il mondo (suo e nostro), riesce a raccontare in maniera unica anche se stesso, fornendo i passaggi più belli dell'opera: l'istantanea romantica tutta pianoforte e sussurri battezzata “Cabrio”, il sentito esame di coscienza a ritmi di battiti sintetici de “La risposta” e il gran finale di “Meglio di niente”, brano su cui l'autore si raccomanda particolarmente: “Fanne un uso adulto. Ascoltala guidando, o scopando, o fissando il muro, osservando la notte che come carne - credimi - ti preferisce a crudo”.

Musicalmente vario e intrigante, prodotto in maniera impeccabile dal fidato Ivan A. Rossi e chiuso dall'anti-tormentone estivo “Balene per me”, “Carne cruda a colazione” conferma Giovanni Succi come una delle voce più ispirate e autentiche del panorama musicale italiano. Carne cruda, pietanze non per tutti, ma da provare almeno una volta. Poi chissà...

(23/09/2019)

  • Tracklist
  1. Povero zio
  2. Algoritmo
  3. Grazie per l’attesa
  4. I melliflui
  5. Cabrio
  6. Arti
  7. La risposta
  8. Grigia
  9. Meglio di niente
  10. Balene per me




Giovanni Succi su OndaRock
Recensioni

GIOVANNI SUCCI

Con ghiaccio

(2017 - La Tempesta)
Alla terza avventura solista, il cantante dei Bachi da Pietra si cimenta con materiale autografo

Giovanni Succi on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.