(G)I-DLE

I Burn

2021 (Cube) | k-pop

Mantenere il controllo creativo sulla propria musica, in un panorama così strettamente monitorato e come quello k-pop, è esperienza riservata a pochi. Essere un gruppo da anni sulla cresta dell'onda e avere piena (quando non esclusiva) voce in capitolo sulle scelte espressive e sui concept dei nuovi progetti discografici è evento ancora più raro. Le (G)I-DLE, sestetto attivo da tre anni e già con una solida trafila di successi alle spalle, rientrano in questa categoria eletta, e con “I Burn”, quarto Ep destinato al mercato coreano, attestano un sempre maggiore accentramento degli sforzi creativi, per un prodotto che finalmente ripaga le ambizioni riposte e dà un primo, buon, assaggio del talento della band. Ben piantato nelle radici (dance-)pop del gruppo, ma con una vena leggermente più eversiva rispetto ai suoi canoni, l'Ep traccia nuove traiettorie, più ariose ed elaborate, primi passi verso un ampliamento di orizzonti che si vorrebbe ancora più deciso in futuro. Questo è già un bel traguardo.
 
Con tre delle ragazze (la leader Soyeon, Minnie e Yuqi) coinvolte nel processo realizzativo, il disco vede il gruppo raccontare il processo di superamento e guarigione da una separazione dolorosa, il passaggio dall'inverno di “Hann” alla piena primavera di “Dahlia”. È un concept che non presenta grossi margini di innovazione, ma che le ragazze curano con scrupolo, giocando con una rilassatezza e un gusto per l'arrangiamento che in più occasioni rifuggono dalle ovvie matrici hip-hop per abbracciare decisi sentori cinematici.
I lineamenti da ballad potrebbero far sembrare la già menzionata “Hann” l'ennesimo lento atmosferico con cui appetire al pubblico più generalista, basta poco però perché le nuance jazz e le scansioni orchestrali dalla vena fantasy rendano il tutto immediatamente più affascinante, per un inverno che si tramuta in pura emozione, la trappola di un passato difficile da lasciare andare. “Hwaa”, la lead track, scioglie la neve, ma non dissipa il rimpianto, bruciando sulla fiamma di una malinconia che gli innesti tradizionali, sopra una morbida scansione dancehall, non possono che amplificare. 
 
Se “Where Is Love” cerca di riempire invano il vuoto lasciato dall'amore sostituendolo con una passeggera euforia funk (il taglio dei synth porta quasi dalle parti delle ben più frizzanti Twice), “Dahlia” chiude il progetto nella riscoperta di un calore ormai dato per abbandonato, un fiore pienamente sbocciato che giusto levigati tocchi electro potevano descrivere. È un peccato che un ritornello piuttosto fuori fuoco come quello di “Moon” non sappia valorizzare l'andamento volubile della base, e che “Lost” avrebbe goduto volentieri di un tocco ancora più essenziale (quando non direttamente acustico), ma la formula delle (G)I-DLE qui ha compiuto notevoli balzi in avanti, a cui si spera possano seguire presto di nuovi. Di certo, il carattere qui evidenziato costituisce un'ottima premessa. 

(18/02/2021)

  • Tracklist
  1. Hann (Alone In Winter)
  2. Hwaa
  3. Moon
  4. Where Is Love
  5. Lost 
  6. Dahlia


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