Vanishing Twin

Ookii Gekkou

2021 (Fire) | space age pop, lounge, psichedelia

Nell'era dei lockdown, della pandemia, degli squilibri sociali e politici più atipici degli ultimi decenni, i Vanishing Twin affidano al viaggio psichico e all'universalità della musica il tentativo di fuga dal mondo reale. Consolidata la formazione come quartetto (Cathy Lucas - voce, polistrumentista; Valentina Magaletti - batteria; Susumu Mukai - basso; Phil M.F.U. - tastiera e chitarra), i musicisti affinano la mistura di lounge music, dream-pop, kraut-rock, r'n'b, space-age pop e psichedelia, ampliando il fronte esplorativo delle sonorità con decise trame multietniche e afro-jazz, elementi che vengono assorbiti senza traumi nel sempre più compatto e organico sound.

La scelta va in parte a discapito della vibrante formula del precedente "The Age Of Immunology", album forte di richiami agli Stereolab e ai Broadcast, che sopravvivono nella prima traccia "Big Moonlight (Ookii Gekkou)", per poi lasciare il campo a una raffinata exotica che si evolve con interessanti contaminazioni disco rielaborate con un piglio modernista ("Phase One Million"). Le tentazioni più strettamente pop restano ancorate solo alle due tracce iniziali, "Ookii Gekkou" predilige il mistero alla rivelazione, l'oscurità alla luce.
Brani come "Zuum" e "Wider Than Itself" hanno il compito di traghettare l'ascoltatore verso le varie fasi dell'album. Il groove funky-psichedelico che fa da sfondo alle visioni library music di Martin Denny e Ennio Morricone di "Zuum" apre la pista all'avventurosa e ambiziosa "The Organism", perfetta colonna sonora immaginaria per un film avantgarde ricca di citazioni space-age, jazz e sperimentali degne di Moondog ma anche degli Art Of Noise.

Ancor più avvincente la sovrapposizione di poliritmia, synth e altri strumenti di "In Cucina", che raggiunge senza sforzo la natura cosmica della musica di Alice Coltrane e Sun Ra. Allo stesso modo il rigurgito soft-pop alla Free Design di "Wider Than Itself" introduce l'ascoltatore al trittico più futuristico dell'album, con insoliti mix di kraut, vibrazioni jazz e robotica ("Light Vessel"), ossessività ritmiche che sprizzano lirismo da tutti i pori ("Tub Erupt") e una festosa miscela di groove funky-disco, synth-pop e jazz ipnotico alla Herbie Hancock ("The Lift"), che rimette tutto in gioco lasciando un senso di incompiuto e indefinito che lascia in sospeso molti degli interrogativi di "Ookii Gekkou".

Il nuovo album dei Vanishing Twin segna un passo avanti nella giusta direzione, un'opportunità per la band di svincolarsi dalle assonanze stilistiche che rischiavano di diventare ingombranti; nello stesso tempo, l'atmosfera più soffusa, per molti versi simile alla psichedelia soft dei Beautify Junkyards, stempera la seduzione fulminea che caratterizzava il precedente album. A "Ookii Gekkou" manca forse quella melodia memorabile pronta a catalizzare l'attenzione, senza dubbio è un album che necessita di più ascolti per essere sviscerato in tutto il proprio candido splendore, ma una volta catturati dalla loro straniante exotica, sarà difficile rinunciare alla compagnia dei Vanishing Twin.

(15/10/2021)

  • Tracklist
  1. Big Moonlight (Ookii Gekkou)
  2. Phase One Million
  3. Zuum
  4. The Organism
  5. In Cucina
  6. Wider Than Itself
  7. Light Vessel
  8. Tub Erupt
  9. The Lift 




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