El Muniria

Stanza 218 (reissue)

2021 (Love Boat) | electro songwriter

Amico, tutto ciò che separa è santo
E’ finito il tempo dei sorrisi
Non c’è più tempo per un altro bicchiere
(da “Santo”)

28 gennaio 2002: i Massimo Volume annunciano il proprio scioglimento. “Club Privée” - ingiustamente sottovalutato all’epoca - non aveva raggiunto i risultati sperati, e la band si sentiva stretta in un tunnel dal quale non riusciva a individuare i successivi passi da intraprendere, consapevole delle difficoltà di raggiungere un successo più ampio attraverso la formula fino a quel momento praticata. La line-up si sfaldò e ognuno andò per la sua strada. Emidio Clementi già dagli anni Novanta si rese protagonista di performance in solitaria, intraprendendo la carriera di scrittore e dando vita a reading nei quali si faceva accompagnare da abili collaboratori (non di rado al suo fianco c’era Egle Sommacal), ma – essendo anche un musicista - fremeva per tornare a concretizzare i propri slanci letterari nel formato disco.

Il viaggio. Clementi era affascinato dal viaggio. Ne aveva alle spalle uno in India con Manuel Agnelli, immortalato dentro un paio di canzoni che finirono in “Quello che non c’è”. Poche settimane dopo la disintegrazione dei Massimo Volume reclutò Massimo Carozzi (il quale costruiva le sonorizzazioni per i reading del suo romanzo “La notte del Pratello”) e Dario Parisini (ex-Disciplinatha, già coinvolto nelle registrazioni di “Club Privée”) proponendo loro una nuova destinazione esotica: il Marocco, Tangeri per la precisione, da raggiungere con tre giorni di viaggio in pullman, portando al seguito la strumentazione necessaria per realizzare un album dentro una stanza d’albergo, magari lo stesso utilizzato da William Burroughs per scrivere “Il pasto nudo”, “El Muniria”.

Idea romantica e avventurosa, per un trio che, squattrinato com’era, dovette però accontentarsi di una residenza molto più umile, l’Hotel Massilia, e fu forse una fortuna, perché da lì poterono respirare un’atmosfera meno “turistica”, più vera e bohemien. Convinto l’albergatore a lasciarli suonare delle canzoni in una stanza, i tre alternano la vita respirata nella città nordafricana con le non semplici session di registrazione. Il fulcro portante di quegli esperimenti sono le ambientazioni elettroniche e i numerosi campionamenti elaborati da Carozzi, influenzati da dub e trip-hop, sui quali si incastrano con un abile lavoro di cesello i vividi flash lirici messi a punto da Clementi e le ricche interferenze delle chitarre (talvolta trattate) di Parisini.

L’obiettivo finale venne raggiunto per metà: del disco (pubblicato dalla Homesleep soltanto due anni più tardi) si realizzò appena lo scheletro. Fu completato a Bologna presso lo studio casalingo di Carozzi, con il contributo di Giacomo Fiorenza e Francesco Donadello, più la voce di Steve Piccolo in “Narrating A Photograph” e il drumming di Vittoria Burattini. La poesia di Emidio Clementi buca lo stomaco, le sue parole stringono alla gola, tolgono il respiro, ma in maniera diversa rispetto all’enfasi post-rock espressa con i Massimo Volume: qui i movimenti sono più sinuosi, notturni, oppiacei. Pur non parlando quasi mai espressamente di Tangeri, l’atmosfera complessiva riesce a evocarla. Clementi cerca parole che imprimano un ritmo, punta sulle ripetizioni, non declina storie complicate ma sintetizza i temi, soffermandosi su pochi significativi particolari. Mantiene il sapore dei Massimo Volume, ma al contempo ne prende le doverose distanze, con la volontà di raggiungere un risultato diverso, non necessariamente confrontabile.

Dal punto di vista musicale vengono raccolti diversi campioni estratti da dischi che i tre ascoltavano all’epoca (il sax sul finale di “Santo”, il passaggio al piano utilizzato per “Dentro questo bicchiere”), sample e voci (in “Fermati qui” è di Bukowski) vengono mandati in loop, uniti a suoni ambientali catturati per i vicoli, le piazze e i mercati di Tangeri. Le chitarre inseriscono tessiture preziose, lambendo ora il blues ora l’avanguardismo noise, con l’intento di sdoganare il prodotto anche presso un pubblico poco incline all’elettronica.
Ma “Stanza 218” (che resterà l'unico prodotto firmato El Muniria) venne recepito in maniera freddina, forse proprio per via del confronto con la discografia dei Massimo Volume, se non poi venire col trascorrere del tempo ampiamente rivalutato, anzi, da alcuni persino considerato fra i migliori momenti nella carriera di Clementi. Quel suono così ben identificabile, quel suo essere fuori dal tempo e avulso dalle mode, lo ha fatto venire fuori sulla distanza.

Da anni introvabile, oggi la piccola ma intraprendente Love Boat rende di nuovo disponibile “Stanza 218”, con un plus di quindici versioni remix realizzate per l’occasione, commissionate ad artisti e producer italiani, ognuno dei quali ha rielaborato il materiale secondo la propria sensibilità. Il risultato è di altissimo livello, con non poche punte di eccellenza. Si tratta di reinterpretazioni che, pur partendo da punti di vista diversi rispetto a quelli degli autori, confermano, e in alcuni casi amplificano, la natura ipnotica, scura, ossessiva, a tratti narcotica degli originali. Colpiscono soprattutto i colpi a sorpresa, come quando Maria Valentina Chirico nella sua versione di “Insieme” utilizza la voce di una bambina al posto di quella di Emidio, ottenendo un effetto straniante, oppure quando Blak Saagan ci trascina in un trip iper-psichedelico di tredici minuti, trasformando “Forse fra un attimo” in un flusso irresistibilmente eccitante.

Io chiedo in giro se si vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l’aria che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
E le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
(da “Stanza 218”)

(05/11/2021)

  • Tracklist

Stanza 218

  1. Santo
  2. Shalimar Hotel
  3. Stanza 218
  4. Fermati qui (Dubash Marg)
  5. Fino in fondo
  6. Sotto il sole
  7. Forse tra un attimo
  8. Dentro questo bicchiere
  9. Narrating A Photograph (Over The Phone)
  10. Insieme

 

Stanza 218 (Remixes And Versions)

  1. Santo, Pt. 1 (Arrogalla dub)
  2. Fermati qui – Dubash Marg (Healing Force Project rework)
  3. Sotto il sole (Paul Beauchamp remix)
  4. Stanza 218, Pt. 1 (Merchants version)
  5. Fino in fondo (Spano. remix)
  6. Santo, Pt. 2 (Stromboli rework)
  7. Narrating A Photograph, Pt. 1 (SabaSaba remix)
  8. Dentro questo bicchiere, Pt. 1 (Selfimperfectionist gloomy remix)
  9. Stanza 218, Pt. 2 (Claudio Rocchetti frozen edit)
  10. Insieme, Pt. 1 (FERA dub smash rework)
  11. Forse tra un attimo (Blak Saagan version)
  12. Dentro questo bicchiere, Pt. 2 (Nirtstroem & Prince Pomas remix)
  13. Narrating A Photograph, Pt. 2 (Ben Seretan bop mix)
  14. Insieme, Pt. 2 (Maria Valentina Chirico nightmare)
  15. Santo, Pt. 3 (Bienoise contemplation)




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