SQRL

Some Music For Robby Mller

2020 (Sacred Bones) | soundtrack, psych-rock, ambient

He had this unique way of seeing the world, and his was not a Hollywood eye.
(Frieder Hochheim)

Robby Müller è stato direttore della fotografia per oltre 70 pellicole e grande “poeta della luce”, più volte “compagno di visioni” di Wim Wenders (tra gli altri, ne “La lettera scarlatta”, “Alice nelle città”, “Falso movimento”, “Nel corso del tempo”, “L’amico americano”, “Paris, Texas”, “Fino alla fine del mondo”), Peter Bogdanovich, Lars Von Trier e Jim Jarmusch. A un paio di mesi dalla scomparsa, avvenuta a luglio 2018, la collega Claire Pijman ne aveva omaggiato l’occhio e la vita con il toccante documentario “Living The Light – Robert Müller”, viaggiando attraverso le testimonianze di chi con lui ha lavorato e i reperti di chi, magari, avrebbe potuto farlo (a un certo punto, sul nastro della segreteria telefonica parte un messaggio: “Hi Robby Müller, it’s David Lynch calling from Los Angeles…”).

Il canuto cineasta di Akron si è avvalso della sua pupilla per “Down By Law”, “Mystery Train”, “Dead Man”, “Year of The Horse”, “Ghost Dog – Il codice dei samurai” e alcuni degli episodi di “Coffee and Cigarettes”. Firmando la colonna sonora del progetto di Pijman, Jarmusch ha avuto l’occasione di ringraziare a suo modo Müller e rimettere in moto con Carter Logan gli “SQÜRL” (ex-Bad Rabbit). “Some Music For Robby Müller” è pubblicato da Sacred Bones in edizione limitata in vinile, con una luminosa polaroid in copertina scattata dallo stesso Müller.

Accantonate le atmosfere noise orrorifiche della soundtrack di “The Dead Don’t Die”, e quelle di matrice stoner di “Paterson”, nella traccia d’apertura Jarmusch si – e ci – lascia andare ad arpeggi elettrici minimali, a metà fra le meditabonde composizioni acide di Neil Young e i viaggi nel passato dei Felt strumentali, guidati dal plettro di Maurice Deebank. Più ariosa, con tappeti ambientali à-la Eno che rasentano la solennità, è “Dutch Light on Silver Water”, colorata da distorsioni evanescenti che promanano dalla Les Paul del regista. Per contro, “In a Lonely Place” si arrocca in un fumoso e psichedelico intimismo, enfatizzato da pelli con andamento rituale che ne accrescono il mistero.

Le vette di intensità di “Some Music For Robby Müller” si raggiungono nel lato B, a cominciare da “Magic Hour” e dalle sue scarne note, che si rincorrono lente e immersive in un gioco di delay e riverberi, come immagini leggermente mosse catturate da una vecchia super 8. L’effetto ipnagogico di “While Vermeer Was Sleeping” echeggia nelle corde pizzicate da Jarmusch, suscitando visioni di paesaggi desertici dalle tinte pastello, e si raddensa nel calore della finale “Robby’s Theme (Variation)”, rilettura onirica del brano iniziale che chiude il cerchio della vita – ma non dell’arte – di Müller.

(19/03/2020)



  • Tracklist
  1. Robby’s Theme
  2. Dutch Light on Silver Water
  3. In a Lonely Place
  4. Magic Hour
  5. While Vermeer Was Sleeping
  6. Robby’s Theme (Variation)


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