Immersi dentro un fluido, denso, oscuro, in cui luce e ombra si muovono lentamente, secondo il ritmo di un respiro antico. Una pratica di riflessione e di studio che porta avanti il lavoro dell’artista toscano (Limbo, Kinetix, Noise Trade Company), mai stanco di sottrarre e scavare dentro il suono, alla ricerca di un essenziale equilibrio di perfezione.
“Voices” nasce come performance prima ancora che come disco. Un atto di studio per approfondire la capacità totalizzante e oscura della voce umana. Coadiuvato solo da una loop station, Becuzzi ricerca un’energia spirituale primitiva, sciamanica che porti a uno stato di ipnosi e trance sia l’ascoltatore che il performer stesso.
Si delinea nelle sei composizioni un cerchio di fuoco basso e fumo denso, tra distorsioni, echi e riverberi (mai estremizzati nella produzione) dove il tempo tra passato e presente dell’uomo si sovrappone. L’intento dell’artista non è meramente antropologico, quanto quello di unirsi a una tradizione antica, presente nelle nostre più profonde architetture umane.
Un’unione tra mistica passata e tecnologia moderna che trascende l’esperimento e ci dona un momento di stasi tra diverse realtà.
19/05/2020
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