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I Dreamed Of Electric Sheep

2021 (InsideOutMusic / Sony Music) | progressive rock

La citazione letteraria con la quale è intitolato il nuovo album della Pfm, estratta da una delle opere più importanti del vate della letteratura distopica e di fantascienza Philip K. Dick, etichetta perfettamente il pensiero che Franz Di Cioccio e Patrick Djivas intendono sviluppare in questo ambizioso concept, volto ad analizzare il mondo attuale tangibilmente comandato dalla tecnologia, protagonista assoluta di ogni aspetto della vita quotidiana. Proprio come si chiedeva il grande scrittore di Chicago nella sua rappresentazione insieme obliqua e geniale di un mondo futuro, se anche i sogni dei replicanti, ormai creati a immagine e somiglianza umana, fossero occupati dal fatidico conteggio delle pecore, in quel caso elettriche e non in carne e ossa, anche Di Cioccio e Djivas si pongono alcuni quesiti esistenziali che raffrontano la realtà odierna con quelli che sembravano essere solo scenari visibili nei film o letti nei libri. Al contempo, invitano ad alimentare la speranza di tornare a vivere di emozioni e di rapporti reali e lasciare da parte l’approccio virtuale giunto a gestire anche settori che non si poteva immaginare potessero esserne coinvolti.

Il vecchio rock progressivo è ormai un lontano ricordo; “Ho sognato pecore elettriche” - questo è il titolo italiano del disco, proposto anche in lingua inglese – si sviluppa tra reminiscenze che richiamano parte dei celebri tempi dispari, dalla Pfm illustrati brillantemente nel corso dei 70, ora intrecciati con schemi contemporanei di stampo prettamente pop.
I segmenti che si lasciano preferire sono quelli strumentali, dove emerge appieno la grande abilità di tutti gli elementi, che oltre al citato duo storico prevede la partecipazione di Lucio Fabbri (violino, tastiere), Marco Sfogli (chitarra), Alberto Bravin (tastiere, chitarre) e Alessandro Scaglione (tastiere), oltre al prezioso contributo fornito su parecchi brani da Luca Zabbini, leader dei Barock Project.

A partire dall’opener “Mondi paralleli”, prima sontuosa nelle sue sinfoniche orchestrazioni, poi roboante nell'intreccio elettrico decisamente attuale, i passi più riusciti traslano dall’assolo di violino con cui Lucio Fabbri cesella il finale dell’ironica “Mr. Non lo so” alle libere jam di “Transumanza”, nelle quali l’ex-membro fondatore Flavio Premoli si riappropria temporaneamente del posto in formazione. Si toccano atmosfere che ricordano il tipico misticismo di Franco Battiato ne “Il respiro del tempo”, brano impreziosito dal nobile quanto rispettoso featuring di Ian Anderson al flauto e Steve Hackett alla chitarra.

“Ho sognato pecore elettriche”/ “I Dreamed Of Electric Sheep” non ha l’ambizione di porsi tra le pubblicazioni più memorabili del gruppo, bensì è l’ennesima dimostrazione che, seppur priva di alcuni pilastri storici e soprattutto senza effettuare elegiache operazioni revival, la Pfm è ancora in grado di proporsi con vesti moderne e scevre da ogni condizionamento artistico, lasciando alle sole esibizioni dal vivo l’unico momento in cui gustare le magiche pozioni che ancora oggi costituiscono un tassello fondamentale della storia mondiale del progressive-rock.

(26/10/2021)

  • Tracklist
I Dreamed Of Electric Sheep

  1. Worlds Beyond (Instrumental)
  2. Let Go
  3. Adrenaline Oasis
  4. City Life
  5. If I Had Wings
  6. Electric Sheep
  7. Daily Heroes
  8. Kindred Souls
  9. Transhumance (Instrumental)
  10. Transhumance Jam (Instrumental)

Ho sognato pecore elettriche

  1. Mondi Paralleli (Strumentale)
  2. Umani Alieni
  3. Ombre Amiche
  4. La Grande Corsa
  5. AtmoSpace
  6. Pecore Elettriche
  7. Mr. Non Lo So
  8. Il Respiro del Tempo
  9. Transumanza (Strumentale)
  10. Transumanza Jam (Strumentale)


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