Lady Blackbird

Black Acid Soul

2021 (BMG/Foundation) | jazz, noir, blues, pop

Era la seconda volta che Chris Seefried accennava le note di “Nobody's Sweetheart”, una jazz-ballad non proprio facile da interpretare. Lei era lì, catturata da quella melodia elegante eppur semplice che aveva tutte le caratteristiche di un classico del jazz anni 30 o 40. La voce comincia a scivolare tra gli accordi estraendone sangue, sudore e lacrime. Seefried non aveva più dubbi: quella che aveva di fronte non era una brava e dotata interprete, ma qualcosa di più, un talento naturale dotato di una sensibilità e un acume unici.
Era nato così il primo tassello di un progetto che dopo tanti segnali e rinvii ha visto finalmente la luce, a ben sei mesi di distanza dalla prima annunciata pubblicazione (dal 3 marzo al 3 settembre). Nel frattempo, molte cose sono cambiate: l’interesse della Bmg e l’accordo con la Foundation per la distribuzione su larga scala del disco hanno modificato la strategia pubblicitaria. Dopotutto “Black Acid Soul” non è un album che necessita di una dimensione temporale per essere apprezzato.

Ovviamente “Nobody's Sweetheart” (arricchita da uno splendido assolo del trombettista Troy Andrea) è una delle undici canzoni che compongono l’esordio di Lady Blackbird, cantante nata Marley Munroe in quel di Farmington, Michigan, ma da sempre attratta dal fascino di New York, dove ora vive, e dalla musica di Curtis Mayfield, Sarah Vaughan, Nina Simone, ma anche da quella di Elton John o di interpreti contemporanee come Brittany Howard.
Sette cover e quattro inediti, per un esordio che lascia senza fiato: non è solo la notevole tecnica vocale di Lady Blackbird a impressionare, ma la padronanza e l’enorme flusso emotivo che trasudano da ognuna delle undici tracce, a partire dal brano di Nina Simone (scritto insieme a Herbert Sacker) “Blackbird”, al quale spetta il compito di introdurre il mood dell’album, tra palpiti di contrabbasso, accordi minimali o modali di pianoforte, note di violino ora romantiche, ora inquiete, e poi la voce, appunto la voce: potente, pulita, aspra.

A questo punto molti staranno già pensando all’ennesima cantante dal background jazz-gospel maturato tra le mura di una chiesa e a un percorso artistico rigoroso. Nulla di tutto ciò, per fortuna: non solo l’artista ha sempre disdegnato le pratiche religiose, ma ha mosso i primi passi con formazioni alt-rock prima di trovare nella musica jazz la forma espressiva più autentica e profonda.
Con queste premesse, è comprensibile che dietro la scelta di un brano della James Gang del 1969, “Collage”, si celi una visione della musica come arte globale. Le nuance lievemente psichedeliche del pezzo, infatti, non scompaiono, ma vengono assorbite in un substrato soul-jazz con un arrangiamento ricco di prospettive stilistiche, in parte svelate dalla versione remix di Bruise, rilasciata ai primi di aprile.

Altrettanto imponente è la rilettura di “Beware The Stranger”, un brano dei Krystal Generation portato al successo dai Voice Of East Harlem, intitolato “Wanted Dead Or Alive”, esautorato in parte del groove più funky, per un’interpretazione vulnerabile e densa, che ne valorizza la spiritualità più gospel.
Altra cover di rilievo è “It's Not That Easy” di Reuben Bells & The Casanova, brano propostole dal manager Ross Allen: un accattivante soul-pop-jazz che l’artista ha scelto anche come singolo per il definitivo lancio dell’album, una melodia semplice e raffinata, che Lady Blackbird affronta con una vigorosa interpretazione.

Una delle particolarità più interessanti di “Black Acid Soul” è la scelta ponderata di valorizzare le canzoni senza opprimerne la cruda bellezza con arrangiamenti edulcorati o finto-modernisti: il processo di trasformazione della già citata “Beware The Stranger” è in tal senso esemplare. Lady Blackbird fa sue le canzoni fino a renderle originali, ed è oltremodo commovente la metamorfosi di un brano di Tim Hardin,” It'll Never Happen Again”; allo stesso modo la splendida “Lost And Looking” di Sam Cooke (dall’album “Night Beat”) si arricchisce di nuove sfumature emotive senza perdere nulla dell’originale.

Erede di Nina Simone o novella Amy Winehouse (“Ruler Of My Heart”), Lady Blackbird non è un’artista dal fascino mordi e fuggi. Gilles Peterson l’ha definita la Grace Jones del jazz, e si potrebbe elencare un numero cospicuo di artisti di riferimento, Cassandra Wilson su tutte, al fine di stimolare ulteriormente la curiosità del lettore.
Non c’è in verità alcun bisogno di ulteriori suggerimenti: constatata la qualità degli inediti, non avevamo ancora citato la languida “Fix It” e la sensuale e noir “Five Feet Tall”, e la solidità di un esordio maturo e ricco di personalità. Si può solo affermare che “Black Acid Soul” è il disco che nessuno si aspettava o desiderava, ma di cui nessuno riuscirà a fare a meno dopo averlo ascoltato.

(09/09/2021)

  • Tracklist
  1. Blackbird
  2. It's Not That Easy
  3. Fix It
  4. Ruler Of My Heart
  5. Nobody's Sweetheart
  6. Collage
  7. Five Feet Tall
  8. Lost And Looking
  9. It'll Never Happen Again
  10. Beware The Stranger
  11. Black Acid Soul




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