Tenero e dispersivo, giunge al secondo album Mydreamfever, side-project di Parannoul, uno dei nomi più discussi dello shoegaze contemporaneo, di quelli che devono la loro fama a Reddit e RateYourMusic. L’artista di Seoul aveva inaugurato il progetto nel 2022 con “Rough And Beautiful Place”, dove a una leggiadra esecuzione ambient si univa uno scenario new age da cameretta, sospeso tra malinconia e spiritualità. Ne scaturisce un disco che brilla per intenzione, ma non sempre per consistenza.
L’attitudine bedroom resta il fulcro poetico: un glitch-pop di lucciole digitali, fatto di bip e interferenze di sistema che si intrecciano con una chitarra vellutata e un canto carezzevole, quasi un respiro. Le otto tracce trasmettono le intenzioni di pace e serenità che l’opera vuole custodire. Un viaggio che prova a prendersi cura dell’ascoltatore, e lo fa con i suoi microsuoni da mp3 in bassa qualità e le carezze post-millennium bug, ma la cura formale non basta a compensare quello che manca.
Meno efficace è la direzione melodica, con passaggi riempitivi disseminati quasi ovunque: una serie di vaneggi mormorati, come se le composizioni soffrissero di un songwriting poco incisivo negli accordi e nelle trame armoniche. Un’ora per otto brani è una scelta audace, da affrontare confidando che ogni idea sia davvero necessaria. Quasi ironico che il momento più riuscito sia “AM 454”, un intermezzo lounge pop di quattro minuti: scremare il resto avrebbe giovato. Quel che rimane è un album che del bedroom pop fa il suo rifugio più dolce, ma che non invita a un ritorno.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
24/10/2025