Castelli

Castelli

2021 (Discipline) | synth-pop, wave

Lui è Castelli. Scampoli di notorietà nell'hinterland milanese come leader e cantante dei Clone Culture - ci muoviamo all'epoca in ambiti post-punk - per poi reincarnarsi come un'araba fenice, folgorato sulla via di Damasco dai sintetizzatori e da tutto ciò che ne consegue.
Ma per uno nato nel 1984 che voleva fare musica forse non poteva andare diversamente. Un cantante/autore/poeta (mettetela come vi pare) attuale, Francesco Bianconi dei Baustelle, ha più volte ammesso come il festival di Sanremo '84 con la mitica esibizione di Garbo sulla scalinata dell'Ariston (lancio simulato della radio d'epoca incluso) siano stati la sua iniziazione musicale.
Castelli, a distanza di quasi quarant'anni, a suo modo arriva a chiudere il cerchio, presentandosi con un Ep trainato da un brano, "1984" appunto, dove si omaggia quel Sanremo. E lo fa in compagnia vocale proprio di Garbo, col tempo assurto a icona della new wave italiana.
Descrizione in fotogrammi sintetici e citazioni colte di quello che poi è anche il suo anno di nascita:

Il primo Mac/ Il libro di Orwell/ Sanremo in playback/ La fine del punk
Sono nato qua/ L'era della vanità/ vera
L'ho respirato però/ Di quel passato vivrò
L'Italo disco/ Raf con Self Control/ Nena a Berlino coi suoi Luftballons

Versi che scorrono come un piano sequenza cinematografico, supportati da un incedere musicale severo, quasi marziale nella religiosità del momento. Flashback ripresi anche dal relativo videoclip, dove insieme alla già citata esibizione sanremese di Garbo è possibile intravedere uno Steve Jobs ancora giovanissimo e coi capelli lunghi che presenta in anteprima assoluta mondiale il primo Mac.

"1984" fa da apripista a un pregevolissimo Ep di sette pezzi, praticamente tutti potenziali singoli imbevuti di un mix letale di synth-pop e new wave di matrice eighties, con più di un richiamo al cantautorato italiano. Castelli, bontà sua, scrive e suona tutto da solo, aiutato nella produzione da Luca Urbani, che si è guadagnato sul campo (Soerba, Fuon, Garbo) il prestigioso ruolo di padre nobile del pop elettronico dello Stivale.
In questi 25 minuti di musica, l'autore rivela tutto il suo lato romantico, riuscendo nel modo migliore a tradurre in musica la lezione di antichi maestri come Fiumani e appunto Garbo, coniugandola con l'irripetibile scena indie italiana degli anni 90 per poi posizionarsi in linea con le esperienze attuali del Il Quadro di Troisi e soprattutto Baustelle.

Se la scelta di "1984" come singolo apripista risulta perfetta, altrettanto efficace è il secondo estratto, "Paneuropea", caratterizzato da ritmi sostenuti quasi dance, melodia aggressiva e riff potente di synth alla Ultravox di "Vienna". Pezzo scritto durante il primo lockdown nel 2020 con in testa una nuova idea di Europa da rifondare post-pandemia, scevra da sovranismi e di nuovo illuminata da scambi culturali senza necessità di confini.
Le atmosfere dei Depeche Mode di "Black Celebration" invece affiorano qua e là in "Berlino '86", brano più oscuro, quasi malinconico rispetto al resto, con una base musicale in continuo scambio tra riff sintetici e chitarre mai invadenti. Parole e storia ovviamente ispirate dal film "Il Cielo sopra Berlino" di Wim Wenders.

"Canzone italiana" invece è la traccia più spensierata e curiosa del disco: il testo è un divertissement, modello Pasquale Panella, sul cantautorato italiano a partire dagli anni 60, con invito a cogliere le innumerevoli citazioni presenti, appartenenti tra gli altri a Battisti, The Rokes, De Gregori, Gigliola Cinquetti ed Equipe 84.
Canzoni di matrice synth-pop e wave, si diceva, che all'occorrenza si ammantano di sonorità post-punk così in auge in questo periodo, come per esempio "Sharp Blades Here", unico pezzo del lotto con musica composta da Urbani, cantato in inglese e con suoni e melodie che ricordano molto gli Horrors più recenti, quelli della svolta electro/melodica degli ultimi album.

Non bisognerà attendere a lungo per ascoltare nuovo materiale di Castelli, perché l'esordio sulla lunga distanza è praticamente pronto, previsto in uscita per la primavera 2022. E, udite udite, sarà ancora più marcatamente electro e del tutto privo chitarre, per la gioia dei talebani sintetici.

(12/09/2021)

  • Tracklist
  1. 1984 (feat. Garbo)
  2. Chiusi
  3. Parassiti
  4. Berlino '86
  5. Paneuropea
  6. Canzone Italiana
  7. Sharp Blades Here (feat. Luca Urbani)








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