BIG BLOOD - First Aid Kit

2023 (Ba da bing! records)
post-punk, psych/roots-rock

Registrato in casa su un otto tracce, con la partecipazione della figlia tredicenne Quinnisa (che canta in quasi la metà dei brani) e di Chris Livengood ai synth, “First Aid Kit” vede i Big Blood, ovvero Caleb Mulkerin e Colleen Kinsella, alle prese con un delizioso psych/roots-rock in chiave post-punk, il tutto nato dal desiderio di catturare la spontaneità di un’ispirazione che nasce dal contatto con le piccole cose di tutti i giorni.

Dal twang ‘n’ stomp garagista di “In My Head” (roba che potresti ascoltare in una compilation di outtake dei Cramps, se solo quest’ultimi avessero deciso di affidare il microfono a una ragazzina turbolenta), all’arioso e sognante congedo, all’ombra di Kate Bush, di “Weird Road Pt 1”, questo nuovo lavoro dei coniugi di South Portland è una chicca da gustare da cima a fondo, con la consapevolezza che non è tra questi solchi che s’inventa qualcosa di nuovo, perché questi solchi vogliono semplicemente proporre belle canzoni, con ritornelli appiccicosi (si ascolti quello della ballata “Haunted”, assolutamente memorabile:“I’m haunted by your pictures/ That faded like a memory”), una chitarra ipnotica e una sezione ritmica pulsante.

Ecco, dunque, “Infinite Space”, gettarci l’esca con un mantra popedelico che naviga tra cosmiche derive, e “Never Ending Nightmare” portarci in dote una solida costruzione wave, con sberleffi sintetici e percussioni metalliche a scortare il ritornello, laddove “Makes Me Wonder”, il cui testo è incentrato sulla vicenda di Ma’kihia Bryant (una sedicenne afroamericana uccisa dalla polizia nell’aprile del 2021 a Columbus, Ohio), srotola una stentorea ballata post-punk intrisa di rabbia latente.

E se la magia dei girl-group rivive in “1000 Times”, un’irresistibile e disarmante danza di infatuazione adolescenziale, perfetta per la voce-bambina di Quinissa (“I think about you at least 1000 times a day/ I can’t even say hi/ What’s wrong, what’s wrong, what’s wrong with me?”), “Ring Telephone Ring” ripesca una Barbara Lynn targata 1967, rendendola ancora più dolente e trasognata.

In “Haunted Interlude”, infine, c’è anche uno spazio, invero molto esiguo (cinquanta secondi appena), per l’old-time folk che i Nostri hanno bazzicato in alcuni dei loro precedenti lavori.

22/12/2023

Tracklist

  1. 1. In My Head
  2. 2. Haunted
  3. 3. Candy, Here I Come
  4. 4. Infinite Space
  5. 5. Ring Telephone Ring
  6. 6. Haunted Interlude
  7. 7. Never Ending Nightmare
  8. 8. Makes Me Wonder
  9. 9. 1000 Times
  10. 10. Weird Road, Pt. 1

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