Arnaud Rebotini

Occhiali neri (Original Motion Picture Soundtrack)

2022 (Diggers Factory) | soundtrack

La notizia di un nuovo film del maestro Dario Argento non può che regalare un'emozione a chi lo ha seguito sin dal suo esordio del 1970, “L’uccello dalle piume di cristallo". Dopo troppi anni di pubblicazioni deludenti - quando non proprio imbarazzanti - di certo sarebbe ingenuo avere grandi aspettative. Quella che probabilmente sarà l’ultima opera del maestro dell'horror italiano sembra un passo avanti rispetto a prove scialbe come “Giallo” o “Dracula 3D”, mostrando un Argento tenacemente legato a un’idea di cinema ormai storicizzato, tipicamente anni 70, con i soliti difetti di quasi tutta la sua filmografia (recitazione approssimativa, l'analisi psicologica dei personaggi inesistente, incongruenze varie nella trama) e qualche scena che fa ricordare qualcosa dei tempi che furono.

Durante la visone di "Occhiali neri" emerge chiaramente come - in questo guazzabuglio di autocitazioni (da “Suspiria” a "Profondo Rosso”), di dialoghi quasi sempre improbabili, di scene romane di inseguimenti, omicidi e fughe tra i boschi - ci sia qualcosa che, pur a fatica, fa da collante. A mettere pezze qua e là, dando un’unità a tutta l’opera, è la colonna sonora del musicista francese Arnaud Rebotini, autore di primo piano della musica elettronica europea. Il suo stile tipicamente sintetico, con linee di basso in un continuo e vorticoso crescendo, è anomalo per un film di Argento. La vicinanza alle storiche colonne sonore dei Goblin è minima. Le classiche composizioni della band di Simonetti entravano nei capolavori del maestro in modo potente, quasi sovrastando le immagini (quasi che fosse il film ad accompagnare musica e non viceversa), come anche il pianismo classico di Keith Emerson in “Inferno” era figlio di un autore che faceva fortemente sentire la sua presenza come un autentico mattatore dei tasti bianchi e neri.

Rebotini invece entra nella filmografia di Argento facendo proprio da sarto, pronto a cucire scene poco legate, dando un senso di unicità all'intera opera. L'autore trasporta i mondi truculenti del regista romano dalle sale concerto rock alle discoteche (la title track), mantenendo sia le atmosfere horror sia la ballabilità da disco-club. Rebotini si mantiene nel solco della musica elettronica degli anni 80-90, con rimandi ad altre soundtrack storiche dell'epoca, da "Nightmare" a “Terminator”, “X Files”, fino a qualche momento carpenteriano vicino a “1992 Fuga da New York”, aggiornandolo ai ritmi a un tempo (tunz-tunz) da discoteca. I brani più energici sono quelli che nel film emergono chiaramente, dalla title track alle sue variazioni sul tema, a “Serpenti e cacciatori” o "Inseguimento notturno”. Quando la musica si fa più atmosferica, Rebotini colpisce soprattutto nella scena iniziale del film con “Un’eclissi su Roma”.

Una colonna sonora nostalgica, cosa inevitabile in un film del super-nostalgico Argento. Nonostante ciò, il compositore francese dona al film un’anima e un filo conduttore (un suono di synth che sovrasta ogni scena senza soluzione di continuità) che altrimenti "Occhiali Neri” non avrebbe avuto, salvando di fatto la fine della carriera del maestro romano.

(12/03/2022)

  • Tracklist
  1. Occhiali neri
  2. L’ospedale
  3. Occhiali neri variazione I
  4. Inseguimento notturno
  5. L’orfanotrofio
  6. La morte di Rita
  7. Il corpo di Rita
  8. Matteo ridipinge il furgone
  9. La confessione
  10. Serpenti e cacciatori
  11. Il canile
  12. La scomparsa
  13. Un'eclissi su Roma
  14. Diana da sola nel bosco
  15. La solitudine di Diana
  16. Il cane e il poliziotto
  17. Une serata buia
  18. Occhiali neri variazione II


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