Meshuggah

Immutable

2022 (Atomic Fire)
djent

Al nono album di studio, dopo ben sei anni da "The Violent Sleep Of Reason" (2016), i Meshuggah arrivano forti di una fanbase agguerrita e di un riconoscimento trasversale e internazionale: è opinione diffusa che gli svedesi abbiano trasformato profondamente il metal dell'ultimo ventennio, trovando pochi paragoni nel genere. "Immutable" non fa che riaffermare la creatività di quelle intuizioni e lo spessore tecnico della formazione: ancora le geometrie ritmiche, la ferocia armonica, l'intensità compositiva.

La novità, lungo la scaletta di 66 minuti, non è esattamente protagonista. Inchiodati al centro del bombardamento incrociato di chitarre, voce e la leggendaria sezione ritmica guidata da Tomas Haake sin dall'iniziale "Broken Cog", invero introdotta da un sussurrato minaccioso di Jens Kidman che è fra gli elementi più atipici dell'album, gli ascoltatori si ritrovano in una familiare zona di guerra. Le mitragliate stordenti di "The Abysmal Eye", il secondo brano, avviano uno spettacolo che procede senza grandi sorprese, un more of the same con protagonisti i Meshuggah che, magistralmente, fanno i Meshuggah.
A spezzare la lunga, ma un po' telefonata, carneficina djent, ossia quella pasta di prog-metal estremo irregimentata da una malata propensione al groove, arriva lo strumentale "They Move Below", una ballad semi-acustica tipo "Orion" dei Metallica che, in oltre nove minuti, impenna verso lidi più frequentati nel resto della discografia.

Dopo, si è tentati di chiedersi se non si potesse sforbiciare la scaletta e chiudere così l'album numero nove, evitandosi un abbozzo come "Black Cathedral" e altre aggiunte che, lungi dal rappresentare novità rilevanti, perseguono una cocciuta ortodossia, ormai spenta di qualsiasi spinta caotica e sperimentale di un tempo.
A chiudere arriva un altro strumentale, "Past Tense", che riduce la furiosa tregenda a pensosa angoscia.

Immutabili e inamovibili, i pazzoidi metallari svedesi sono in realtà inesorabili nella loro prevedibilità e tornano dopo un lustro abbondante per suonare in modo simile, senza stravolgimenti di sorta. A voler far vincere il solito effetto alone, si può anche premiare quest'album per tributare alla formazione, ancora una volta, la sua importanza nel metal estremo: in tal caso, varrebbe per loro quello che si riconosce a tante leggende musicali che, invece di rinnegare il proprio passato, semplicemente lo perpetrano anche oltre la fase creativa. A voler valutare solo l'album, però, "Immutable" è djent senza molta originalità, indipendentemente dalla firma, prestigiosa, che porta.

12/04/2022

Tracklist

  1. Broken Cog
  2. The Abysmal Eye
  3. Light The Shortening Fuse
  4. Phantoms
  5. Ligature Marks
  6. God He Sees In Mirrors
  7. They Move Below
  8. Kaleidoscope
  9. Black Cathedral
  10. I Am That Thirst
  11. The Faultless
  12. Armies Of The Preposterous
  13. Past Tense


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