Listrea

Formicolio

2022 (Autoprodotto) | alt-rock, psych-rock, noise-pop

È un esordio arrembante quello dei Listrea, quartetto bresciano che aveva già fatto saltuariamente parlare di sé negli scorsi anni, prima con il buon Ep d’esordio “Placide ninfe” (2019) e in seguito per aver condiviso palchi importanti con nomi quali Massimo Volume, The Underground Youth, TOY e Art Brut.
Nel corso del 2020 il gruppo lombardo aveva inoltre pubblicato il singolo “Girasole”, remixato sul lato B niente poco di meno che da Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut dietro al moniker Silent Panda|Deadly Panda e poco dopo aveva presentato l’intrigante progetto visivo-musicale “La Serra”, prodotto interamente a distanza durante il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria.
Arriva ora “Formicolio”, magmatico primo Lp in cui i Listrea racchiudono tutta l’esperienza maturata in questi primi anni di attività. 
 
Il punto di riferimento principale del gruppo sono sicuramente i Verdena, che il combo bresciano ricorda sin dalle prime due energiche tracce del lavoro “Steso in carmine” e “Smerigliare”, dove le distorsioni di chitarra sono accompagnate da substrati di suono acidi e allucinati.
L’indole rumorista-psichedelica è sapientemente distribuita lungo tutto il lavoro ed è rafforzata a dovere dalle suggestive immagini evocate dai testi, che si incastonano nelle canzoni attraverso un talento melodico istantaneo.
Gli umori percepibili in “Formicolio” sono i più disparati, oltre alle sferzate di chitarra delle prime due tracce troviamo infatti efficaci ballad, ora lisergiche e condite da synth sinistri (“Non ho più visto il senso nella mia vita”) ora più acustiche e raccolte (“Potevi dirmelo un anno fa”).
 
I momenti che spiccano maggiormente nel disco sono però probabilmente quelli più obliqui e imprevedibili. È questo il caso delle oscure “L’incubo sul parquet” e “Mix di umori”. La prima è resa subito indimenticabile dall’ossessività della ripetizione del titolo ponendo l’accento sulla “u” di incubo e dalle deformazioni disturbate delle sezioni strumentali, mentre la seconda è un pezzo più fantasmatico ma altrettanto inquieto, esattamente come i rintocchi di piano che compaiono dal nulla nella coda finale.
L’intero disco è percorso da tensioni oscure e paranoiche, degne proprio dei Julie's Haircut, come quelle presenti nei sei minuti dell’incubo di “Ti oscuri” o in “Ustione”, brano minaccioso non solo nelle pulsazioni di basso ma anche nelle liriche iniziali, che viene stemperato meravigliosamente dalla voce leggiadra e sensuale di Chiara Amalia (presente anche in “Non ho più visto il senso nella mia vita”).
Nella sezione finale del lavoro trovano spazio anche atmosfere più rilassate e trasognate che si avvicinano agli Scisma, è il caso di “Il chiaro delle 5.30” e “Tutte le sofferenze”.
 
L’esordio dei Listrea conferma quindi in pieno le voci più che positive che accompagnavano la band fin dalla sua formazione. L’abilità innata per la scrittura di pezzi che sappiano essere non solo interessanti a livello di sperimentazione sonora ma anche decisamente catchy, melodicamente e iconicamente, maschera una vocalità a tratti ancora acerba e al contempo proietta il quartetto bresciano tra le migliori speranze dell’underground italiano odierno.

(19/02/2022)

  • Tracklist
  1. Steso in Carmine
  2. Smerigliare
  3. Non ho più visto il senso nella mia vita (feat. Chiara Amalia)
  4. L’incubo sul parquet
  5. Mix di umori
  6. Un formicolio
  7. Ti oscuri
  8. Potevi dirmelo un anno fa
  9. Il chiaro delle 5.30
  10. Tutte le sofferenze
  11. Ustione (feat. Chiara Amalia)
  12. Non cado mai in piedi


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