San Leo

Mantracore

2020 (Bronson) | post-rock, kraut-rock, drone

I San Leo sono una creatura nostrana speciale, sostenuta da realtà insostituibili in Italia come Bronson Recordings. Dall’ottimo esordio di “XXIV” (Tafuzzy/CORPOC, 2015) influenzato dai Godspeed You! Black Emperor, il duo romagnolo formato da Marco Migani (aka inserirefloppino) e Marco Tabellini (aka m tabe) ha intrapreso un percorso di profonda esplorazione di generi come il post-rock, il kraut-rock, il doom e l’ambient-drone, in un’atmosfera densa e cupa in cui si aprono squarci di luce improvvisa.

“Mantracore”, quarto album, è composto da due suite strumentali di oltre venti minuti. “MM” è un rito ancestrale che ci riporta nelle lande del nord esplorate da Ben Russell e Ben Rivers nel film “A Spell To Ward Off the Darkness” (2013) attraverso il corpo performante di Robert Aiki Aubrey Lowe (90 Day Men, Lichens). L’inizio rarefatto si apre a una cavalcata à-la Lightning Bolt, tribale e metallica, dove sprazzi di chitarre noise e pennate taglienti destabilizzano il groove granitico guidato dalla batteria, per giungere alla psichedelica quiete inquieta che anticipa il finale, che disegna geometrie Pink Floyd-iane più nette. Rimane una scia di colpi di batteria, da cui si sfalda una nebula elettronica di note.

“Core” parte dilaniata dalle distorsioni, sul cui caos magmatico s’innesta senza posa la batteria. A un terzo del brano ci troviamo in bilico sulla nave del film “9 Doigts” (2017) di F. J. Ossang, in mezzo al nulla dove non è né notte né giorno, tra drones e scricchiolii che ci portano dentro un vortice in cui improvvisamente è l’ossigeno a mancare. Filtrano in controluce le composizioni degli Swans e di Glenn Branca. La seconda metà del brano riverbera le atmosfere screamo di quella Romagna Felix che dette i natali al genere, creando nuovamente una stasi epica scandita da note di chitarra che risuonano come interferenze radio. Nessuno spoiler, però, sulla catarsi finale, ascoltare per credere.

Potere visionario della musica e potenza pneumatica del suono, dentro una selva di simboli ed enigmi dove la band ci guida con consapevolezza e sicurezza. Inutile dire che non vediamo l’ora di sentire i San Leo suonare dal vivo l’imponente forza atemporale di “Mantracore”.

(20/12/2020)

  • Tracklist
  1. MM
  2. Core


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