Lomond Campbell

LŪP

2021 (One Little Independent Records) | elettronica, ambient

Con il titolo “LŪP” non è solo identificato il nuovo album del talentuoso Lomond Campbell, ma anche il geniale dispositivo da lui realizzato per gestire un particolare processo di looping proveniente da nastro magnetico, inizialmente indirizzato a bissare una specifica richiesta formulatagli dall’amico King Creosote, il fantasioso cantautore sempre alla ricerca di nuove sonorità sulle quali incastrare la sua peculiare forma di alt-folk.
Sebbene la sua mente sia da sempre incentrata su ogni tipo di studio e innovazione musicale, molto spesso Campbell ha incorporato in essi sfaccettature scaturite da diversi settori, quali meccanica, elettronica, design del prodotto, arte visiva. Utilizzando una combinazione di hacking hardware e tecniche di produzione industriale, Lomond costruisce da tempo, nel suo futuristico studio-laboratorio “The Lengths”, strumenti e dispositivi impiegati per produzioni musicali, molto efficaci se interfacciati in combinazione con sintetizzatori modulari e strumenti classici come, nel suo caso, il pianoforte.

A differenza della proposta folk-sinfonica del precedente full-length “Black River Promise” (2017), in “LŪP” il testimone vira verso la più integrale delle sperimentazioni ambient elettroacustiche, ottenuta sia da peculiari tecniche di registrazione e manipolazione del segnale, sia da sintesi sonora e campionamento.
Il risultato finale è un flusso strumentale introspettivo, tanto dinamico quanto minimalista, partito dalla frammentazione dei suoni derivanti da nastro, elaborati dall’omonimo dispositivo autocostruito (vedere il videoclip di “Fifths” dove se ne possono scorgere tutte le fasi di fabbricazione) ed elargite sotto forma di ipnotici loop, della durata di circa 10 secondi, letteralmente disintegrati al passaggio in prossimità di un disco magnetico rotante, che funge anche da temporizzatore per l’azionamento di due camme eccentriche pronte a inviare mutevoli schemi di fase.
E’ qui che entra in gioco, come se non fosse già sufficiente, l’ulteriore lavoro articolato dall’artista scozzese, abilissimo nel coadiuvare l’ammasso di suoni ostili ottenuti, trasformandoli in un complesso percorso logico dal fascino sorprendente, avvicinandolo ad alcune delle multiformi sperimentazioni scaturite dal genio di Steve Reich e William Basinski.

“LŪP” si crogiola tra atmosfere inquietanti, lanciando l’immaginazione verso distese d’urbana industrializzazione punteggiate, talvolta, da soffici e inaspettate melodie naturali: dai paesaggi sonori scintillanti e meditativi dell'opener "We Go Slow", alle pulsanti frenesie sintetiche di "Swam" e "Rad Brad Ivy", ai picchi sub-techno di “Otherly”, si passa ai minimali tratti ambient di "Sister", per rimpatriare verso l’elettronica più vibrante di episodi quali "WVN028" , "Creosote" e "Songs Of The Wildbirds" e nelle cangianti contaminazioni al pianoforte di “Engineer Of Fear”.

La pagina Bandcamp di Lomond Campbell utilizza il termine di artefice, ideale riassunto della natura composita del suo lavoro che naviga in un mondo costruito tra musica, arte, tecnologia e spregiudicatezza. L’estro è spesso difficile da descrivere e il metodo scientifico con cui Campbell delinea il lavoro inciso in “LŪP” è quasi più metodico che creativo, fondato com'è nella fisica e nella ricerca tecnico-meccanica, eppure in qualche modo resta magicamente instillato con quell’intangibile qualità posseduta dall'ignoto.

(16/12/2021)

  • Tracklist
  1. We Go Slow
  2. Otherly
  3. Engineer Of Fear
  4. Swarm
  5. Fifths
  6. Rad Brad Ivy
  7. WVN028
  8. Songs Of The Wildbirds
  9. Sister
  10. Until






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