Glenn Branca

The Third Ascension

2019 (Mvd Audio) | avantgarde, massimalismo

La carriera di Glenn Branca può definirsi un’eterna ascensione, una salita costante dai piccoli pub di periferia come musicista tra post-punk e new wave ai vertici dell'avanguardia contemporanea. La musica per Branca è sempre stata fondamentalmente questo, il tentativo di elevarsi dalla realtà della vita quotidiana - da lui definita un orribile “shithole” - per ritrovarsi in universi di violenza, disorientamento e perdizione che si tramutano in catarsi e temporanea riappacificazione con il proprio io disperato.

Il primo capitolo della risalita era stato il capolavoro “The Ascension” (1981) seguito da un'infinita serie di Sinfonie e dal secondo capitolo pubblicato nel 2010, “The Ascension: The Sequel”. Giunge postumo (Branca è purtroppo mancato nel 2018) il terzo capitolo che prosegue l’instancabile elevazione dell’autore verso lidi sempre più irraggiungibili ai comuni mortali, vette in cui Branca ritrova quei pochi momenti di felicità in una vita vissuta tendenzialmente con assoluto pessimismo, ai limiti del disgusto, circa i destini del mondo e dell’umanità. “The Third Ascension” è un lavoro opprimente, cupo, selvaggio, con una potenza tale da non sfigurare affatto rispetto ai suoi lavori migliori.

Sei brani registrati nel febbraio 2016 a New York con una formazione di quattro chitarristi, un bassista e un batterista, dove Branca si presentò col suo classico vestito nero, con le sue consuete movenze ipercinetiche. Ovviamente in tutte le esibizioni era assolutamente obbligatorio l’utilizzo dei tappi per le orecchie. Perché, come è noto, il volume nella musica di Branca è un elemento fondamentale. Un volume tanto elevato da avvolgerti totalmente, trasportando l'ascoltatore in un mondo davvero altro, elevandolo in una vera ascensione verso l’infinitamente alto, come lui stesso amava dire: "Voglio creare un piccolo universo su quel palco e portarti via da questa terra, in un posto che non è questo fottuto shithole".

Questa terza ascensione contiene vari momenti davvero esaltanti, che passano da sfuriate di chitarra devastanti a brani costruiti minuziosamente pezzo per pezzo, con accordature studiate e ristudiate per giungere a un risultato finale assolutamente sorprendente. La sorpresa è proprio quella che si ha ascoltando i dieci minuti di “German Expressionism”, sinfonia di chitarre sbilenche e ondulate che ricordano i muri deformi del monumentale capolavoro “Il gabinetto del dottor Caligari” di Robert Wiene (1920), fino ad accelerazioni che potrebbero fare da colonna sonora ai brutali omicidi del mostruoso protagonista Cesare, agli orridi paesaggi del “Nosferatu” di Murnau (1922) o al tragico omicido della bambina in "M - Il mostro di Düsseldorf" di Fritz Lang (1931). Se il cinema deve tanto alla musica, stavolta è la musica a dovere tantissimo al cinema.

Le due composizioni più lunghe (“The Smoke” e “Cold Thing”, entrambe di sedici minuti) sono due grandi odissee sinfoniche di rara violenza, tra cui spicca soprattutto “Cold Thing”, mastodontica creazione tipicamente massimalista con mitragliate di chitarre e spaventosi muri di suono, in linea con il percorso intrapreso nei tredici minuti della prima ascensione. Qui si capisce benissimo quanto Branca sia stato il padre tutelare di una lunga serie di band tra noise, post-punk e post-rock (Swans, Sonic Youth, Godspeed You! Black Emperor ecc.) che a lui devono buona parte delle loro straordinarie carriere.

“Velvet And Pearls” è invece una nuova sinfonia, stavolta breve (sei minuti), figlia dei suoi esordi tra noise e post-punk, con melodie cangianti e rapidissimi accordi di chitarre accordate in modo alternativo. “Lesson No. 4” continua la tradizione delle “lezioni” iniziata con “Lesson No. 1” nel 1980, brano in due tempi figlio del caos degli esordi con la band Theoretical Girls. Chiude questo album “monster” il brano più anomalo, “Twisting In Space”, per certi versi con una struttura simile a “German Expressionism”, con una serie di fughe per chitarre new wave da manuale.

(14/10/2019)



  • Tracklist
  1. Velvets And Pearls
  2. German Expressionism
  3. The Smoke (Guitar Concerto For Arad Evans)
  4. Lesson No. 4
  5. Twisting In Space
  6. Cold Thing (La Belle Dame Sans Merci)


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