Glenn Branca

Glenn Branca

Il suono delle cento chitarre

di Valerio D'Onofrio, Antonio Silvestri

L'affascinante storia artistica del compositore a metà tra post-punk e avanguardia, dai primi passi nella scena no wave alla trilogia delle ascensioni, dall'avventurosa serie di sinfonie per chitarra sino alla prematura scomparsa
Quando Glenn Branca imbracciò per la prima volta una chitarra elettrica aveva appena quindici anni e sicuramente non poteva immaginare quanto avrebbe cambiato la storia dello strumento nei decenni successivi. Questo lungo percorso artistico e personale lo porterà a guadagnarsi la fama di una delle figure più controverse nate dalle influenze dell'avanguardia, principalmente dal minimalismo americano, e dalla scena no wave e post-punk. Come spesso accade a chi si propone come un ibrido fra due mondi, Branca si è guadagnato così la nomea di essere troppo classico per i rocker e troppo rock per i classicisti, tanto da figurare come un corpo estraneo nella storia della musica dei due macro-generi.
Portare le chitarre elettriche nel cuore dell'avanguardia non deve essere stato semplice, né tantomeno portare l'avanguardia in modo così spudorato all'interno del mondo della chitarra elettrica doveva essere facilmente accettabile. L'universo sonoro ricreato da Branca è fondamentalmente un derivato della no wave e del noise-rock, ambito in cui vive le prime esperienze come musicista, che diventavano un tutt'uno con le ripetizioni di Terry Riley, Steve Reich e con i muri di suono di La Monte Young: una fusione calda che, nel suo svilupparsi, disgrega le regole dei modelli originari fino a piegarle alle esigenze del Branca maturo. In questa già anomala chimera, Branca ha avuto il coraggio di inserire il concetto tutto classico di sinfonia, compiendo un passo in avanti davvero inaudito.

glenn_branca_con_michael_giraBranca ha raggiunto i vertici della sua poetica nelle sue lunghe composizioni che rallentano e accelerano, nelle sue tragiche esplosioni di chitarra, nel suo caos catartico che diventa la colonna sonora del tormento interiore dell'autore, nel suo rumore estremo che lambisce il confine di una spiritualità laica, richiamando nitide visioni apocalittiche che partono da The Ascension (1981) sino al terzo movimento della prima sinfonia, alla percussività della seconda, al misticismo della terza, alla colossale avventura della sesta, che sviluppa le idee degli esordi, sino alla violenza inarrestabile delle sinfonie 8, 10 e 13, per concludere nel 2019 col terzo capitolo della saga delle ascensioni, The Third Ascension.
Ripercorrere per intero il suo percorso è quindi un modo per esplorare il collegamento, nascosto ma proprio per questo particolarmente interessante, fra rock e avanguardia.

Gli esordi: post-punk, no wave, i primi gruppi e il primo capolavoro

glennbrancadeadage69Nato nel 1948 in Pennsylvania, precisamente nella cittadina di Harrisburg, l'allora adolescente Branca si iscrive poi allo York College e inizia a suonare nei Crystal Ship, chiaramente ispirati ai Doors, nel 1967. Un'esperienza fugace, anche perché ama il teatro, che studia anche a Boston, più della musica. Si trasferisce a Londra nel 1973, poi, tornato a Boston, incontra John Rehberger e insieme fondano il Bastard Theatre. Insieme scrivono le prime opere teatrali, "Anthropophagoi" e "Actually Happened", di cui curano anche le musiche.
Trasferitosi a New York, nel 1976, conosce la N. Dodo Band e in particolare Jeffrey Lohn, che lo convince ad ascoltare i Suicide. Proprio con Lohn forma il suo primo progetto musicale, dando ufficialmente inizio alla sua lunga e importante carriera: i Theoretical Girls, inizialmente conosciuti come Static, fantasmatica esperienza della New York di fine Settanta, con all'attivo alcuni concerti fra la Grande Mela e Parigi e un unico singolo, "U.S. Millie/You Got Me", pubblicato all'epoca, più una raccolta assai successiva, Songs '77-'79 (1995) e una ulteriore compilation, "Theoretical Record" (2002), più completa. La compagna di Lohn, Margaret De Wys, funge da bassista e Mike Anthol, dai N. Dodo, riveste il ruolo di batterista prima di essere sostituito da Wharton Ties. Sono esperienze importanti solo se viste in prospettiva, notevoli perché contengono alcuni degli elementi caratterizzanti del Branca maturo e leggendario.

In "Don't Let Me Stop You", per esempio, ci si accanisce così tanto sulla potenza percussiva delle chitarre, usate come nervosi strumenti ritmici, che è difficile non notare il collegamento con la futura scena no wave. Gli elementi atonali, dissonanti o semplicemente cacofonici, uniti ai volumi importanti, sono qui tutti rappresentati in cinque minuti abbondanti di rock assordante. Anche "My Relationship", appena più imparentata con il post-punk, contiene soprattutto un uso innovativo della chitarra, usata come magma colato con veemenza nell'arrangiamento. Il resto è tutto di contorno alle contorsioni dello strumento, che s'inerpica avventuroso in un tornado di rumore febbricitante. "Contrary Motion" è, di nuovo, un'esplorazione della chitarra come strumento totale, cacofonico e protagonista assoluto. La potentissima "sigla" di "Theoretical Girls" anticipa lo stile scanzonato e ipercinetico dei Butthole Surfers e la ripetizione demenziale dei Devo.
Poco altro, però, si ricorda di questo periodo, anche a causa di una qualità delle registrazioni spesso scadente e di composizioni che, alle volte, sembrano più degli scherzi improvvisati che altro. In prospettiva, però, si intravede fra le pieghe dei primi lavori della carriera quella volontà di esplorare il territorio al confine fra rock e musica d'avanguardia, da intendere come mondi in comunicazione. L'estetica esplosiva, che usa la potenza per riempire lo spazio sonoro e stordire i sensi, sarà la stessa che lo stesso Branca utilizzerà nelle composizioni della maturità.

Nei tardi Settanta, Branca convince il proprietario di un club, il Max's Kansas City, a farlo esibire da solista, in un'esperienza separata dagli Static/Theoretical Girls. Branca assembla un trio con Barbara Ess e Christine Hahn e suona "Instrumental For Six Guitars": è la scoperta di uno spazio compositivo inedito, per molteplici chitarre elettriche, che abiterà per tutta la vita. A questa prima esperienza ne seguono altre in location affini all'avanguardia, seppure Branca ci tenga molto a essere percepito come un musicista rock, e anche per questo mette al centro di tutto il suono dello strumento rock per eccellenza. Proprio queste prime esperienze, e la conoscenza di Ed Bahlman della 99 Records, lo porteranno in poco tempo alla sua prima pubblicazione solista.

Dopo una fugace esperienza nella registrazione dell'Ep d'esordio delle Y Pants, band dalla vita breve inseribile nella scena no wave di New York, e qualche concerto con Rhys Chatham, nel suo Guitar Trio, Glenn Branca sembra aver ben definito l'estetica di riferimento che coltiverà nel resto della carriera. A coronamento di questa maturazione d'intenti, fonda un'etichetta, la Neutral Records, e pubblica non solo le Y Pants dell'album "Beat It Down", ma in poco tempo anche gli epocali primi lavori dei Sonic Youth e degli Swans.
Nel frattempo, il compositore statunitense ricerca tenacemente chitarristi da inserire nella sua orchestra elettrica. Fra questi, c'è un giovane che è stato spinto a proporsi da Kim Gordon, la sua ragazza: è Thurston Moore, un futuro Sonic Youth. Al suo posto entra un altro chitarrista della band, Lee Ranaldo, ma Moore sarà coinvolto comunque in una delle registrazioni dell'epoca, "Bad Smells".

glenn_brancaNel 1980 Branca arriva, finalmente, anche al suo esordio solista, Lesson No. 1 (1980), un Ep composto da tre brani tra i quali spicca "Lesson No. 1 For Electric Guitar", un primo esempio del suo massimalismo chitarristico, qui chiaramente imparentato con il minimalismo ipnotico di Steve Reich eppure capace, a metà brano, di anticipare l'estetica noise-rock e tutto quello che ne è derivato, compreso certo rock alternativo fra i due millenni. Questo esercizio intellettuale e punk allo stesso tempo, portato avanti grazie a un uso magistrale del crescendo, prosegue idealmente in "Dissonance", brano ancora più libero nella forma ma imperniato su brevi cellule ritmiche ossessivamente ripetute con minime variazioni tonali e sulla ferrea di volontà di usare il suono percussivo della chitarra come voce ansiogena.

A queste due composizioni se ne aggiunge una nella riedizione del 1982, "Bad Smells", suonata da ben cinque chitarristi: lo stesso Branca, Ned Sublette, David Rosenbloom, Thurston Moore e Lee Ranaldo. È una composizione che ha già le dimensioni colossali per le quali Branca è famoso, non solo per i suoi 16 minuti e mezzo ma anche per la densità della materia sonora, con la schermaglia di chitarre a sovrastare un continuo mutare ritmico, prendendo in prestito dalla più caotica improvvisazione e dalle ricerche timbriche di Cage. Nei 36 minuti abbondanti della reissue, Lesson No. 1 è un esteso Ep imprescindibile per osservare il seme da cui è scaturito il capolavoro The Ascension, pubblicato nel 1981.

Il primo capolavoro, la prima ascensione


the_ascensionL'album è segnato dall'imponente title track (tredici minuti) che è, a tutti gli effetti, il manifesto fondativo delle idee di Branca; partendo da lievi brusii di chitarra, si cresce via via fino alla creazione di uno spaventoso muro che suona a metà tra l'apocalittico e il mistico, tra una sorta di minimalismo cosmico e un abissale vortice di terrore lovecraftiano, sostenuto da un ritmo di batteria dotato di una violenza primordiale. Nessun conforto è presente nei muri di suono di The Ascension, solo estasi e smarrimento, ipnosi e potenza illimitata.
Branca satura di energia le note "eterne" di La Monte Young, ne riempie i vuoti e crea una nuova forma d'avanguardia.
"The Spectacular Commodity" (dodici minuti) è l'esempio più classico degli esperimenti sulle accordature alternative; le quattro chitarre - tutte accordate in modo differente - si sovrappongono di continuo fino a una mirabile fuga new wave che fa di questo brano una vera perla del rock sperimentale degli anni 80. La brevissima "Structure" è il momento più rigidamente minimalista; poche note di chitarra ripetute e sovrapposte in cui cambiano solo i tempi dettati dalla furia della batteria; dentro troviamo sintetizzate tutte le idee dell'autore, ripetizione e potenza estrema. Appaiono più giocosi ma sempre rigidamente ripetitivi gli otto minuti di "Light Field (In Consonance)", mentre "Lesson No. 2" è inizialmente legata alla no wave e agli esordi con i già raccontati Theoretical Girls, successivamente sconquassata da assordanti momenti noise che preannunciano tanto dei futuri Sonic Youth.

Direttamente successivo è Indeterminate Activity Of Resultant Masses (registrato nel 1982, pubblicato nel 2007), una lunga composizione di 31 minuti poi affiancata da un'intervista di John Cage tutt'altro che lusinghiera per Branca e da un inedito, "Harmonic Series Chord" (1989), insolitamente moderato per ritmo e per linearità.
La portata principale è un mostro rumoroso che ben rappresenta la scelta del compositore di usare le chitarre come veicoli di un tormento asfissiante, facendo confinare percussivo e liturgico attraverso un uso obliquo e anarchico dello strumento, anche inteso come bocca di fuoco da affiancare ad altre sue simili per alzare mura di suono che circondano l'ascoltatore e quasi lo inglobano, come accade qui nell'ultima sezione.

Glenn Branca ha anche partecipato a Chicago 82 - A Dip In The Lake (1983), una registrazione live del New Musical Festival a cura di Wim Mertens e dedicata a John Cage. È un'occasione per ascoltare un estratto della seconda sinfonia di Branca, inserita in una scaletta che comprende Harold Budd, Peter Gordon, Charlemagne Palestine, Meredith Monk, Jon Gibson, Jill Kroesen, David Van Tieghem, Michael Byron e lo stesso John Cage che dialoga con Wim Mertens.
Nonostante queste pubblicazioni rappresentino una parte importante dell'evoluzione artistica di Branca, è chiaro che la più fenomenale rivoluzione si sta compiendo sul fronte delle sue leggendarie sinfonie. In questo caso, è necessario lasciare in secondo piano le effettive date di pubblicazione, che spesso differiscono sostanzialmente da quelle di composizione o di prima esecuzione, per meglio seguire l'effettiva maturazione del compositore nel corso degli anni.

Le sinfonie di ferro

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Le sinfonie sono una parte centrale della carriera di Branca, senza le quali tutta la sua discografia assumerbbe un significato diverso. Un lavoro di ricerca lungo quasi quattro decenni, iniziato nel 1981 con la prima sinfonia e terminato nel 2015 con la sedicesima. Per un approfondimento delle sinfonie si rimanda al nostro speciale.
Le sinfonie di Branca sono il regno delle chitarre suonate con accordature alternative, degli strumenti modificati e iper-amplificati, dei volumi assordanti come mai nessuno aveva osato utilizzare sino a quel momento, della tecnica che potrebbe far inorridire un purista dello strumento, perché secondaria rispetto all'impatto sonoro che l'opera deve avere sul pubblico. È proprio l'impatto devastante delle sinfonie sull'ascoltatore, letteralmente aggredito da volumi inimmaginabili, a rendere l'esperienza live indimenticabile.
Un giovane musicista di conservatorio, il chitarrista Gisbert Watty, racconta: "Ricordo di aver assistito a una delle sinfonie di Branca a Dusseldorf, quelle piene di chitarre dove i decibel superano quelli del motore acceso di un aereo. Non mi piacque, ma fu un'esperienza che mi colpì profondamente e mi fece riflettere molto, tanto che ricordo perfettamente tutto di quella serata". Il compositore John Adams ci dice: "Le cuffie non erano semplicemente consigliate, erano indispensabili". Indipendentemente dai gusti, l'esperienza live delle sinfonie di Branca rimane indimenticabile.

Il legame con la musica classica, che farebbe intendere l'utilizzo della parola sinfonia, è minimo, almeno nelle sinfonie per chitarre amplificate. Non è quindi possibile pensare a Branca come a un compositore rock che si avvicina alla musica classica, come fecero ad esempio alcuni esponenti del progressive rock. Branca rimane sempre fermamente dentro il mondo del rock influenzato dall'avanguardia, in parte come fecero i Velvet Underground, dilatando al massimo le sonorità post-punk per arrivare a lunghissimi brani strumentali, spesso oltre i venti minuti, diventando di fatto un padre tutelare di varie band post-punk-noise (Swans, Sonic Youth) e di gran parte del post-rock strumentale (Godspeed You! Black Emperor). Le sue composizioni potrebbero quindi definirsi sinfonie (post)minimaliste post-punk.

Il volume è un elemento fondamentale, nonché il principale mezzo comunicativo con l'ascoltatore. Branca trasforma il minimalismo donandogli una potenza che sino a quel momento non aveva neppure immaginato di poter avere, in una parola converte il minimalismo in massimalismo. Prima di avventurarsi nella sua lunga serie di sinfonie, già con l'esordio di The Ascension (1981) mostrava idee chiarissime. Da quel momento l'ambizione di Branca lo spingerà ad andare sino in fondo al percorso che aveva appena iniziato.

L'accusa infamante di fascismo, che John Cage fece dopo aver assistito a una sinfonia, probabilmente dettata dal ritmo quasi militare di alcuni movimenti, non convince, anche se l'imponenza dei suoni raggiunta farebbe pensare a un'idea nietzschiana della musica, mostrando in vari momenti persino una vicinanza a certi mondi descritti da Wagner (il compositore classico preferito di Branca). L'idea di un "esercito" di chitarre non poteva che balenare nella sua mente da tempo. Nasce da qui la lunga stagione delle sinfonie, progetto ambizioso e proseguito con ostinazione, senza mai scendere a compromessi, nella convizione che nell'arte conti soltanto osare di più, andare sempre oltre.

Le sinfonie possono dividersi in due tipi, quelle più innovative per chitarra e strumenti amplificati e quelle più tradizionali per orchestra sinfonica. Si contano ad oggi sedici sinfonie e la lunga composizione di musica per balletto The World Upside Down (1992), che, pur non essendo inserita nella serie delle sinfonie, lo è di fatto.
Purtroppo non tutte le registrazioni sono disponibili, ma tutte le sinfonie sono state eseguite dal vivo. In particolare, quelle non amplificate sono state eseguite da prestigiose orchestre, quali la London Sinfonietta, la Minnesota Opera Orchestra, la Graz Orchestra e l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca. È probabile che le sinfonie mai pubblicate verranno rese disponibili postume nei prossimi anni.

Altre opere, tra teatro e nuove ascensioni

brancaNel 1987 Branca collabora con Wim Mertens alla colonna sonora di "Il ventre dell'architetto" (The Belly Of An Architect), film drammatico-grottesco diretto da Peter Greenaway. I suoi sono brani brevi, fra i quali spicca il drammatico tema "Augustus" per la sua asfissiante imponenza.
Ben più sostanziosa è la già citata musica scritta per il balletto The World Upside Down (1992), una sinfonia acustica, suonata dalla New York Chamber Sinfonia diretta da Glen Cortese, che si struttura in modo simile a quelle "ufficiali". Al baluginio del primo movimento, reso più dinamico nel secondo, si contrappone la tensione thriller del terzo movimento, microtonale e cromatico, e lo sferragliare ritmico opprimente del quarto, più esteso, dove Branca si dimostra un maestro d'intensità. Il disteso e più canonicamente classicheggiante quinto movimento, la vertigine cacofonica del sesto e l'inno conclusivo, più luminoso, concludono una non-sinfonia in cui ascoltare un Branca cameristico, meno assordante rispetto a quando usa le chitarre a profusione, ma elegante nelle sfumature armoniche e ritmiche, certosino nella costruzione melodica e nelle stratificazioni.

Nel 1994 un brano minore di Branca, "Les Honneurs Du Pied", è inserito nella compilation "Century XXI: USA 2 - Electric / Acoustic". Branca compare anche nella compilation no wave "Just Another Asshole" (introvabile nella versione del 1981, ma riedita su cd nel 1995), con un brano dada di un minuto di sole lallazioni riverberate.
Nel 2000 si arriva anche alla pubblicazione di "Empty Blue", una collaborazione con il performance artist Tony Oursler. Più sostanzioso il contributo per il progetto Bang On A Can e la compilation "Renegade Heaven" (2000), in cui troviamo l'angosciante "Movement Within" (quasi 17 minuti): è musica da camera per l'inferno della mente, una torsione asfissiante e disorientante che annichilisce l'ascoltatore con l'aiuto sostanziale della chitarra elettrica opportunamente seviziata.

Dopo una comparsata nella colonna sonora di "The Mothman Prophecies - Voci dall'ombra" (2002, diretto da Mark Pellington), Branca non pubblica altro fino al 2010, l'anno in cui ritorna al suo primo capolavoro per scrivere The Ascension: The Sequel, un travolgente esempio di no wave mista a noise-rock e massimalismo assordante.
Sono brani che palesano l'importanza del compositore per certo rock rumoroso e assordante: come se il maestro si impegnasse a dimostrare che può benissimo seguire le orme dei suoi epigoni, come fa nella coppia di brani iniziale, ma che sa anche scartare verso forme più elaborate di quel linguaggio chitarristico che lui stesso ha coniato ("Quadratonic"), prendendosi il tempo persino per un tributo a Steve Reich (la sgangherata e poi entusiasmante "Lesson No. 3").
Il culmine arriva con i 19 minuti di "The Blood", una torrenziale esplorazione del Branca più noise-rock, uno dei tardi capolavori del genere: nelle ondate di suono e di distorsioni, nel vorticare ritmico, nello sferragliare ossessivo, la composizione emana una forza quasi mistica, una travolgente potenza sovrumana, un'imponenza quasi ingestibile.

La fine. La terza e definitiva ascensione

Anche il terzo capitolo, The Third Ascension (2019, pubblicato postumo), rinnova la magia. Prosegue l'instancabile elevazione dell'autore verso lidi sempre più irraggiungibili ai comuni mortali, vette in cui Branca ritrova quei pochi momenti di felicità in una vita vissuta tendenzialmente con assoluto pessimismo, ai limiti del disgusto, circa i destini del mondo e dell'umanità. The Third Ascension è un lavoro opprimente, cupo, selvaggio, con una potenza tale da non sfigurare affatto rispetto ai suoi lavori migliori. Questa terza ascensione contiene vari momenti davvero esaltanti, che passano da sfuriate di chitarra devastanti a brani costruiti minuziosamente pezzo per pezzo, con accordature studiate e ristudiate per giungere a un risultato finale assolutamente sorprendente.
Le due composizioni più lunghe ("The Smoke" e "Cold Thing", entrambe di sedici minuti) sono due grandi odissee sinfoniche di rara violenza, tra cui spicca soprattutto "Cold Thing", mastodontica creazione tipicamente massimalista con mitragliate di chitarre e spaventosi muri di suono, in linea con il percorso intrapreso nei tredici minuti della prima ascensione. Qui si capisce benissimo quanto Branca sia stato il padre tutelare di una lunga serie di band tra noise, post-punk e post-rock (Swans, Sonic Youth, Godspeed You! Black Emperor ecc.) che a lui devono buona parte delle loro straordinarie carriere.

Glenn Branca è morto prematuramente il 15 maggio 2018 a causa di una neoplasia alla gola. Aveva 69 anni.

Glenn Branca

Il suono delle cento chitarre

di Valerio D'Onofrio, Antonio Silvestri

L'affascinante storia artistica del compositore a metà tra post-punk e avanguardia, dai primi passi nella scena no wave alla trilogia delle ascensioni, dall'avventurosa serie di sinfonie per chitarra sino alla prematura scomparsa
Glenn Branca
Discografia
 GLENN BRANCA
  
 Songs '77-'79 (Atavistic, pubblicato nel 1996)
 Lesson N.1 Ep (99 Records, 1980)
The Ascension (99 Records, 1981)
 Symphony No. 1 (Tonal Plexus) (ROIR, 1981, pubblicata nel 1983)
 Indeterminate Activity Of Resultant Masses (Atavistic, 1982, pubblicato nel 2007)
Symphony No.2 (The Peak Tf The Sacred) (Atavistic, 1982, pubblicata nel 1992)
Symphony No. 3 (Gloria) (Neutral Records, 1983)
 Symphony No.5 (Describing Planes Of An Expanding Hypersphere) (Atavistic, 1984, pubblicata nel 1995)
 The Belly Of An Architect (Crepuscole, 1987)
Symphony No.6 (Devil Choirs At The Gates Of Heaven)  (Atavistic, 1989, pubblicata nel 1993)
 

Symphony No.7 (For Orchestra) (Systems Neutralizers, 1989, pubblicata nel 2010)

 

The World Upside Down (A Ballet For Orchestra In 7 Movements) (Les Disques Du Crépuscule, 1992)

Symphony Nos. 8 & 10 (The Mysteries) (Atavistic, 1994)

 

Symphony No. 9 (L'Eve Future) (Point Music, 1993, pubblicata nel 1995)

Symphony No. 13 (Hallucination City) For 100 Guitars (Atavistic, 2008, pubblicata nel 2016)

 

The Ascension: The Sequel ‎(Systems Neutralizers, 2010)

 The Third Ascension (Systems Neutralizers, 2019)

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(2019 - Mvd Audio)
Pubblicato postumo l'ultimo capolavoro del compositore americano ..

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(1981 - 99 Records)
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