La stagione d’oro del pop scozzese anni 80 ha nella compilation “C86” un indissolubile punto di riferimento. All’iconica cassetta pubblicata dal New Musical Express si sono ispirate molte band, non ultima quella dei BMX Bandits, tanto devoti a quell’aurea stagione creativa da esordire nel 1990 con un album intitolato “C86”.
Da allora la formazione scozzese è un punto di riferimento per la scena underground non solo inglese ma anche americana, giapponese, europea. Tutto questo grazie a un’indomita coerenza creativa che trova ulteriore linfa nella prima esperienza della band con il mondo delle immagini.
Per la colonna sonora del thriller-horror scozzese “Dreaded Light”, Douglas T. Stewart prende spunto dalle musiche commissionate dalla Bbc negli anni 60 e 70 per gran parte delle produzioni estere. Tra gli autori coinvolti in queste operazioni non mancavano anche artisti italiani come Gian Piero Reverberi ed Ennio Morricone, alla cui opere sembra ispirarsi questa riuscita e suggestiva opera del musicista scozzese Douglas T. Stewart – unico attuale responsabile del marchio Bmx Bandits – aiutato in questa nuova avventura dal multistrumentista Andrew Pattie.
Il primo passo è stato quello di creare un tema portante sul quale sviluppare l’intera colonna sonora, “Theme From Dreaded Light”, e a fare da cornice sono una serie di brevi intuizioni armoniche che sottolineano le tematiche del film (orrore, spiritualità, follia, surrealismo).
Nell’elaborare la riuscita e suggestiva colonna sonora di “Dreaded Light”, Douglas T. Stewart non lesina riferimenti espliciti ai Goblin intonando ninnenanne (“Mysterious Nurse”) e melodie da carillon (“Early One Morning What’s Wrong With You”, “A Dark Figure”), o elaborando riletture del tema principale con fughe jazz-rock-prog (“Kettle O’ Worms”, “Thrilling”).
Non mancano momenti più epici e lirici, che ricordano il Vangelis di “Blade Runner” (“Smorgans”, “Night Riding”), tipici inserti di voci e rumori adagiati su flebili melodie di flauto e tastiere (“Tuning In”, “Never Come Back”) ed eleganti tocchi jazz-noir (“Urination Jazz”, “Family Values”).
Ricco di piacevoli deja-vu, il primo approccio con il mondo delle colonne sonore dei BMX Bandits è non solo riuscito, ma perfino avvincente (“I Heard A Baby Crying”, “New Revelations”), non privo di due gioiellini in formato canzone più tipici dello stile di Douglas T. Stewart, ovvero l’elegante bossa nova di “Long Forgotten Summers” e l’atipico chamber-folk-pop di “Spinning Through Time”.
06/03/2023