Cult Of Fire

Moksha / Nirvana

2020 (Beyond Eyes Productions) | vedic black metal

I Cult Of Fire provengono dalla Repubblica Ceca. Formatisi nel 2010, si sono imposti ben presto all’attenzione internazionale per il loro approccio originale alla materia black metal e per l’estrema cura della ricerca sonora, spirituale e iconografica. Dall'esordio con l’Ep “20:11”, lavoro dedicato alla catastrofe di Chernobyl, il trio composto da Devilish, Infernal Vlad e Tomáš Corn ha suscitato il plauso degli appassionati del più erosivo metallo nero esteuropeo. Dopo l’album di debutto, "Triumvirát" del 2013, l’anno dopo esce "मृत्यु का तापसी अनुध्यान" (titolo in sanscrito, a volte tradotto in inglese come “Ascetic Meditation Of Death”), ottimo album che amplia la platea degli adepti della band ceca. Il lavoro affonda a piene mani nella tradizione vedica e nel culto induista, essendo essenzialmente un album dedicato alla dea indù Kali, portatrice di cambiamento e distruzione. Segue nel 2018 il live “Kali Fire Puja” che ben fotografa gli scenografici oscuri rituali dei Nostri.

La nuova uscita dei Cult Of Fire, anticipata dal 7 pollici “(Un)Clean”, consiste in ben due album con altrettanti titoli e copertine diverse, ma pubblicati e distribuiti assieme. “Moksha” e “Nirvana” continuano il viaggio del culto del fuoco attraverso le religioni orientali, inserendo elementi sonori e strumenti appartenenti alla tradizione induista e buddista, dal sitar alle campane tibetane. Il tutto viene riletto attraverso il loro black metal denso di passaggi meditativi e melodici, un approccio sempre capace di creare mantra sonori ipnotici e coinvolgenti, a tratti epici e di ampio respiro.

Il moskha e il nirvana sono concetti abbastanza simili, il primo appartiene al credo induista, il secondo al buddismo, ma entrambi sono legati alla liberazione dal ciclo infinito di nascita e morte, attraverso la fine della sofferenza e il raggiungimento dell’illuminazione. Il doppio album è quindi una perfetta prosecuzione, anche a livello concettuale, del precedente “Ascetic Meditation Of Death”. “Moksha” e “Nirvana” sono entrambi dedicati alla figura di Baba Keenaram, mistico indiano considerato la reincarnazione di Shiva, una delle principali divinità dell’induismo. Il percorso spirituale aghori praticato da Baba Keenaram è conosciuto anche per l’uso di ossa umane per la costruzione di collane e amuleti, oltre che per i suoi rituali funebri con tanto di meditazioni davanti alle pire per bruciare i cadaveri.

Strumentalmente, il primo disco, “Moksha”, vede una prevalenza di toni più aggressivi rispetto a “Nirvana”. L’inizio con “Zrození výjimečného” (traducibile come “La nascita dell'eccezionale”) mette in scena tamburi e sitar su cori e arrangiamenti orchestrali che accompagnano le sfuriate black metal. Emerge anche un uso sapiente e ben dosato delle tastiere. “Město mrtvých” (la città dei morti”) si apre con un’evocazione rituale per poi proseguire con passaggi che ricordano un po’ gli ultimi Alcest. In “(ne)Čistý” (“Impuro”) veniamo trascinati da un intenso tremolo riffing, mentre un brano come “Har Har Mahadev” sembra rifarsi po’ al sound ipnotico dei polacchi Mgła. La traccia finale "Mokša" mostra un perfetto equilibrio tra strumenti tradizionali indiani, epici passaggi melodici e ritmi sincopati.

“Nirvana” presenta quattro brani denominati “Buddha” e di seguito il numero della traccia. L’ascesa lenta dell'episodio iniziale si sfoga in sorta di mantra nero, denso di un coinvolgente misticismo volto ad allontanarci dalle sofferenze della sfera terrena. Dal midtempo di “Buddha 2” agli arrangiamenti orchestrali del quarto brano, prevale un’atmosfera catacombale ma sempre capace d’intensi slanci, tra riff ardenti e sfuriate ritmiche. Il tutto si dispiega senza mai dimenticare di fondere suggestioni orientali con un approccio alla materia black metal audace e personale.

Siamo di fronte a un ottimo ritorno che conferma lo stato di grazia della scena est-europea. Il lavoro esce in doppio cd e in due edizioni diverse in duplice vinile per Beyond Eyes Productions. Com'è consuetudine per la band ceca, c’è una cura maniacale dell’artwork, questa volta elaborato da Volchv e Visionis Phosphorescent.
Con “Moksha” e “Nirvana” i Cult Of Fire si confermano, assieme ai Mgła, una delle più interessanti e ardenti realtà del genere.

(14/04/2020)



  • Tracklist

Moksha

  1. Zrození Výjimečného
  2. Město Mrtvých
  3. (ne)Čistý
  4. Har Har Mahadev
  5. Mokša 


Nirvana

  1. Buddha 1
  2. Buddha 2
  3. Buddha 3
  4. Buddha 3
  5. Buddha 4


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