Ghostpoet

I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep

2020 (Play It Again Sam) | alt-hip-hop

Si chiude un decennio per Obaro Ejimiwe, alias Ghostpoet, un periodo che lo ha visto precorrere la rinascita del jazz inglese. Ma più che provare a raccogliere i frutti di tale intuizione, Ghostpoet ha preferito affrontare le nevrosi e le paure dei tempi correnti. Distopie e colpi di testa hanno tracciato un percorso a ostacoli difficile da essere apprezzato senza uno sforzo cerebrale oltre che emotivo; questo però fino alla messa in opera di “Dark Days & Canapés”, disco prima bellamente ignorato e poi rivalutato dalla critica in seguito all’improvviso plauso del pubblico.

E’ ammirevole come Obaro Ejimiwe riesca a gestire l’enorme mole di sensazioni evocate dal suo ansiogeno trip-hop senza mai esacerbarne le caratteristiche più seducenti, creando una tavolozza di suoni e parole che ad ogni ascolto mette in moto un flusso sonoro inquieto e avvincente.
Sesso, potere e politica sono le costanti delle tribolazioni poetiche del musicista, che per “I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep” rinuncia a qualsiasi aiuto esterno in fase di produzione (per il precedente aveva chiamato il geniale Leo Abrahams), potenziando la struttura compositiva a scapito delle pur interessanti intrusioni noise degli album passati.

Ci sono una tensione e una magia finora solo accennate, con meravigliose digressioni post-rock, orchestrali e ovviamente hip-hop, che si amalgamano come in un’orgia selvaggia, inzuppate in sangue, sudore e lacrime. Nella estenuante ma affascinante rappresentazione dell’ansia e del dolore, Ghostpoet introduce elementi rock sempre più marcati, una scelta che corrisponde a una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, ed è sintomatico che “I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep” soddisfi le premesse del celebrato “Dark Days & Canapés” (doppia nomination al Mercury Prize) senza ripeterne la formula.

Era dai tempi dei Virgin Prunes che la morte non veniva celebrata da versi così tetri e privi di compassione: “Voglio morire, vuoi morire, vogliamo morire, vogliono morire", recita Obaro, mentre un riff post-punk alla Gang Of Four dà inizio a uno stridente e ossessivo crescendo di suoni ipnotici e febbrili. Ed è solo l’abbrivio di un viaggio che Ghostpoet conclude con l’elogio della putrefazione e della violazione del cadavere: “Scegli tra le mie ossa, io non ne avrò bisogno, niente selfie, assicurati di usare tutti i filtri, scansiona, striscia su di me”; nel frattempo la musica è diventata più aulica e amabile, quasi a sfidare il comune senso di terrore della morte.

Obaro Ejimiwe rappresenta la perfetta antitesi alle certezze invocate da un artista come Bruce Springsteen: il dubbio, la sconfitta, la delusione, l’abbandono sono il pane quotidiano dei personaggi di “I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep”. Più che la voglia di lottare, Ghostpoet canta la voglia di cedere alle proprie nevrosi e paure fino all’estrema confusione emotiva, scandita a tempo di blues in “Concrete Pony”, o con un ingannevole riff viscerale stile Cure nella splendida poesia black alla Gil Scott Heron che dà il titolo all’album.
L’artista londinese mette a ferro e fuoco l’oscurità delle tenebre fino a farle sfavillare, immerge nell’acido archi e synth, melodie e ritmo (“Black Dog Got Silver Eyes”), si eclissa dietro pregevoli romanticherie da film noir (“This Trainwreck Of A Life”), stravolge ritmo e composizione per gridare contro il potere senza rabbia o livore (“Rats In A Sack”).

Nel raccontare l’incertezza dei tempi moderni, Ghostpoet dona sinistre sonorità a un violino (“Humana Second Hand”), reinventa il suono del rumore brevettato da Tom Waits in “Swordfishtrombones” (“Nowhere To Hide Now”), gioca a fare l’illusionista nella sensuale litania di “When Mouths Collide”, con uno spirito musicale crossover che rischia di diventare simbolo dei tempi correnti, narrandone ombre e luci con uno sferzante disincanto, che obbliga l’ascoltatore a svegliarsi dal torpore evocato nel titolo. Ma state attenti a dove mettete i piedi quando scarpinate nel buio.

(10/06/2020)



  • Tracklist
  1. Breaking Cover
  2. Concrete Pony
  3. Humana Second Hand 
  4. Black Dog Got Silver Eyes
  5. Rats In A Sack
  6. This Trainwreck Of A Life
  7. Nowhere To Hide Now 
  8. When Mouths Collide 
  9. I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep
  10. Social Lacerations 




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