Allie X

Girl With No Face

2024 (Twin)
synthpop, goth-pop, italo-disco

È evidente che ad Alexandra Hughes non interessi minimamente diventare famosa. Anzi, l'obiettivo primario è quello di scegliersi la sua audience con cura, proponendo di volta in volta cambi di estetica e immaginario con cui tenere alla larga i “regulars”. E così, nei panni di un fantasma pronto a vendicarsi con fare da stalker, Allie X compie pienamente la sua trasformazione in anti-diva. “Girl With No Face”, così si presenta, alla volta di un terzo album che non sacrifica minimamente l'amore della cantautrice canadese per la musica pop, ma ne rivela gli elementi più sconcertanti, la tenebra dietro le tende che solo un surreale pastiche stilistico poteva rappresentare. Ben più marcato nella componente dark, al contempo denso della scintillante verve sintetica da sempre associata al suo marchio, Hughes compone e produce il suo lavoro più quadrato e a fuoco, un rabbioso ma divertito gioco di citazioni ed elaborazioni che nelle mani della sua ideatrice diventa plastilina, materiale da plasmare a suo piacimento.

La musica pop è uno dei contesti d'elezione per sperimentare con forme più teatrali, consapevolmente eccessive: se già “Cape God” spingeva verso una direzione maggiormente scenica, la ragazza senza volto si guadagna con facilità il palcoscenico e dà il via alle sue danze scatenate, al ritmo di propulsioni analogiche che rombano nella notte. Gli anni 80? Sono una seconda pelle per Allie X, la spinta creativa che ne ha segnato il passo, mai come adesso però vengono esternati con così ampio rigore filologico, dalla strumentazione all'estetica per finire alle riprese sgranate dei video, talvolta prossimi a un tocco latamente Siouxsie. E se di propulsioni si parla, non si può non passare dall'electro robotica dei Kraftwerk, dalla più eversiva italo-disco, dal cuore pulsante del freestyle e da battesimi in chiave industriale. La conoscenza del contesto è insomma essenziale, ben lungi però dall'essere usata in maniera ortodossa: come in un cartonato tirato fuori da un ipotetico 1984, Hughes appare come una sorta di Jareth nerovestito, pronto a farsi beffe delle consuetudini e dei tic culturali rivoltandoli dall'interno, con piccoli ma significativi gesti di rivolta.

I tratti sono tutti lì, a volte sfacciati nell'impiego dei riferimenti più riconoscibili sulla piazza: difficile non riscontrare un attacco alla Yazoo nell'apertura di “Off With Her Tits”, sarà però per il contenuto lirico (il desiderio urgente di una mastectomia), sarà per l'ascesa vocale che trae vantaggio dagli studi classici di Hughes, e il tocco proprio di una “Don't Go” viene snaturato in un'opera grottesca, tanto sofferta quanto grossamente sardonica. E perché non provare a tirare in ballo anche la celebre “Maniac” di Michael Sembello? Se il suo tamburellante battito hi-nrg diventa il luogo d'elezione per un gioco al massacro che imbriglia il più colorato desiderio di vendetta e lo allaccia a bozzetti operatici, stacchetti corali e tese battute vocali, la mania dell'originale si fa carne e voce. Ma anche a non operare di citazionismo beffardo la tempra di Allie X affronta il luccichio di metà anni Ottanta con grande caparbietà, rivelando un gusto per la melodia pop ulteriormente affinato.
I due singoli di lancio, cosparsi di una fitta pece gotica, lo dimostrano con una prospettiva duale di immediato fascino. Più lenta nella progressione, la title track scava nei meandri di una fascinazione perversa, indugia nella descrizione di un personaggio tanto ammaliante quanto implacabile, pronto a divorarti se è il caso: che tastiere e bassi in odore di coldwave sostengano tale presentazione è un atto dovuto. Con una partenza che pare quasi preludere a un brano dei Boy Harsher, “Black Eye” è invece la più triste danza delle streghe degli ultimi anni, una cavalcata techno che si fa più disperata man mano che procede.

Pungente e divertito, carico di un'ansia che è tutta contemporanea, “Girl With No Face” macina motivi e melodie con una semplicità che nasconde invece anni di gavetta e affinamento, che traduce le passioni di un decennio (la Madonna degli esordi nel pezzo clou “Galina”; gli scherzi sintetici di un Thomas Dolby in “Hardware Software”) in una spericolata avventura sonora. Fiera nel suo ruolo di anti-diva, Allie X è adesso piena padrona di un pop consapevolmente anacronistico, ma dotato di una sua irresistibile, autentica stravaganza.

29/02/2024

Tracklist

  1. Weird World
  2. Girl With No Face
  3. Off With Her Tits
  4. John And Jonathan
  5. Galina
  6. Hardware Software
  7. Black Eye
  8. You Slept On Me
  9. Saddest Smile
  10. Staying Power
  11. Truly Dreams




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