LOREM IPSUM

Vivre Encore

2021 (UFV / Sleepy Dog / Seaside Suicide) | screamo, avant-folk, chamber pop

Un corpo in lingerie (quello della modella e contorsionista Ayelina Tejedor) piegato al contrario e seduto sottosopra su di un’elegante poltrona d’antiquariato. Una posa innaturale, ma voluttuosa, seducente. È una copertina che sa come catturare l’attenzione, quella di “Vivre Encore”, opera seconda del trio di Lille Lorem Ipsum - Maxime Foulon a piano e voce, Alexandre Foulon al violino, Maxime Dufossé alla chitarra acustica. Non di rado a questo tipo di trucco corrisponde poi una proposta musicale ordinaria, o che comunque non combacia con le sensazioni evocate dall’artwork. I contrasti e l’innaturalezza "inaspettata" della musica dei francesi sono invece ancora più forti. Bissano e travalicano, quindi, le suggestioni innescate dallo scrigno del disco.

Bastano pochi secondi dell’opener “Damoclès” a tramortire, disorientare e confondere l’ascoltatore per poi, appurato che tutto funziona (eccome se funziona), lasciarsi rapire. L’eco lontana di un urlo, svuotato della sua carica disperata dall’azione filtrante di una loop station, viene fatta echeggiare per poco più di un secondo. Irrompe poi in scena il violino, balzando con una danza barocca e drammatica, mentre il pianoforte offre la tortuosa ritmica su cui poggiare i volteggi. Poi una nuova variazione: il piano, ora ammansito, e quello stesso violino pennellano in simbiosi le scenografie ove far muovere, nuova protagonista, una regale chitarra acustica. E’ solo a quel punto, nel pieno di una sortita baroque-folk, che Maxime Foulon inizia a latrare i suoi versi poetici e dolorosi come un cantante screamo di metà anni Zero.

C’è da rimanere spiazzati, dicevamo. L’abbinamento proposto dal trio è difatti ardimentoso, ma funziona così bene che l’emozione sostituisce presto la sorpresa.
Lo sfregare sul violino in “Andrée” è così fitto, penetrante e intenso che la chitarra dei Brand New, o quella degli Orchid, non potrebbe fare di meglio nel servire appoggio alla voce sempre più drammatica e sfilacciata di Maxime.
Tra eleganti inserzioni elettroniche (“Anne”, “Bienaimé”), fingerpicking alleviatore e danze bretoni (“Patrick”), e momenti più ordinariamente chamber-folk (“Didier”), Foulon strilla, declama o canta liriche che oltrepassano sovente il tema portante del disco, ossia la fragilità del corpo umano anticipata dall’artwork, sconfinando nella difficoltà delle relazioni interpersonali o nelle più divisive delle incomprensioni famigliari, nella solitudine.

“Vivre Encore” è un disco che serba dettagli curiosi sino alla fine della tracklist, sparsi lungo i brani dai tre musicisti con parsimonia ed equilibrio, senza correre il rischio di sovraccaricare canzoni già emozionalmente ipersature. “Sergeï” è dunque uno dei brani più frizzanti della partita, che con il fitto ticchettare degli strumenti immerge l’ascoltatore in un mondo incantato dove regnano mefistofelici soldatini di piombo; mentre la spettrale “Véro” pone fine al disco tra pennate di chitarra pesanti e cupe come quelle dei Current 93, folate droniche e urla lancinanti.

Da ascoltare fino in fondo e più volte, per non lasciare che la stridente sorpresa del sound infici la comprensione e l’assorbimento delle canzoni e del dolore, l’opera seconda dei francesi espande i confini di mondi musicali contrastanti, mettendo alla prova l’elasticità mentale dei loro fruitori tradizionali. Difficile stimare se ci sarà un dopo e un oltre (la band) “Vivre Encore”, ma, dovesse il disco rimanere un unicum, sarebbe comunque uno dei dischi di rock estremo e bastardo dell’anno.

(11/03/2021)

  • Tracklist
  1. Damoclès
  2. Andrée
  3. Anne
  4. Patrick
  5. Bienaimé
  6. Didier
  7. Sergeï
  8. Véro
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