Tropical Fuck Storm

Deep States

2021 (Joyful Noise / Tropical Fuck Storm) | art punk, psych-dirty rock

I Tropical Fuck Storm non ce la fanno a fare finta che vada tutto bene e a tornare rotondi, o arrabbiati, o sognanti. O a essere contenti di suonare dal vivo rinchiusi in Australia da un autoembargo nazionale deciso dal governo per far fronte all’emergenza pandemica. La loro musica rispecchia un grottesco sotteso nella vita quotidiana che farebbe saltare in aria anche Luigi Pirandello: una serie continua di microfratture fatte di note sbilenche a malapena intonate, di suoni aggressivi e di ritmiche continuamente spezzate. I loro brani sono sempre urgenti, sempre espressione di qualcosa che non si può trattenere e che va ascoltato – e che merita di esserlo per la costante acrobazia compositiva ed esecutiva che il quartetto di Melbourne, micidiale dal vivo, è in grado di esprimere.

Sempre più vicino alla poetica dell’anomalo di band come Pop Group e Pere Ubu, tra accessi psichedelici e mugugni dub (“G.A.F.F.”), “Deep States” – il terzo lavoro in studio – è oltre l’allarmismo, la crisi e l’ansia alla base degli album precedenti: è materia deforme e multiforme che dichiara la sua impossibilità a essere plasmata (“Bumma Sanger”), è palpiti di brividi sottopelle e note suonate di riflesso (“Blues Beam Baby”), estratti radiofonici e interferenze in un fitto panorama mediale (“The Greatest Story Ever Told”), è una disfatta blues intrisa di disagio punk (“Suburbiopia”):
Monday mornings methadone and you're pissing in a cup
And Monday night your sponsor writes you "Baby are you up?"
Your suburbiopia was lost cos you were catfish bait
And now you're playin' online blackjack in a Highway Super 8
Sempre intrigante l’intreccio vocale tra Gareth Liddiard (Drones, Springtime), Fiona Kitschin (Drones) e Erica Dunn, soprattutto nei brani che suonano più tipicamente Tropical Fuck Storm, come “New Romeo Agent” e “Legal Ghost”. Emblematica, invece, della catastrofe naturale e umana in cui viviamo è la ballata allucinata “The Donkey”, pezzo lacerante che emerge dal magma di borbottii e schiaffi che arrivano da più parti: è una parentesi quasi malinconica, familiare a ciò che conoscevamo, che viene spazzata via dal finale e dall’arrivo di “Reporting Of A Failed Campaign”. In un attimo l'album si chiude con la stramba marcetta futuristica “The Confinement Of The Quark”, che si riaccartoccia idealmente sull’iniziale “The Greatest Story Ever Told” come un serpente uroboro.

“Deep States” non è piacevole, si mette in riascolto con riluttanza perché ti sputa addosso l’indicibile. Quanto ammaliavano i brani del precedente “Braindrops” (Joyful Noise, 2019), anche se privi dell’originalità che invece li caratterizza qui, quanto stordiscono queste dieci tracce di panico, anche morale. Grazie al cielo qualche musicista ci tira dietro la consolazione e ci ricorda che l’arte non è conciliante.
Provano a dircelo, che forse non andrà tutto bene.

(07/12/2021)

  • Tracklist
  1. The Greatest Story Ever Told
  2. G.A.F.F.
  3. Blue Beam Baby
  4. Suburbiopia
  5. Bumma Sanger
  6. The Donkey
  7. Reporting Of A Failed Campaign
  8. New Romeo Agent
  9. Legal Ghost
  10. The Confinement Of The Quarks
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