DURAND JONES & THE INDICATIONS - Wait Til I Get Over

2023 (Dead oceans)
gospel, r&b, soul

Il primo passo in solitaria di Durand Jones, senza i fidi The Indications, è solo in parte prevedibile e catalogabile come ennesima esternazione di una privacy artistica già sottintesa nella carriera condivisa con la band. Nel mettere in fila le matrici che animano “Wait Til I Get Over”, ovvero soul, blues, r&b, gospel, rock e funky, l’autore rifugge dai canoni puramente estetici e tiene abilmente a bada quegli elementi nostalgici che, pur necessari e impliciti, non sono mai predominanti.

Un ascolto fugace non permette di scorgere palesi differenze con opere affini, dopotutto l’album è un viaggio nei ricordi e nelle esperienze dell’autore ed è naturale che il campionario stilistico non si discosti da un solenne rituale stilistico quasi mistico e spirituale. Svincolato dai canoni più ballabili delle composizioni di Blake Rhein e dal romantico falsetto soul di Aaron Frazer, Durand Jones tira fuori dal cappello magico un disco poeticamente intenso e aspro, un progetto radicato nella cultura rurale black, che racconta di schiavitù e di guerra civile americana con una consapevolezza moderna e per certi versi proiettata nel futuro. “Wait Til I Get Over” è un album sentimentale ma non romantico: nostalgia e voglia di riscatto viaggiano in contemporanea e alle gioie del pop-soul più retrò l’autore contrappone un tono pungente e viscerale nonché trasversalmente empatico.

 

Jones racconta la propria gioventù trascorsa nella piccola realtà di Hillaryville, Louisiana, cittadina fondata da ex-schiavi e dall’intenso retroterra religioso, storia che il musicista racconta nel breve interludio per piano, archi e voce narrante di “The Place You’d Most Want To Live (Interlude)”, un luogo di speranza e condivisione che ha plasmato la personalità del musicista, ora pronto a rendere omaggio alle sue più profonde radici. Otis Redding, Sam Cooke e Donny Hathaway sono i punti di riferimento con il passato.

I ricordi riaffiorano non solo nelle intense liriche ma anche nel sottinteso citazionismo musicale che è palese nell’agile ballata alla Sam Cooke “Sadie”, storia di una breve relazione sentimentale con una donna sposata da parte di Jones, ed è altresì straniante quando a essere involontario oggetto di deja-vù è un brano di Dusty Springfield (“I Only Want To Be You”), il cui refrain è assorbito nell’aspro e graffiante r&b-rock di “Lord Have Mercy” che Jones interpreta con la grinta di un giovane Rod Stewart.

Quelli appena citati sono ovviamente impliciti richiami armonici, dovuti soprattutto a una ricca e vigorosa scrittura, che regala almeno un paio di autentici gioielli, in primis la struggente e carnale “That Feeling”, un’appassionante e complessa melodia alla quale Jones affida un canto d’amore queer tanto intimo quanto spirituale. Altra autentica perla di “Wait Til I Get Over” è il ruvido gospel-blues di “I Want You”, un’autentica trance creativa dove regna un ordinato caos, tra cori gospel, battiti di mani, percussioni violentate a mo’ di bone-music, organi fluttuanti e un’interpretazione che trasuda sentimento.

L’esordio da solista di Durand Jones non è un album facile né canonico, trascinante quando l’autore permette alla contaminazione rock/r&b di smuovere le acque (“See It Through”), riflessivo quando affronta il delicato tema dei diritti civili (il soul-blues contaminato dalla furia linguistica del rap di “Someday We’ll All Be Free”, abile rilettura di un brano di Donny Hathaway).

A suo modo ambizioso e poeticamente crudo e poco incline al compromesso, “Wait Til I Get Over” è un disco nel quale il musicista rispolvera le tracce più profonde della musica black senza paura di sporcarsi: l’elegante accenno jazz della straordinaria “Letter To My 17 Year Old Self”, la romantica tensione orchestrale di “Gerri Marie”, la profonda immersione nel gospel della title track (dove il coro è frutto di multiple sovrapposizioni della voce dello stesso Jones) e la definitiva resa sentimentale di “Secrets” sono parte di un enorme puzzle dall’incerto incastro esteriore ma dal profondo spessore artistico.

17/06/2023

Tracklist

  1. 1. Gerri Marie
  2. 2. The Place You'd Most Want To Live (Interlude)
  3. 3. Lord Have Mercy
  4. 4. Sadie
  5. 5. I Want You
  6. 6. Wait Til I Get Over
  7. 7. That Feeling
  8. 8. See It Through (Interlude)
  9. 9. See It Through
  10. 10. Someday We'll All Be Free
  11. 11. Letter to My 17 Year Old Self
  12. 12. Secrets

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