Cro

Trip

2021 (Truworks) | funky house, indietronica, hip hop

Cro è il nome d’arte di Carlo Waibel, artista nato a Mutlangen, Germania meridionale, nel 1990. Non si sa molto altro sulla sua vita personale: anzi, se ne conosce appena il volto, le cui foto che circolano si contano sulle dita di una mano. Durante le apparizioni pubbliche è sempre ben protetto da una maschera a forma di panda, col dichiarato scopo di far concentrare l’attenzione sulla musica.
Il controllo che esercita sulla propria arte è pressoché totale. Non vanta una squadra di produttori o di autori esterni a cui demandare l’intero apparato sonoro su cui poggiare la propria voce, come succede un po’ ovunque alle stelle della musica pop e rap.
In questo nuovo album, composto da ventidue tracce, quindici sono prodotte in proprio, mentre le rimanenti sette lo trovano comunque in veste di compositore e/o coproduttore.
Nonostante il suo approccio da artista indipendente, Cro non è un musicista di culto, ma una delle più grandi stelle della Germania. Dopo tre mixtape pubblicati fra il 2009 e il 2011, debutta su album con “Raop” nel 2012 e da allora piazza quattro dischi consecutivi al primo posto in classifica. In passato diverse sue canzoni hanno superato i sessanta milioni di visite su YouTube, mentre su Spotify ha sfiorato i cinque milioni di ascoltatori unici solo nell’ultimo mese.
 
“Trip” esce il 30 aprile 2021, a distanza di tre anni e otto mesi dal precedente album, “Tru.”. Il disco è da poco entrato al terzo posto della classifica tedesca e al secondo di quella austriaca, diventando la sua prima opera a mancare la vetta in ambedue le nazioni.
Questo è probabilmente dovuto a un insieme di fattori: il disco è stato autodistribuito (laddove le precedenti uscite erano appoggiate alla Chimperator Productions, una delle più importanti label tedesche), l’attesa è stata più lunga del solito, e infine la fattura degli arrangiamenti è meno immediata che in passato. Di fatto Cro è sempre più avulso da un contesto ormai dominato in maniera schiacciante da trap e sonorità in antitesi con la raffinatezza della sua proposta.
Tuttavia non stiamo certo parlando di un fiasco commerciale: in un mercato in cui hanno sempre più peso le singole canzoni, l’album ha comunque generato due hit (“Blessed” e “Sygl”, entrambe in top 10 sia in Germania, sia in Austria), oltre a piazzare altri cinque brani nella top 100 tedesca.
È quindi incoraggiante vedere come l’artista si ritagli una propria nicchia, decidendo scientemente di rinunciare a una parte di pubblico generalista pur di seguire un proprio percorso, e al contempo dimostrando come ce ne sia una fetta considerevole disposta a seguirlo anche in condizioni più impervie del solito.
 
L’album è stato diviso in due dischi di undici canzoni ciascuno, nonostante avrebbe potuto entrare in un unico cd, durando sessantatré minuti. La scelta si riflette anche nell’artwork: i titoli del primo disco sono scritti interamente in alfabeto maiuscolo, mentre quelli del secondo interamente in minuscolo. Il motivo è presto detto: le sonorità delle due parti differiscono in maniera piuttosto radicale.
Il primo disco è equamente ripartito fra funky house (sei dei primi sette brani) e hip-hop (gli ultimi quattro), mentre il secondo – che da solo sarebbe stato praticamente invendibile – è quasi interamente dedicato a una forma di indietronica intimista influenzata dalle armonie vocali del sunshine pop e dalle timbriche della psichedelia anni Sessanta: fanno eccezione soltanto “Hoch” e “Letzter Song”, ibridi fra basi strumentali jazz rap e coralità soul.

In entrambi i dischi la parte hip hop, maggiormente rispondente alle vecchie opere di Cro, è stata lasciata in fondo alla scaletta, come a voler dare maggior risalto alle nuove sonorità esplorate: nel primo disco pezzi come “Alles Dope”, “1 Instagramm” e “Superwoman” sembrano riportare il French touch ai vecchi fasti, con i loro scintillanti scatti funk, mentre nel secondo “Endless Summer”, “Alice” e “Summerlove” mostrano la capacità del musicista di decorare ogni canzone con suoni quasi impercettibili: un piccolo rivolo di note che sembra uscire da un vecchio organo Farfisa o uno strato nascosto di archi che sembrano riprodotti da un Mellotron. È stato tutto riprodotto tramite programmi digitali, ma sembra provenire da fonti analogiche, magari dal recupero di qualche archivio polveroso.
 
Fra le ventidue canzoni c’è spazio per uno sguardo al futuro (il cloud rap d’atmosfera di “Nice!” e “Diamonds”), uno al presente (la trap di “Blessed”), uno al passato recente (i pezzi ballabili) e uno a quello remoto (i tratti più psichedelici), ottenuti tutti tramite lo stesso processo creativo e risultanti sorprendentemente coesi.
I testi non hanno un’economia particolarmente importante nel lavoro: sono in sostanza tutte canzoni sull’amore e/o sul rapporto con l’altro sesso, con versi molto semplici, ma mai arroganti o sopra le righe. Svolgono comunque in maniera egregia la funzione di sostegno necessaria a queste canzoni costruite con l’attenzione di un artigiano, che confermano una volta per tutte il posto di rilievo che Cro si è ritagliato nella storia della musica popolare tedesca.
 
Un’ultima nota per i collaboratori più importanti: Capital Bra, il più celebre rapper tedesco, è ospite in “Blessed”; il produttore Shuko, prezzemolo della scena locale, cura quattro dei cinque brani non diretti da Cro (tutti nel primo disco); il musicista indipendente Malte Kuhn suona chitarra e basso in quattro canzoni (due per disco); il rapper Sera Finale partecipa alla scrittura di cinque testi (tutti nel secondo disco).

(25/05/2021)

  • Tracklist
  1. Alles Dope
  2. 1 Instagramm
  3. Good Vibes
  4. Smooth
  5. Blessed [ft. Capital Bra]
  6. Wach
  7. Superwoman
  8. Nice!
  9. Diamonds
  10. Sygl [ft. Shindy]
  11. Hör nicht auf [ft. Teesy]
  12. Trip
  13. Endless Summer
  14. Alice
  15. So schön
  16. Luft [ft. Friedberg]
  17. Dich
  18. Lmf2
  19. Quarandream
  20. Summerlove
  21. Hoch
  22. Letzter Song






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