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Kuni

2022 (Bastard Jazz) | future-jazz, electro-soul

Trovarsi, perdersi, conoscersi, scoprire, infine ritrovarsi: nel corso degli anni che hanno portato all'uscita di “Kuni” l'italo-tunisina Linda Faki ha avuto tutto il tempo per rivoluzionare completamente il proprio percorso, il proprio approccio alla musica. E trarre forza da nuovi immaginari, tracciare parabole altre, ben più personali. Elegante gioco di ben più vibranti dicotomie, il primo album dell'autrice italo-tunisina è materia elettronica in perenne mutamento, soul che individua sprazzi di futuro, che sa come esibire il suo lato più estroso, fieramente jazz. Il tutto viene inquadrato dalla cornice di un Giappone che rivive attraverso lo sguardo di Takeshi Kitano, del suo capolavoro “Hanabi”, fuoco e fiori a tessere un prisma di sfuggente bellezza, perfettamente incasellato nella natura mutevole della produzione. In mezz'ora di tempo la musicista ha trovato la sua voce.

Non è comunque una voce che ama la solitudine, a cui piaccia perdersi troppo nelle proprie divagazioni. “Kuni” è certamente un album intimo, giocato su un calore, vocale e sonoro, che ricorda le produzioni più eleganti della Brainfeeder: da Hiatus Kaiyote a Taylor McFerrin, l'estetica future-jazz di brani quali “Smoke – A Moon Or A Button”, costruita su continue deviazioni e ritorni al tema centrale, o di “Takeshi”, tutta retta da sincopi ritmiche e frenesie di basso, risulta evidente l'approccio polivalente, la natura ricombinante di un sound che si declina volta volta in base a umori e convergenze del tutto diverse. Eppure, si tratta di un progetto che vive della sua natura collaborativa, che trae forza anche dalla presenza di importanti collaborazioni.
Vertono verso ispirati territori hip-hop “Don't Know I'm Dead Or Not”, suadente divagazione elettronica in cui il flow di Chester Watson si muove con misteriosa intensità, e “How Do We Know We're Alive”, soul onirico e arrembante, nel quale Pink Siifu si muove con ambigua malizia. E se Asa Chang fornisce un cadenzato supporto vocale ai fraseggi ambient dell'iniziale “Hana-bi”, “Ktm” è esplorazione fusion di grande lucidità, atmosfera e tecnica che assieme a Jason Lindner sa trovare la piena compattezza di assieme.

Faki si rivela musicista di grande polso, dallo sguardo preciso: con una visione d'insieme che sa trarre il meglio da ogni scelta, e al contempo una varietà di elementi tale da presentare un'immagine sempre diversa, l'autrice italo-tunisina ha sviluppato un linguaggio suadente, in cui muoversi in piena libertà, diventando parte integrante del suono, del portato narrativo che i brani si trascinano appresso. L'Italia del presente, multiculturale, dal respiro globale, ma soprattutto quella del futuro, passa certamente da qui.

(22/03/2022)

  • Tracklist
  1. Hana-bi
  2. Takeshi
  3. Smoke – A Moon Or A Button
  4. Don't Know I'm Dead Or Not (ft. Chester Watson)
  5. Om
  6. Hana-bi (ft. Asa Chang)
  7. Ku
  8. Ktm (ft. Jason Lindner)
  9. How Do We Know We're Alive (ft. Pink Siifu)
  10. Se mi stacco da te, mi strappo tutto:
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