Nato a Reggio Calabria ma milanese d’adozione, Francesco Lo Giudice – questo il nome all’anagrafe del producer e polistrumentista Alsogood – a due anni di distanza da “Elsewhere” (pubblicato per Island Records), giunge al traguardo del quarto album solista, “1000 Smiles”, naturale conseguenza delle numerose collaborazioni internazionali intessute in questi mesi. La mission del progetto, espressamente dichiarata dall’autore, è affermare l’armonia in un’epoca dominata dal caos digitale e dalla velocità, setacciare le esperienze quotidiane per estrarne soltanto la bellezza. Per fissare queste idee, solo all’apparenza utopistiche, Francesco mette a punto dieci tracce di grande raffinatezza che, pur accogliendo una vasta quantità di stili e influenze, lascia al centro ben salda una forma di contemporary jazz iper-contaminata, perfetta sia come sottofondo da aperitivo al tramonto, sia per un attento ascolto casalingo.
“1000 Smiles” è un lavoro fortemente organico nel quale black music, atmosfere mediterranee e spiritualità ritmica brasiliana incontrano – oltre alla già citata libertà del jazz – le suggestioni dell’elettronica e il free form compositivo dell’hip-hop. Dieci brani scritti e realizzati tra Milano e Vicenza, che non si limitano a esplorare nuovi territori sonori ma definiscono un vero e proprio posizionamento estetico. A impreziosirli, due collaborazioni di grande rilievo: quella con il produttore e polistrumentista canadese Datsunn, punto di riferimento della soul-beat community, in “Beautiful Things”, e quella con Johnny Marsiglia, stimato rapper italiano che rende “2.30 am” un unicum all’interno di questo progetto.
La traccia che definisce da subito il mood dell’intero lavoro è l’iniziale “Feliz”, primo singolo estratto dall’album, che col suo umore carioca impregna l’atmosfera di saudade., indirizzando i capitoli successivi. Fra i punti di riferimento che hanno guidato la scrittura del disco, lo stesso Alsogood ha citato gli Azymuth, per l’innata capacità di rendere il jazz-funk un’esperienza quasi meditativa, Terrace Martin e Madlib, quest’ultimo – in particolare – per la propensione a muoversi fra diversi stili curando sezioni ritmiche ampie.
La pulizia sonora valorizza ogni sfumatura, moltiplicando il calore, la luminosità, la nitidezza di queste preziose composizioni. La prevalente forma strumentale del lavoro ne agevola in maniera enorme il respiro internazionale, imponendo Alsogood come una delle migliori realtà italiane di area jazz.
21/05/2026