Lisfrank

The Human

2020 (Final Muzik, St.An.Da) | synth-wave, coldwave, new wave

Che cos’è l’umano? La risposta non è così scontata, specie in tempi di riduzione dell’umano a una entità isolata e alienata, tenuta in ostaggio dal potere medico, burocratico e informatico. “The Human” è anche il titolo del nuovo album del pioniere della synth-wave italiana Fulvio Guidarelli. Il suo esordio risale addirittura al lontano 1982 con l’Ep ”Man Mask”. In seguito Guidarelli pubblica il brano “Man Without Limits” nella storica compilation omonima della Mask Productions conquistando un posto di rilievo tra i cultori del genere, anche a livello internazionale. Seguono anni di silenzio e bisogna aspettare il 2009 per la ricomparsa di Lisfrank con una compilation di brani inediti composti nel corso degli anni Ottanta (“Mask Rewind”). Nel 2014 arriva finalmente il suo primo full-length, “Elevator”, per Final Muzik, pubblicato prima in vinile e in seguito in un cd rimasterizzato con brani inediti.

Sono tempi difficili e il nuovo “The Human”, pubblicato in formato cd edizione limitata a 300 copie, per Final Muzik e St.An.Da, è senz’alto il lavoro più cupo di Lisfrank. Il minimal-synth dell’artista ligure si tinge ancora più di nero esistenzialismo, tra pulsioni coldwave mai sopite e visioni retro-futuriste che hanno in bocca l’amarezza di una sensazione distopica da catastrofe socio-economica, e soprattutto umana, che incombe inesorabile.
I riferimenti del sound di Lisfrank affondano a piene mani in artisti come Gary Numan e John Foxx, ma anche nella meno conosciuta dal pubblico generalista (ma non per questo meno valida) onda fredda francese degli anni Ottanta. In particolare, pensiamo a nomi come Guerre Froide, KaS Product e Trisomie 21.

“I Hate” e “Feel It (Your Body, My Body)”, quest’ultima registrata da Maurizio Fasolo degli storici Pankow, mostrano il lato più aggressivo, quasi Ebm oldschool a tratti, di Lisfrank. “A Dancing Star”, il cui testo è ispirato alle parole del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (“Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante”) dipinge lenti e romantici scenari gotici. “Death's Dance” e “Everything Passes” indulgono in derive al limite dell’electro-industrial, mentre “In My Soul” e “The Cold Night” creano un ponte con i primi lavori anni Ottanta di Guidarelli.

Molto interessante è l’esperimento di “The Voice Of Tragedy (Never Forget)” con gli inquietanti campionamenti delle voci della tragedia del crollo del ponte di Genova su un tappetto di synth angoscianti e accelerazioni ritmiche retro-wave, quest’ultime presenti anche in “I Was Looking For Me”. Il disco è stato masterizzato da Andrea Bellucci (Red Sector A, Nerva) e mostra un gran lavoro di cura sonora alla ricerca del miglior risultato possibile, mantenendo lo spirito di una certa elettronica anni Ottanta.
Il ritorno di Guidarelli è una sorta di riflessione sulla natura umana nel suo momento più buio e colpisce nel segno con un album che non può mancare nella collezione degli estimatori di sintetiche sonorità old school.

(22/04/2020)



  • Tracklist
  1. I Hate
  2. Feel It (Your Body, My Body)
  3. A Dancing Star
  4. Death's Dance
  5. In My Soul
  6. The Cold Night
  7. I Was Looking For Me
  8. Greta (My Lost Angel)
  9. Everything Passes
  10. The Voices Of Tragedy (Never Forget)
  11. Mask's Solitude
 
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