Rhiannon Giddens (with Francesco Turrisi)

There Is No Other

2019 (Nonesuch) | ethno-folk

Con un battito d’ali Rhiannon Giddens e Francesco Turrisi attraversano impavidi culture millenarie, rivoltando come un guanto il patrimonio della musica popolare.
Un altro deciso passo in quell’excursus antropologico che mira a sancire un legame tra la world music e la musica classica. Per Rhiannon Giddens “There Is No Other” rappresenta un punto fermo di un percorso artistico che è stato caratterizzato da una nomination per i Grammy, collaborazioni importanti con Jack White, Alabama Shakes, Kronos Quartet, il geniale progetto Our Native Daughters e la colonna sonora del balletto Lucy Negro Redux. Per il talentuoso musicista italiano è l’ennesima occasione per mettere alla prova l’enorme versatilità tecnica e stilistica, tra jazz, etnica, blues e altre forme che si alternano senza barriere creative.

Al centro di “There Is No Other” c’è la natura nomade dell’umanità. I due musicisti mettono insieme dettagli armonici, luoghi apparentemente lontani, storie in bilico tra mistero e realtà, plasmando un florilegio musicale, che della contaminazione culturale fa regola vitale e non eccentrica eccezione.
Nel tentativo di dare un senso al termine folk, Rhiannon Giddens e Francesco Turrisi scavano nelle profondità dell’anima, disegnando una linea immaginaria dove Africa, Europa, mondo arabo e America diventano un'unica patria. Senza alcuna retorica o enfasi ideologica disegnano un percorso multilinguistico, evidenziando strane sinergie tra strumenti e arie armoniche, frutto dello scambio e dell’interazione tra popoli diversi, partendo dall’influenza del mondo arabo e africano sulla musica europea, e mediterranea in particolare, per poi sottolineare gli influssi sul patrimonio americano.
Il termine “altro” inserito nel titolo dell’album è un messaggio sociale e politico forte, più di qualsiasi proclama ideologico. “Non c’è altro” è un’affermazione che trancia nettamente in due qualsiasi ideologia razzista o separatista, la naturale interdipendenza tra i popoli è un dato ineluttabile, vitale.

Basterebbero solo queste premesse per ratificare l’enorme valore culturale di “There Is No Other”, ma quello che lascia stupiti è la forza espressiva dell’insieme, un flusso di tradizioni diverse che i due artisti sottolineano con costante condivisione emotiva.
Sono quattro inediti e otto brani pescati dalla tradizione folk o da autori ad essa connessa, registrati in solo cinque giorni di registrazione, infine sottoposti a un leggero lavoro di editing produttivo (l’ottimo Joe Henry), per un minimal folk tecnicamente impeccabile e erudito, ciò nonostante avulso da qualsiasi impronta accademica.
L’estrapolazione della radici, attuata con la sapiente complicità del siciliano Francesco Turrisi, è non solo potente, ma per molti versi inedita.
Stimola e incuriosisce il recupero di un brano della pioniera del bluegrass Ola Belle Reed, “Going Write Me A Letter” (riportato nelle note con il titolo semplificato in “Letter”), qui restituito con recondite e dunque svelate venature arab-blues, ed è travolgente il mix di atmosfere folk appalachiane e mediterranee della strumentale title track, altresì apprezzabile l’agilità vocale con la quale la Giddens affronta le difficoltà tecniche della nostrana “Pizzica di San Vito”, o la verve strumentale che anima la lettura di una composizione di Hermeto Pascoal, “Briggs' Forró .

Ben diverso l’approccio dei due musicisti per la famosa ballata folk inglese “Wayfaring Stranger” (ben nota nelle versioni di Johnny Cash, Joan Baez, Tim Buckley ed Emmylou Harris), o per la struggente e rivoluzionaria poetica di “Brown Baby”: le tonalità sono essenziali, molto rispettose degli originali e oltremodo suggestive.
Fa storia a sé la solenne e drammatica “Black Swan”, tratta dall’opera di Gian Carlo Menotti “La Medium”, che offre a Rhiannon Giddens l’opportunità di mettere alla prova una potenza e un registro vocale autorevoli.
Perfettamente integrate all’interno del progetto anche le tracce scritte dalla stessa Giddens (quattro brani di cui uno in collaborazione con Joe Henry e un altro con Dirk Powell), a partire dall’arab-folk-blues di “Then Thousand Vocies” che introduce il concetto d’universalità e rispetto per le diversità con una semplicità disarmante ("diecimila storie, diecimila canzoni, diecimila preoccupazioni, diecimila torti, diecimila scelte, diecimila voci…").

Incisivo e vivace, il folk-blues di “I'm On My Way” ha tutte le caratteristiche dell’instant classic, ma è il vibrante e intenso gospel per piano violoncello e voce “He Will See You Through” il vero gioiello di “There Is No Other”, una canzone destinata a entrare con forza tra le pagine più ispirate della musicista americana,  perfetta chiosa per un album che ripristina i valori essenziali di una espressione artistica nobile come la musica popolare. E a cesellare il tutto ci sono poi quelle parole finali, capaci di riecheggiare all’infinito nella mente e nel cuore: "Tutto il tuo argento, tutto il tuo oro, non brillerà più della tua anima, Amen Amen, Amen".

(31/08/2019)



  • Tracklist
  1. Ten Thousand Voices
  2. Letter
  3. Wayfaring Stranger 
  4. There Is No Other 
  5. Trees On The Mountains
  6. Pizzica Di San Vito 
  7. Brown Baby 
  8. Briggs' Forró 
  9. Little Margaret 
  10. Black Swan 
  11. I'm On My Way 
  12. He Will See You Through




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