Mentre il Covid-19 ha bloccato l’attività live ovunque, i War On Drugs hanno deciso di assemblare il loro primo disco dal vivo, quasi a voler impacchettare per i propri appassionati l’atmosfera delle grandi arene, al momento impossibilitate per decreto a ospitare qualsiasi tipo di evento. Nella dimensione da palcoscenico la band di Philadelphia esalta ancor più le proprie composizioni, impreziosendole attraverso dilatazioni dall’ampio respiro e memorabili assoli di chitarra (o di sassofono, come avviene ad esempio in “Eyes To The Wind”) dal taglio inequivocabilmente classic.
Il materiale incluso è stato registrato nell’arco di sei anni: non un concerto integrale, quindi, bensì un collage di performance “da viaggio” che coprono quasi tutta la discografia della formazione di Adam Granduciel: da “Buenos Aires Beach”, ripescata dall’esordio “Wagonwheel Blues“, alle più recenti tracce del Grammy winning “A Deeper Understanding”, passando per ben cinque estratti da “Lost In The Dream”, più una cover di Warron Zevon, “Accidentally Like A Martyr”.
Alcune fra le loro cavalcate elettriche più fragorose, “An Ocean Between The Waves”, “Pain”, “Red Eyes” e “Under The Pressure”, affiancate alle serene dolcezze di “Strangest Thing” e “Thinking Of A Place”, per un album dal grande equilibrio, nel quale il roots-rock (o come direbbero alcuni, heartland rock) si intreccia con l’alt-folk, sdoganadolo nel nuovo millennio, senza mai temere di mostrare una fortissima matrice Dylan. Un disco che piacerà molto ai fan e sorprenderà chi ancora non conosce a fondo i War On Drugs. Per questi ultimi “Live Drugs” potrebbe essere il miglior punto di partenza possibile per un inatteso colpo di fulmine.
23/12/2020
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