Chiello

Oceano Paradiso

2021 (Universal) | it-pop, pop-trap

Ve li ricordate gli FSK? Meteora della nostra trap esaurita artisticamente in un biennio scarso, sono stati l’ideale prosecuzione della ricerca di un suono profondamente caratterizzato, per quanto non privo d'ingenuità, che colpì per il suo essere più travolgente e violento rispetto a tanti colleghi orientati al pop-rap. Chiello, all’anagrafe Rocco Modello, si presenta ora solista per un esordio che è stato salutato con sorpresa da pubblico e critica. Il motivo principale è che della vecchia trap non è rimasto poi molto, mentre “Oceano Paradiso” è un esempio di it-pop contemporaneo, malinconico e chiaramente destinato a ottenere risonanza presso quel pubblico, anche non più giovanissimo, che ricerca una maggiore esplorazione emotiva.
C’è dentro la consapevolezza che una via d’uscita dall’indigestione trap possa essere recuperare le melodie, i ritornelli, persino la strumentazione dell’indie-pop per raccontare una generazione come quella di Modello, classe 1999. Greg Willen e Colombre sono gli aiutanti principali in questa missione.


Il poco più che ventenne, fu rapper e ora quasi cantautore, che ha vissuto e sta ancora subendo una pandemia mondiale e il disorientamento dei suoi coetanei, confeziona così undici brani che si abbandonano a una tristezza pastello. Sin dall’iniziale “Mare caldo” è chiaro che chi ci parla e canta è un cuore infranto, un’anima fragile che ha più rassegnazione rispetto a Blanco (“Non lasciarmi cadere”), e che volentieri si abbandona alle nebbie farmaceutiche che ottundono le emozioni, come raccontato dal pop-rock allucinato di “Abisso di Xanax”, il brano-simbolo, ma anche nel folk-pop in lacrime di “Golfo paradiso”, che rilegge “A Horse With No Name” (produce Mace, non a caso).
Con questi presupposti, Chiello accede anche nel rock con un lamento post-grunge come “Sul fondo dello scrigno”, un brano ammalato di distorsioni e cantato col cuore in mano e organizza una fantasia melodica come “Crema di buccia”, con citazioni prog-rock inaspettate e pose glam.

Funziona tutto, quindi? In realtà quando si fa più leggero, alla ricerca del motivetto da Achille Lauro misto Sangiovanni, in “Quanto ti vorrei”, funziona soprattutto il graffio di sax che Shablo ha inserito nella produzione. “Poi si romperanno”, altro singolo potenziale, incastra nel ritornello un pop-punk adolescenziale di cui non si sentiva particolare mancanza, ma almeno lo ingloba in una struttura it-pop-rap.
Anche il brano per i fan degli FSK, “Damerino” (con Taxi B), è sotto le aspettative, un pop-trap che sembra soprattutto una minestra riscaldata la quale, al massimo, rievoca un passeggero sentore di nostalgia, come un morso alle merendine che mangiavamo ai tempi della scuola (non erano poi così buone!).

Pur soppesandone alcuni limiti, “Oceano Paradiso” è comunque capace di porre Chiello sulla mappa del nostro nuovo it-pop, quello che nasce anche come conseguenza dell’overdose di trap del quinquennio 2017-2021. È un album breve nei suoi 33 minuti, ma capace di distinguersi fra tanti altri per la sua dolceamara vena romantica.

(05/11/2021)

  • Tracklist
  1. Mare caldo
  2. Quanto ti vorrei
  3. Non lasciarmi cadere
  4. Abisso di xanax
  5. Damerino (Ft. Taxi B)
  6. Poi si romperanno
  7. Sul fondo dello scrigno
  8. Pietra di luna
  9. Crema di buccia
  10. Acqua salata
  11. Golfo paradiso


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